Il Politecnico di Milano si conferma tra le eccellenze accademiche mondiali nella nuova edizione del Qs World University Rankings by Subject 2026. L’ateneo milanese si classifica entro le prime 10 posizioni per molti dipartimenti rafforzando il ruolo di riferimento nella formazione e ricerca tecnica e scientifica.
Sottoporsi a valutazione per rientrare in queste classifiche non è solo una questione di prestigio. Gli atenei vi prendono parte per aumentare la propria visibilità internazionale, il che significa attrarre studenti e ricercatori da tutto il mondo e consolidare collaborazioni con imprese e istituzioni.
Indice
Come si sono classificati i dipartimenti del Politecnico di Milano
L’ateneo milanese ha conquistato il 6° posto mondiale in Architettura e Ambiente costruito, il 7° in Design e il 20° in Ingegneria e Tecnologia. L’ateneo si è candidato per far valutare 26 discipline, rientrando:
- in 4 ambiti nel miglior 1% al mondo;
- in 12 nel miglior 5%;
- in 19 nel miglior 10%.
Oltre agli ottimi posizionamenti dei dipartimenti di Architettura e Design, notevoli sono i risultati di Ingegneria, Matematica e Data Scienza & AI, con cui si piazza comunque tra i primi 50 atenei del mondo. Sono numeri che confermano non solo l’eccellenza del Politecnico in ambiti in cui ha una reputazione storicamente trainante, che la rendono uno degli Atenei migliori d’Italia, ma anche una capacità di presidiare settori emergenti e interdisciplinari.
Quali variabili si analizzano nel Qs University Rankings
Il Qs World University Rankings by Subject è una classifica che si stila sulla base di una serie di indicatori che permettono di valutare in modo articolato le performance degli atenei.
Tra i principali abbiamo:
- academic reputation, che misura la reputazione accademica attraverso sondaggi tra docenti e ricercatori a livello globale;
- employer reputation, che riflette il grado di apprezzamento dei laureati da parte del mercato del lavoro;
- h-index, che incrocia il numero di pubblicazioni con il numero di citazioni prodotte dai ricercatori di un Ateneo;
- international research network, la capacità di collaborare con istituzioni internazionali, evidenziando il livello di apertura e connessione globale dell’università.
Il lavoro dietro le quinte del Qs University Rankings
Gli esperti del Qs University Rankings svolgono un lavoro molto complesso e articolato, analizzando i dati di migliaia di università in tutto il mondo. In questa edizione sono stati considerati oltre 6.200 atenei, con quasi 2.000 effettivamente classificati.
Il processo di valutazione combina dati quantitativi e qualitativi, raccolti attraverso questionari anonimi somministrati a campione. Inoltre, è fondamentale l’apporto dei database bibliometrici, per misurare in modo più accurato in che modo la ricerca prodotta da quel singolo Ateneo ha un impatto sulla ricerca degli altri.
L’obiettivo è quello di fornire una fotografia il più possibile accurata della qualità della didattica, della ricerca e dell’impatto occupazionale delle università. Questo lavoro rende la classifica uno strumento di riferimento per i futuri studenti che, nonostante le croniche difficoltà nella ricerca di un alloggio, continuano a scegliere Milano come meta di studio, ma soprattutto per Governi e aziende multinazionali.
Le parole del rettore del Politecnico
Secondo la rettrice Donatella Sciuto, i risultati di questa edizione
confermano la solidità di una strategia costruita nel tempo: rafforzare la dimensione internazionale, innovare la didattica, consolidare il rapporto con le imprese, integrare ricerca di base e applicata.
Per Sciuto, nel contesto geopolitico ed economico attuale, in cui la tecnologia è un fattore determinante, il fatto che l’Ateneo sia tra i primi 20 al mondo significa che la capacità e la possibilità di misurarsi con attori di livello mondiale. Una sfida che richiede un approccio interdisciplinare, che il Politecnico di Milano promuove e incoraggia con convinzione fin dalla sua fondazione.