Mettete gli scarpini, indossate la tuta e via. Corsa, stretching, percorsi con esercizi fisici diventano un vero e proprio viatico per il benessere, sfruttando il verde delle città. Perché i parchi urbani possono diventare uno strumento di salute pubblica. E la scienza dice che sono in grado di aiutare nella prevenzione cardiovascolare e cardiometabolica.
A dirlo sono gli esperti presenti nei giorni scorsi per la Prima Conferenza Nazionale sui Presìdi Sanitari Naturali, promossa dall’IRCCS MultiMedica e Parco Nord Milano e tenutasi allo Spazio Oxy.gen di Bresso, vicino a Milano, con l’obiettivo di aprire un confronto tra comunità scientifica, istituzioni territoriali, mondo della sanità e studiosi di green policy. E dagli esperti riuniti è emersa una proposta condivisa: implementare anche in Italia in modo strutturato la prescrivibilità dell’esercizio fisico nei parchi urbani e nelle oasi naturali, come già avviene in diversi Paesi nel mondo, dove la “nature prescription” è già una pratica consolidata e normata.
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Quanto vale muoversi nel verde
Numerosi studi di popolazione e metanalisi internazionali evidenziano il valore aggiunto dell’attività fisica svolta nella natura, anche rispetto allo stesso esercizio praticato in ambienti indoor. Frequentare con regolarità gli spazi verdi riduce del 40% lo stress psicofisico rispetto agli ambienti urbani, del 25% l’incidenza di depressione e ansia e del 28% il rischio di diabete tipo 2. 150 minuti a settimana di esercizio nella natura abbattono del 30% il rischio cardiovascolare mentre almeno 2,5 ore a settimana di camminata nel verde riducono del 35-45% il rischio di demenza. I motivi sono molteplici: migliorano sensibilità insulinica, profilo glicemico e lipidico, diminuisce l’infiammazione cronica, la risposta immunitaria anti-tumorale risulta potenziata, così come la memoria e la neuroplasticità.
“Le più recenti evidenze scientifiche confermano che la natura costituisce un determinante fondamentale della salute, in grado di contribuire in modo significativo alla prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche, oltre che al benessere psicologico”
è il commento di Paola Muti, Direttrice Scientifica dell’IRCCS MultiMedica.
Ciò che conta, in ogni caso, è ricordare che il movimento nel verde è una vera e propria terapia: non basta raccomandare di andare al parco, una prescrizione strutturata rende la prevenzione più concreta. Va detto infine che i vantaggi ci sono anche per i bambini: fuori casa c’è tutto lo spazio per correre e saltare, quindi meno rischio di sovrappeso e un allenamento naturale per il fisico. Non solo: stare all’aperto li aiuta a conoscere altri bambini, fare amicizia e imparare a giocare insieme e come se non bastasse l’aria fresca allena le difese naturali, che si attivano per adattarsi alle temperature più basse.
Cosa migliora con lo sport nel verde
Un umore migliore. Un’azione più efficace sullo stress e sul controllo della frequenza cardiaca. Chi fa sport regolarmente sa quanto e come questa semplice misura a costo zero sia utile sulla salute. Ma qualche tempo fa una ricerca ha detto anche di più. Gli aspetti positivi sarebbero più significativi se ci si muove in un parco o comunque nel verde, piuttosto che correre a lato delle strade di città o allenarsi al chiuso. Lo studio è stato condotto da esperti dell’Università di Copenaghen e dell’Università di Verona ed è apparso su Psychology of Sport and Exercise.
L’analisi ha considerato venticinque giovani. Tutti hanno dovuto camminare alla medesima andatura ma in tre ambienti diversi: un’area naturale, un percorso urbano e un ambiente fitness al chiuso. Dopo ogni passeggiata, sono stati misurati il loro umore, i livelli di stress e lo sforzo fisico. E si è visto che i partecipanti si sono sentiti significativamente più rilassati ed hanno mostrato livelli più bassi di cortisolo, l’ormone dello stress, dopo aver camminato nella natura. Allo stesso tempo, hanno riportato maggiore gioia e meno affaticamento.
Lo studio dimostra quindi quanto e come l’esercizio fisico in un ambiente naturale offra benefici mentali molto maggiori rispetto agli ambienti urbani e interni. I partecipanti hanno valutato la natura come maggiormente rigenerante ed hanno anche provato, in termini generali, un impatto sulle emozioni più significativo dopo la passeggiata nel verde. In generale sono aumentati gioia, soddisfazione e ottimismo, rispetto agli ambienti urbani e interni, mentre si sono rivelate inferiori emozioni negative come ansia, irritazione e noia.
Sia chiaro. Lo studio non si è limitato a valutare parametri psicologici, ma si è basato anche su rilevazioni della fisiologia dei partecipanti. In questo senso, le rilevazioni confermano appieno il valore dell’attività fisica nel verde. Ad esempio, considerando un indice indiretto di stress come l’innalzamento del numero dei battiti del cuore, la frequenza cardiaca dei partecipanti si è abbassata più rapidamente dopo una passeggiata nella natura. Non solo. Anche la variabilità della frequenza cardiaca, che indica quanto bene il corpo attiva il sistema nervoso parasimpatico che promuove la calma e il recupero, è risultata del 20-30% superiore rispetto alla stessa camminata in ambiente chiuso, che pure ha il valore di mettere a contatto con gli altri e favorisce l’interazione umana.