Prada Uomo FW26, una riflessione sul presente

Siamo stati a Fondazione Prada per lo show della Maison. Miuccia Prada e Raf Simons trasformano memoria e incertezza in una nuova grammatica per l’uomo di oggi

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Matteo Calzaretta

Giornalista

Giornalista pubblicista, collabora con alcune tra le principali testate nazionali di lifestyle e spettacoli.

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In un momento storico segnato da instabilità, disorientamento e domande irrisolte, Prada sceglie di non semplificare. La sfilata uomo Autunno Inverno 2026, presentata alla Milano Fashion Week e intitolata “Before and Next”, è un esercizio di pensiero prima ancora che di stile. Miuccia Prada e Raf Simons costruiscono una collezione che non cerca risposte immediate, ma riflette sul valore del continuare, del creare anche quando il contesto sembra fragile e complesso.

Prada fashion show, Milan 2026
Matteo Calzaretta
Prada fashion show, Milan 2026

La moda, in questa visione, non è evasione ma responsabilità. «È una situazione storica scomoda», racconta Miuccia Prada nel backstage, «ma la nostra professione è continuare a lavorare, cercare, rispettare e amare». È proprio da questa tensione che nasce la collezione: dal desiderio di essere intellettualmente onesti pur operando all’interno del lusso, trasformando il passato in uno strumento attivo per leggere il presente.

La memoria diventa per Prada uno strumento di evoluzione

“Before and Next” non è una celebrazione nostalgica, ma una stratificazione. Guardare indietro significa usare la conoscenza acquisita per generare qualcosa di nuovo. Come sottolinea Raf Simons, il passato diventa una base da cui partire per innovare, non un rifugio in cui fermarsi. Il risultato è una collezione che suggerisce movimento, evoluzione, senza mai ricorrere a dichiarazioni urlate. La silhouette è asciutta, tagliente, estremamente ultra-fit, quasi al limite del comfort. Una scelta che restituisce centralità al corpo, alla postura, alla presenza fisica. Allo stesso tempo, le spalle si ammorbidiscono, diventano più confortanti, affermate ma non aggressive. È una reazione misurata a un’estetica recente fatta di rigidità e uniformi, un gesto che riporta l’uomo al centro senza trasformarlo in simbolo.

Prada fashion show, Milan 2026
Matteo Calzaretta
Prada fashion show, Milan 2026

L’essenzialità diventa così una presa di posizione. Cappotti e suits nascono da archetipi familiari, ma rivelano solo da vicino la loro complessità. Apparentemente semplici, custodiscono una costruzione interna precisa, quasi archeologica, fatta di tagli, volumi e dettagli che parlano a chi osserva con attenzione. Le stampe collage intrecciano epoche diverse, dall’antichità alla modernità, componendo una mappa visiva della memoria collettiva e dell’esperienza umana.

Il front row, ecco tutti gli ospiti 

La first row riflette perfettamente questa visione culturale ampia e trasversale. Tra gli ospiti spiccano Nicholas Hoult, Louis Partridge, Maya Hawke e Levon Hawke, insieme a volti internazionali del cinema come Damson Idris, Kelvin Harrison Jr. e Jannis Niewöhner. La musica è rappresentata da Troye Sivan, Mahmood, Jack Harlow, Rauw Alejandro e Saint Levant, mentre dal K-pop arriva Karina degli aespa. Completano il parterre personalità come Akinola Davies Jr., Giovanni Caccamo, Jia Ling e Ma Long, a conferma di Prada come piattaforma culturale, più che semplice marchio di moda.