L’adozione dell’intelligenza artificiale nei controlli doganali è vista come un possibile alleato per migliorare l’efficienza nell’individuare frodi e traffici illeciti. Per questo motivo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli la recluta, a supporto dei funzionari. Questi, ovviamente, non smetteranno di prestare servizio ed esperienza nel campo della movimentazione di merci tra continenti, in un mercato altamente globalizzato e tecnologizzato.
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Tante merci a basso importo nascondono elusione di Iva
L’esplosione degli acquisti online, soprattutto di pacchi di valore inferiore ai 150 € provenienti da paesi extra-Ue come la Cina, mette sotto pressione i sistemi doganali europei e nazionali. Solo nel 2024 l’Unione Europea ha visto circolare circa 4,6 miliardi di spedizioni a basso importo, aumentate fino a 5,8 miliardi nel 2025.
Questo fenomeno ha favorito lo shopping online a prezzi bassissimi, ma anche il proliferare di nuove forme di elusione di dazi e Iva. Il sistema sfrutta la sottocatalogazione delle merci, garantendo un aumento delle importazioni che sfuggono ai controlli tradizionali.
Prima scrematura delle merci con l’AI: come funziona
Un primo ambito in cui l’intelligenza artificiale può dare un contributo è l’analisi massiva dei dati dei flussi e delle dichiarazioni doganali. Gli algoritmi di machine learning possono esaminare milioni di transazioni in tempo reale, cercando pattern anomali, discrepanze nel valore dichiarato delle merci o nei codici tariffari. Questi strumenti consentono di filtrare automaticamente i pacchetti a rischio più elevato, riducendo la necessità di controlli manuali su tutta la merce in ingresso.
Ad esempio, sistemi basati sull’analisi delle reti e tecniche di apprendimento automatico sono in grado di identificare schemi di evasione dell’Iva e frodi correlate alla dichiarazione del valore delle merci confrontando transazioni multiple e segnali ricorrenti nei dati fiscali e doganali. Tali tecnologie permettono di evidenziare veri e propri gruppi di importazioni sospette o falsificazioni dei prezzi dichiarati.
Come funzionano gli scanner AI
Un altro modo in cui l’AI può essere implementata riguarda i controlli fisici delle merci. Attraverso tecnologie di visione artificiale integrate negli scanner ai valichi, è possibile analizzare immagini e profili delle merci per rilevare anomalie nel contenuto dei pacchi, confrontando l’effettiva natura dei prodotti con quanto dichiarato sulla documentazione doganale.
Questo tipo di algoritmo si può usare anche per rilevare prodotti contraffatti o non conformi agli standard Ue, come giocattoli e dispositivi elettronici. Integrando informazioni visive, codici a barre e modelli di rischio statistico, l’AI può segnalare automaticamente pacchi sospetti e allocare le risorse di ispezione umana in modo più mirato.
Prevenzione delle frodi
L’AI può anche essere usata per monitorare e prevenire frodi più sofisticate. Potrebbe analizzare i comportamenti degli operatori economici e individuare degli schemi ripetitivi di transazioni che indicano frodi strutturate. Questo include l’identificazione di pratiche ripetute di sottovalutazione delle merci, uso improprio di procedure doganali agevolate e dichiarazioni fuorvianti. Tali funzioni di analisi predittiva aiutano le autorità a definire strategie di intervento più efficaci.
Le frodi doganali non sono un fenomeno irrilevante: indagini recenti dell’Olaf, l’Ufficio europeo anti-frode, stimano che oltre 1 miliardo di euro di dazi potenzialmente non pagati e relativi importi Iva evasi potrebbero essere recuperati grazie a indagini mirate, con la diffusione del commercio elettronico che ha accentuato tali rischi negli ultimi anni.
Il ruolo imprescindibile dei funzionari
Nonostante questi vantaggi, l’AI non può operare in totale autonomia. I sistemi automatici richiedono supervisione umana per interpretare i risultati, prendere decisioni giuridiche e coordinare interventi operativi. Ad esempio:
- i segnali di allarme generati da un algoritmo devono essere valutati da funzionari doganali che conoscono i dettagli delle normative nazionali e internazionali;
- le decisioni su eventuali sanzioni, sequestri o approfondimenti ispettivi richiedono competenze legali e contestuali che l’AI non possiede;
- l’interazione con imprese, corrieri e rappresentanti legali, le strategie difensive delle organizzazioni contengono elementi di negoziazione e interpretazione che restano prerogativa umana.
Insomma, l’intelligenza artificiale può amplificare le capacità delle autorità doganali ma deve essere integrata in un quadro più ampio, che in questo caso include personale qualificato. Infatti è per questo che l’Agenzia delle dogane prevede per l’anno corrente un numero consistente di assunzioni tramite concorso.