Riscaldamenti centralizzati, dal 2027 scatta l’obbligo di telelettura: multe fino a 2.500 euro

Scatta l'obbligo di lettura da remoto per le caldaie nei condomini centralizzati: quali sono le sanzioni per chi resta fuori norma.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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A partire dal 1° gennaio 2027, circa quattro milioni di famiglie italiane residenti in condomini serviti da impianti di riscaldamento centralizzato dovranno adeguare i propri sistemi di misurazione domestici.

Entrerà infatti in vigore l’obbligo di telelettura da remoto per i sistemi di contabilizzazione del calore. Non si tratta dei tradizionali contatori del gas o della luce, bensì dei ripartitori di calore installati sui singoli termosifoni in combinazione con le valvole termostatiche negli stabili a gestione unificata. La misura punta a garantire rilevazioni trasparenti e continue dei consumi effettivi, azzerando le stime presunte a fine anno e favorendo il risparmio energetico.

Cosa prevede la normativa

La normativa, stabilita dal D.Lgs. 73/2020, prevede che tutti i dispositivi installati dopo il 25 ottobre 2020 debbano integrare nativamente la tecnologia di trasmissione da remoto. Per gli impianti antecedenti si rende necessaria una verifica tecnica: per i modelli predisposti basterà l’aggiunta di un modulo radio, mentre per quelli obsoleti occorrerà procedere alla sostituzione.

Per essere a norma dal 2027, i nuovi contatori devono rispondere a parametri tecnici ben definiti:

  • utilizzare protocolli di trasmissione radio aperti e non proprietari, per consentire la lettura a qualsiasi fornitore del servizio senza vincoli di marchio;
  • garantire la trasmissione periodica dei dati a distanza per consentire l’invio ai condomini di informative mensili sui consumi durante la stagione termica;
  • integrare sistemi di sicurezza e crittografia dei dati per la protezione della privacy e la prevenzione delle manomissioni.

I costi di sostituzione variano tra i 120 e i 190 euro a radiatore. L’intervento risulta comunque detraibile al 50% tramite i bonus casa per gli interventi condominiali.

Cosa succede se non si adeguano gli impianti

Dal punto di vista sanzionatorio, i controlli condotti a partire dal 2027 potranno comportare multe da 500 a 2.500 euro a carico dei singoli proprietari di immobili non a norma. Qualora dovessero emergere irregolarità anche sulla mancata installazione originaria delle valvole o della contabilizzazione, la sanzione potrà estendersi all’intero condominio.

Come rinunciare all’impianto centralizzato

Per chi vuole evitare del tutto la gestione centralizzata, la Corte di Cassazione ha da tempo consolidato la legittimità del distacco dall’impianto condominiale. Il singolo proprietario può rinunciare al riscaldamento comune senza dover richiedere l’autorizzazione o il voto favorevole dell’assemblea condominiale.

Per procedere al distacco legale occorre tuttavia rispettare condizioni precise:

  • fornire una perizia tecnica asseverata che certifichi che il distacco non causa squilibri di funzionamento all’impianto o maggiorazioni di spesa per gli altri condomini;
  • sostenere integralmente i costi per la realizzazione del proprio impianto autonomo;
  • continuare a pagare la quota di spese di manutenzione straordinaria e conservazione della caldaia condominiale, in quanto comproprietario dell’impianto comune.