Pensione anticipata: sul tavolo del governo l’ipotesi 62 anni

Per il post Quota 100 spunta l'ipotesi del ritiro a 62 anni senza i 38 di contributi previsti ma con penalizzazione sull'assegno.

Prosegue tra governo e parti sociali il confronto per la riforma delle pensioni dopo il 2021, quando scadrà la parentesi triennale della sperimentazione di Quota 100. Diverse le ipotesi sul tavolo, fra cui quella dell’uscita a 62 anni con conseguente penalizzazione sull’assegno.

Secondo alcune indiscrezioni raccolte dal Messaggero, è allo studio dei tecnici del ministero del Lavoro l’uscita anticipata a 62 anni con un requisito più basso rispetto ai 38 anni di Quota 100.

Il taglio dell’assegno previdenziale dipenderebbe dagli anni di anticipo rispetto all’età per la pensione di vecchiaia: intorno al 3% per ogni anno, che porterebbe il taglio massimo al 15% rispetto all’assegno pieno che si matura a 67 anni.

Resta in agenda anche la proposta sui 41 anni di contributi: una nuova forma di pensione anticipata basata sul requisito contributivo, abbassandolo rispetto a quello fin qui previsto per la pensione anticipata.

Se ne saprà di più nei prossimi due vertici previsti sul tema: quello dell’8 settembre sugli interventi da inserire nella Legge di Bilancio 2021; quello del 16 settembre sulla riforma vera e propria, che dovrà rendere più equo e flessibile il sistema previdenziale.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Pensione anticipata: sul tavolo del governo l’ipotesi 62 anni