Si è spento all’età di 88 anni Pier Francesco Guarguaglini, figura storica dell’industria italiana, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica (oggi Leonardo) dal 2002 al 2011. La notizia della sua scomparsa è stata annunciata dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che lo ha ricordato: “Uomo di intelligenza straordinaria e di visione. Era un amico”.
Chi è Pier Francesco Guarguaglini
Nato a Castagneto Carducci (Livorno) nel 1937, Guarguaglini rappresentava il prototipo del manager tecnico di altissimo livello. Laureato in ingegneria elettronica all’Università di Pisa e al Collegio Pacinotti (oggi Scuola Superiore Sant’Anna), conseguì poi un dottorato di ricerca presso l’Università della Pennsylvania.
La sua carriera si sviluppò interamente all’interno delle partecipazioni statali, dove ricoprì incarichi dirigenziali in numerose società:
- direttore generale delle Officine Galileo (1984-1994);
- amministratore delegato di Oto Melara e Breda Meccanica Bresciana (1994-1996);
- guida del settore Difesa di Finmeccanica (1996-1999);
- presidente di Alenia Marconi Systems (1998-2000);
- amministratore delegato di Fincantieri (1999-2002).
La sua carriera
Il culmine della sua carriera arrivò nel 2002 con la nomina a presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, la più importante azienda italiana nei settori della difesa e dell’aviazione. Il suo mandato fu caratterizzato da importanti successi, tra cui spiccò la storica commessa del 2005. Attraverso AgustaWestland, Finmeccanica ottenne la realizzazione del Marine One, l’elicottero del Presidente degli Stati Uniti, battendo la concorrenza americana di Sikorsky.
Il contratto fu da 1,7 miliardi di dollari per 23 elicotteri; per la prima volta nella storia, la produzione dell’elicottero presidenziale statunitense veniva affidata a un’azienda non americana. Anche se il contratto venne successivamente annullato dall’amministrazione Obama, per l’aumento dei costi di progettazione.
Le ombre giudiziarie
Il mandato di Guarguaglini si concluse bruscamente il 1° dicembre 2011, quando il consiglio di amministrazione lo sfiduciò per il presunto coinvolgimento nell’inchiesta sugli appalti Enav. L’indagine riguardò numerosi dirigenti di Finmeccanica e altre aziende del gruppo, ipotizzando l’esistenza di un sistema corruttivo finalizzato a pilotare l’assegnazione di contratti pubblici.
Guarguaglini venne accusato di frode fiscale e false fatturazioni. Secondo la procura la moglie, Marina Grossi (amministratrice delegata di Selex Sistemi Integrati), emetteva documenti contabili falsi per gestire illecitamente i soldi degli appalti. La vastità dell’inchiesta e il coinvolgimento di una delle più importanti società controllate dallo Stato suscitarono enorme scalpore ed ebbero ripercussioni anche in ambito politico. Le accuse contro Guarguaglini furono poi archiviate, mentre sua moglie concluse la vicenda patteggiando un anno e due mesi di reclusione.
Da Finmeccanica a Leonardo
Nonostante le controversie giudiziarie, il periodo di Guarguaglini alla guida di Finmeccanica coincise con un’epoca di consolidamento e proiezione internazionale del gruppo. Nel 2009 ricevette il Premio America della Fondazione Italia Usa, riconoscimento che testimoniava il ruolo di ponte tra le due sponde dell’Atlantico.
L’azienda che diresse si è oggi trasformata in Leonardo, dopo una riorganizzazione che nel 2017 ha portato all’accorpamento delle principali controllate sotto un’unica identità. Oggi Leonardo è la 14ª azienda di difesa al mondo e la seconda nell’Unione Europea, con il 75% del fatturato proveniente dal settore difesa.