Crisi del lusso, Stefano Gabbana lascia la presidenza di D&G

Il co-fondatore della maison starebbe valutando varie opzioni per la sua quota del 40%: rifinanziare il debito, vendere immobili e rinnovare licenze

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Redazione

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Il settore del lusso si conferma in un momento critico, a causa del rallentamento della domanda mondiale, che ha costretto molte grandi firme della moda a corto di capitali ad indebitarsi o cedere il controllo. Dopo la ricapitalizzazione di Valentino e l’acquisto di Versace da parte di Prada, anche D&G è in una difficile e delicata fase della sua storia.

Stefano Gabbana lascia la presidenza

Lo scorso dicembre, Stefano Gabbana si è dimesso dalla carica di presidente di D&G, l’azienda fondata assieme al suo ex compagno di vita Domenico Dolce, rimasto al suo fianco nonostante la separazione della coppia. È quanto riferisce Bloomberg, secondo cui la presidenza è passata a gennaio ad Alfonso Dolce, fratello di Domenico e attuale CEO dell’azienda.

Dal canto suo, Stefano, 63enne, starebbe valutando diverse opzioni per la sua partecipazione del 40% nella casa di moda italiana, in vista delle trattative per la rinegoziazione del debito con i creditori.

Un debito in crescita da rinegoziare

Stefano Gabbana, anticipano a Bloomberg fonti anonime ben a conoscenza delle vicende dell’azienda, starebbe valutando diverse alternative, compresa una iniezione di capitale di 150 milioni di euro, nell’ambito del processo di rinegoziazione del debito fino ad una cifra complessiva di 450 milioni di euro. Fra le opzioni vi sarebbero anche la cessione di immobili e il rinnovo di licenze. In questa fase, Rothschild & Co. sta lavorando come consulente finanziario.

Sinora, D&G ha cercato di preservare la sua indipendenza, anche attraverso la crescita nei settori vicini del beauty, soprattutto profumi e fragranze, dell’hospitality e dell’immobiliare. Lo scorso anno, l’azienda si era assicurata 100 milioni di euro dalle banche sino al 2030 per finanziare questa espansione. Ma l’acuirsi della crisi, anche in risposta alla guerra in Medioriente, potrebbe ora costringere l’azienda ed i suoi fondatori a scelte più risolutive.

La crisi del lusso

Il settore del lusso è in crisi da almeno un paio di anni, non solo in Italia, ma a livello mondiale., La frenata della domanda cinese e la riduzione del potere d’acquisto nelle economie avanzate hanno inferto un duro colpo al settore. Secondo l’ultimo report di Bain & Company per Altagamma, il settore del lusso potrebbe aver registrato nel 2025 un calo delle vendite fra il 2% ed il 5%, soprattutto a causa del calo della domanda in USA e Cina.

Più stabili le vendite in UE e Giappone, mentre Medio Oriente, America Latina e Sud-Est Asiatico, sino a metà dello scorso anno, confermavano un trend positivo, finché non è scoppiata la guerra in Iran il 28 febbraio di quest’anno. L’impatto del conflitto in Medioriente potrebbe ora dare il colpo di grazia al settore che già traballa.

In questo contesto, appunto, scelte risolutive sono state già compiute da grandi nomi della moda come Valentino e Versace, ma anche Giorgio Armani ha chiesto ai suoi eredi di cedere un iniziale 15%.