La Borsa del 11 settembre, Piazza Affari va in positivo: vola Avio dopo gli ottimi conti

A causa del caro energia che si riflette sull’inflazione il 10 settembre la Bce ha alzato il costo del denaro di 25 punti base al 2,5%

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana e internazionale.

  1. Pochi i cali della mattinata

    Sul versante dei ribassi, i cali sono contenuti: Amplifon (-0,35%), Eni (-0,31%), Iveco Group (-0,04%) e Terna (-0,02%) aprono in leggero calo.

    Nome Valore Var %
    Amplifon 11,305 -0,35
    Eni 23,98 -0,31
    Iveco Group 14,05 -0,04
    Terna 9,212 -0,02
  2. Vola Avio dopo i conti

    Seduta positiva per Piazza Affari, con Avio che guida la classifica dei rialzi grazie a un’impennata del 7,10%, spinto dai buoni risultati semestrali presentati questa mattina. Seguono Moncler (+1,58%), Banco BPM (+1,52%) e Prysmian (+1,46%), quest’ultimo sostenuto dall’operazione di collocamento azionario da 850 milioni di euro. In evidenza anche Intesa Sanpaolo (+1,44%), Buzzi (+1,29%), BPER Banca (+1,14%), Telecom Italia (+1,11%), Tenaris (+1,11%) e Unipol (+1,04%).

    Nome Valore Var %
    Avio 30,00 +7,10
    Moncler 44,29 +1,58
    Banco BPM 16,345 +1,52
    Prysmian 125,40 +1,46
    Intesa Sanpaolo 6,758 +1,44
    Buzzi 39,20 +1,29
    BPER Banca 14,35 +1,14
    Telecom Italia 7,562 +1,11
    Tenaris 24,61 +1,11
    Unipol 28,16 +1,04
  3. Come aprono i mercati

    Le principali piazze europee hanno aperto la giornata con movimenti contenuti ma in territorio positivo. Milano guida le performance con un rialzo dello 0,56%, seguita da Parigi (+0,52%) e Francoforte (+0,46%), mentre Londra segna un più modesto +0,09%. Le sedute si presentano poco mosse, con gli investitori in attesa di nuovi stimoli macroeconomici e geopolitici per definire la direzione dei mercati nel corso della giornata.

     

  4. Avio, i risultati finanziari del 1° semestre 2026

    Buoni conti per Avio, che ha chiuso con ricavi netti pari a 276 milioni di euro, in aumento del 17,5% rispetto ai 234,86 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Secondo il management, la crescita è trainata dall’incremento delle attività di produzione del lanciatore Vega C, dei motori per Ariane 6 e della propulsione destinata al settore della difesa.

    Il management di Avio ha confermato le previsioni per l’intero 2026, già comunicate a marzo. Per l’esercizio in corso, la società si attende:

    • portafoglio ordini tra 2 e 2,1 miliardi di euro;
    • ricavi netti tra 560 e 590 milioni di euro;
    • Ebitda reported tra 27 e 35 milioni di euro;
    • Ebitda adjusted tra 29 e 37 milioni di euro;
    • utile netto compreso tra 8 e 13 milioni di euro.
  5. I titoli da monitorare

    Sul listino milanese l’attenzione è puntata su Prysmian, che ha raccolto 850 milioni di euro sul mercato attraverso l’emissione di nuove azioni. La risorsa finanziaria servirà a finanziare in parte la maxi-acquisizione di Atkore, annunciata a inizio agosto. Il prezzo finale del collocamento è stato fissato a 121 euro per azione, con uno sconto di poco superiore al 2% rispetto alla chiusura del 10 settembre.

    Intanto il consiglio di amministrazione di Unicredit ha approvato all’unanimità l’esercizio della delega assembleare per un aumento di capitale senza diritto di opzione, destinato a sostenere l’offerta pubblica su Commerzbank. Secondo Reuters, il governo tedesco spingerà per mantenere l’identità nazionale di Commerzbank, con la quotazione sul mercato azionario locale e la tutela dei posti di lavoro.

  6. Europa attesa poco mossa

    Le borse europee sono attese con cautela in apertura di seduta, con i future sull’Eurostoxx50 in lieve rialzo dello 0,02%. L’attenzione dei mercati resta focalizzata sul petrolio, le cui quotazioni sono in calo ma si mantengono su livelli elevati: il future sul Brent segna -1,48% a 106 dollari al barile, mentre quello sul Wti è in calo dell’1,20% a 101,24 dollari.

    A sostenere i prezzi sono le tensioni geopolitiche nello stretto di Bab el-Mandeb, dopo che gli Houthi hanno preso il controllo della strategica città portuale di Mocha e dell’isola di Zuqar, sul Mar Rosso. Questa mossa consente ai ribelli yemeniti di influenzare direttamente una delle rotte più importanti al mondo per il trasporto del greggio dal Golfo Persico verso il Mediterraneo.