Nel 2026 per i lavoratori domestici – colf, badanti e baby sitter – scattano nuovi minimi retributivi e contributivi stabiliti dal Ccnl (Contratto collettivo nazionale del lavoro) domestico, rinnovato a fine ottobre 2025. Gli aggiornamenti arrivano dopo mesi di trattative tra sindacati e associazioni e producono un impatto sia sulla busta paga dei lavoratori sia sui costi sostenuti dalle famiglie che si avvalgono di lavoratori domestici.
Le novità riguardano l’aggiornamento delle retribuzioni orarie, la rivisitazione dei contributi Inps e le modalità di versamento digitali. Gli effetti sono retroattivi, dunque riguardano anche i salari erogati a gennaio.
Indice
Retribuzioni di colf, badanti e baby sitter: cosa cambia nel 2026
A partire dal 1° gennaio di quest’anno le paghe orarie del lavoro domestico vengono allineate con l’aggiornamento dei minimi contrattuali previsti dal nuovo Ccnl. Le nuove tariffe riguardano tutti i livelli, ma variano in funzione dell’inquadramento professionale e della tipologia di rapporto del lavoratore domestico (convivente o non convivente).
Secondo elaborazioni dedotte dalle tabelle ufficiali, i nuovi minimi retributivi orari dovrebbero seguire le seguenti indicazioni:
- livello A/AS: da circa 6,50 a 6,80 euro l’ora;
- livello B (colf): da 6,68 a 7,01 euro l’ora;
- livello BS (baby sitter e badanti che assistono persone autosufficienti): da 7,10 a 7,45 euro l’ora;
- livello CS (assistenza a persone non autosufficienti): da 8,49 a 8,91 euro l’ora.
Queste nuove retribuzioni riflettono il primo scatto degli aumenti contrattuali concordati, che saranno poi spalmati nel triennio di vigenza del contratto, con incrementi programmati anche nel 2027 e nel 2028.
Di quanto aumenta la busta paga dei lavoratori domestici
Il risultato è un aumento delle retribuzioni mensili a partire da 46 euro, variabile a seconda dei livelli di qualifica e inquadramento. Per i livelli più alti, i salari mensili possono anche superare i 1.400 euro. Nei casi di rapporto di lavoro convivente, si calcola un incremento medio di 55,98 euro mensili.
I pagamenti dovranno essere effettuati tutti in modalità digitale. I datori di lavoro devono cioè accedere al portale dei pagamenti Inps per creare gli avvisi PagoPA, effettuare i versamenti online e archiviare le ricevute valide ai fini contributivi.
Nuovi contributi Inps, fasce orarie e importi
Parallelamente agli aumenti salariali, l’Inps ha pubblicato le tabelle contributive relative al 2026 per il settore domestico, che i datori di lavoro devono prendere a riferimento per il versamento dei contributi sociali.
I valori specificati di seguito includono sia la quota a carico del datore di lavoro sia quella trattenuta al lavoratore e sono il risultato dell’aggiustamento basato sull’inflazione (pari a +1,4% secondo le tabelle Istat).
Per rapporti di lavoro domestico fino a 24 ore settimanali, si prevedono i seguenti aumenti dei contributi:
- per retribuzioni fino a 9,61 euro l’ora, il contributo complessivo sale a 1,70 euro (in precedenza era 1,68), con una quota di 0,43 euro a carico del lavoratore;
- per retribuzioni tra 9,61 e 11,70 euro l’ora, l’importo totale arriva a 1,92 euro (prima era 1,89), di cui 0,48 euro versati dal dipendente;
- per retribuzioni oltre 11,70 euro l’ora, il contributo raggiunge 2,34 euro (contro i precedenti 2,30), con 0,59 euro a carico del lavoratore.
Per lavori di collaborazione domestica superiori alle 24 ore settimanali, viene applicata una misura contributiva unica per fascia, con un ammontare leggermente diverso. In questo caso la retribuzione oraria convenzionale scende a 6,20 euro e i contributi a 1,24 euro.
Non cambia nulla invece per Cassacolf, il contributo destinato all’assistenza contrattuale dei collaboratori domestici. L’importo resta invariato rispetto al 2025 e mantiene le modalità di erogazione: attraverso il sistema PagoPA va inserito il codice identificativo previsto, cioè F2.