Italia-Cina, la cooperazione passa anche attraverso la transizione energetica

Terzo appuntamento in cui si è trattato in maniera molto efficace la tematica della transizione energetica con focus su energia verde e reti intelligenti.

Donatella Maisto R&D Director at Blockchain Revolution Esperto Blockchain e digital transformation, tech-human need e sostenibilità nella sua accezione contemporanea. R&D Director di Blockchain Revolution

Terzo appuntamento, estremamente interessante nell’ambito della “Settimana Italia-Cina della Scienza, Tecnologia ed Innovazione”, in cui si è trattato in maniera molto efficace la tematica della transizione energetica con focus su energia verde e reti intelligenti.

Gli autorevoli speaker, che si sono avvicendati, hanno presentato, oltre a soluzioni squisitamente tecniche, anche delle overview di impatto, su come Italia, Europa e Cina stanno affrontando la tematica della transizione energetica, lo status attuale, le strategie da attuare, gli obiettivi da raggiungere e le modalità per farlo.

Gli interventi

Moderati da Piero Salatino, Presidente MedITech-Competence Center I4.0, Professore di Ingegneria Chimica, Università di Napoli Federico II, hanno dato il loro contributo (in ordine di intervento) Ettore Bompard, Co-direttore del laboratorio congiunto PoliTO-SJTU sull’energia, Direttore del Energy Security Transition Lab (EnergyCenter/PoliTO) del Politecnico di Torino e Yan Zheng, Professore di Ingegneria Elettrica, Shanghai Jiaotong University, che hanno presentato un cooperation showcase, ovvero il laboratorio congiunto Polito-Sjtu sull’energia, sorto nel 2018.

Il centro è composto da due poli, uno a Torino e l’altro a Shanghai, dove quello di Torino ha sede all’interno dell’Energy Center, che, a sua volta, ospita prestigiosi laboratori internazionali e rappresenta un polo interamente dedicato allo studio della transizione energetica.

La necessità di dar vita ad un centro di eccellenza di tale portata consente di condividere tutte le risorse disponibili in termini di energie rinnovabili e non rinnovabili e di venire a conoscenza in anticipo di una molteplicità di studi e di verifiche ex-ante di numerose proposte.

Poi gli interventi di Maria Valenti, Responsabile del Laboratorio Smart Grid e Reti Energetiche, Dipartimento tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN), ENEA; Li Meicheng, Preside di Facoltà, College North China Electric Power University; Corrado Spinella, Direttore del Dipartimento di scienze fisiche e tecnologie della materia del CNR; Tong Chong, Vicepresidente di CIGRE, Southeast University; Eleonora Riva San Severino, Professore Università di Palermo, ENSIEL–Consorzio universitario per l’energia e i sistemi energetici; Li Chubing, Co-fondatore, Capo degli Affari Internazionali, Zhejiang Jinyu New Energy Technology Co., LTD; Davide Capuano, Ufficio R&S, Graded e Goh Hui Hwang, Professore presso la facoltà di Ingegneria Elettrica, Università di Guangxi, ASEAN-Centro di Trasferimento Tecnologico in Cina.

Spunti di riflessione

La Legge europea sul clima, ovvero il Regolamento CEE/UE 30 giugno 2021, n. 1119, stabilisce l’obiettivo vincolante della neutralità climatica (raggiungere l’equilibrio tra le emissioni e gli assorbimenti di tutta l’Unione dei gas a effetto serra, azzerando le emissioni nette nell’Unione) entro il 2050, mentre la Cina entro il 2060, e istituisce un quadro per progredire nel perseguimento dell’obiettivo globale di adattamento. Con questo Regolamento l’UE persegue quindi sia obiettivi di mitigazione (riduzione delle emissioni di gas climalteranti) che di adattamento (riduzione dei rischi e aumento della resilienza di fronte agli impatti derivanti dai cambiamenti climatici), coerentemente con quanto previsto dall’Accordo di Parigi.

Il Regolamento pone anche un traguardo intermedio vincolante, da raggiungere entro il 2030: una riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra (emissioni al netto degli assorbimenti) di almeno il 55 % rispetto ai livelli del 1990.

Siamo di fronte ad un percorso impegnativo che richiede molteplici azioni e un impegno congiunto che interessa l’intero Pianeta.

Il tutto si prefigura come un percorso che conduce a una climate neutral economy, dove è necessario sviluppare energie rinnovabili grazie a nuove skill, che al momento sono insufficienti rispetto a quanto ci si prefigge di traguardare. Questo necessita, quindi, un lavoro costante sull’implementazione delle tecnologie e delle infrastrutture, sull’immagazzinamento dell’energia e il suo trasporto.

Bisogna rendere la rete smart e quindi necessariamente introdurre un advanced energy management, lavorando soprattutto lato distribuzione e questo è un problema globale.

Inoltre, diventa necessario integrare tutte le reti e comprendere i bisogni di elettricità, integrando quelli che sono tipici delle industrie, delle aree residenziali e la mobilità, verso una ottimizzazione del network. Ogni settore deve essere flessibile per raggiungere il goal della neutralità climatica dell’intero sistema. Naturalmente non dimenticando di lavorare per garantire l’efficienza energetica per il sistema in generale e per l’economia circolare.

Tenuto conto di tutto ciò la decarbonizzazione del sistema energetico europeo comporta una ampia integrazione dell’energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili.

Importanti passi avanti si stanno facendo in merito all’uso di energie rinnovabili, come l’energia prodotta dai sistemi fotovoltaici per ottenere idrogeno.

Questa panificazione richiede di accelerare la transizione dai combustibili tradizionali a quelli rinnovabili; di implementare misure e politiche per ridurre i gas serra; di agire a livello fiscale, economico e regolatorio per assicurare l’efficienza energetica ed assicurare un sempre più ampio grado di integrazione del mercato, sviluppo dei processi, dei prodotti e delle conoscenze.

Emerge la necessità di prendersi cura delle città

Il 55% della popolazione globale vive nelle città. Le città sono responsabili di un consumo di energia considerevole andando a generare il 70% delle emissioni globali di gas serra. Per questo necessitano di un supporto dei governi locali, regionali e nazionali, ma anche del settore privato, del mondo della ricerca e della società civile.

Le città devono essere il luogo dove l’AI e la data analysis impattano maggiormente e dove i digital twins consentono l’elaborazione di decisioni informate, dove la cybersecurity riveste un ruolo fondamentale.

La qualità dell’aria viene monitorata e organizzata in modo da mitigare gli effetti avversi sulla salute e sul sistema sanitario. L’economia circolare e le soluzioni nature-based limitano l’uso di energie e di materiali, per loro natura scarsi.

Il patrimonio culturale e l’inclusione sociale sono preservate e supportate anche da soluzioni digitali e la pianificazione urbanistica tiene necessariamente conto delle differenti dimensioni e caratteristiche, anche geo-morfologiche, della città, per consentire costantemente momenti rigenerativi alle persone che vi abitano, ma anche alla città stessa, ai suoi edifici, ai trasporti, al settore dello smaltimento rifiuti, alla gestione delle emissioni residuali.

Italia-Cina, la prima giornata
Italia-Cina, la seconda giornata

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