Pensioni, verso il dopo Quota 100: i cambiamenti in manovra

Il Governo ha stabilito un pacchetto previdenza per applicare deroghe e modifiche alle attuali misure previste per le pensioni anticipate

Nella nuova manovra finanziaria dovrebbero finire le proroghe per l’APE Sociale e Opzione donna, insieme a un nuovo modello per la isopensione, la riforma dei contratti di espansione e della staffetta gennerazionale. Il pacchetto previdenza, che mira a facilitare le modalità di accesso alle pensioni anticipate, è stato presentato dal Ministero del Lavoro durante il vertice con CGIL, CISL e UIL. Ci potrebbero essere novità anche per i lavoratori esodati. Il Consiglio dei Ministri discuterà i dettagli durante i lavori per esaminare il Documento programmatico di bilancio e la bozza della manovra. Al capitolo pensioni dovrebbero andare circa 200 milioni nel 2021, 500 milioni nel 2022 e ben 640 milioni nel 2023. L’esecutivo punta a rimodulare le flessibità previdenziali in vista del ritorno alla normalità del mercato del lavoro, con la fine della cassa integrazione e dell’ondata di licenziamenti causa Covid-19.

In manovra dovrebbe finire una nuova salvaguardia, la nona, per i lavoratori esodati, circa 4.500 o 6.000 soggetti. Ma molti nodi rimangono ancora da discutere, come quello di Quota 100, rinviato al prossimo anno. Rimangono i dubbi sul destino del nuovo semestre di silenzio-assenso da far scattare nel 2021 per dare impulso alla previdenza integrativa. I sindacati spingono invece su Quota 41, prevista per categorie di lavoratori a rischio e con gravi patologie.

Pensione in anticipo: cambiano isopensione, contratti di espansione, staffetta generazionale

Una delle novità previste dal pacchetto previdenza riguarda l’isopensione, nota anche come esodo dei lavoratori anziani. L’accompagnamento alla pensione, previsto dalle legge n. 92 del 28 giugno 2012 e dalle successive modifiche, viene erogata, in caso di eccedenza del personale, dal datore di lavoro ai dipendenti a cui mancano alcuni anni per la fine del rapporto. L’anno scorso questo lasso di tempo era stato portato da 4 a 7 anni, e la bozza della manovra conferma questa direzione. Inoltre a partire dal 2021, in accordo con i sindacati e il lavoratore stesso, l’azienda potrà ricorrrere alla NASpI nel primo biennio di uscita anticipata per fare fronte agli oneri dello scivolo.

Per aiutare le piccole e medie imprese, il Governo vorrebbe estendere i contratti di espansione alle aziende fino ai 500 addetti, con anticipi coperti da contribuzione figurativa piena e due anni di Naspi. Finora la legge prevede che possano accedervi solo le aziende con 1.000 dipendenti.

L’esecutivo sta analizzando anche l’ipotesi di allungare la Naspi stessa a 36 mesi per i soli casi di pensionamento anticipato. Con questa misura la staffetta generazionale permetterebbe ai lavoratori senior di optare negli ultimi 3 anni per un part-time cumulato, con una prima pensione parziale, e la contribuzione piena se l’azienda assume giovani usufruendo della decontribuzione piena in quel periodo.

Pensioni anticipate: confermate l’APE sociale e Operazione donna

Due importanti proroghe sono previste dal pacchetto pensioni che verrà discusso al tavolo del Consiglio dei Ministri: l’APE sociale, che permette di accedere alla cassa di previdenza alcuni anni prima del previsto, che dovrebbe essere estesa anche ai lavori fragili, categoria non ancora individuata, e Opzione donna. In questo caso verrebbe confermata l’uscita anticipata con ricalcolo contributivo dell’assegno per le lavoratrici che maturano i 58 anni di età con 35 di contributi.

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