Canapa e scarti vegetali: la bioplastica che non inquina

Bioplastica da canapa: che cos’è e quali sono i benefici che può apportare all’ambiente?

L’inquinamento ambientale è una tematica ormai centrale nel panorama dell’economia globale.

Basta pensare che solo poco tempo fa il Premio Nobel per l’Economia 2018 è andato a due studiosi che hanno presentato due teorie sull’ambiente. Le conseguenze di una produzione eccessiva di materiali inquinanti, si riflettono negativamente sull’ecosistema, provocando danni già visibili oggi. Proprio per questo, nell’ottica di frenare una situazione, che altrimenti porterebbe verso un disastro ambientale, aziende e anche piccoli imprenditori si stanno adoperando nel proporre soluzioni alternative sostenibili.

Una di queste realtà è la startup italiana Kanèsis nata nel 2015 e che sta attirando l’attenzione degli esperti dell’economia circolare, ovvero che si rigenera da sola. In questo tipo di sistema, i flussi di materiali possono essere:

  • biologici (vengono reintegrati nella biosfera);
  • tecnici (vengono rivalorizzati ma non reintegrati nella biosfera).

Con l’economia circolare è possibile dunque riutilizzare i materiali in cicli produttivi successivi, riducendo notevolmente gli sprechi.

Dopo anni di sperimentazione e impegno, Antonio Caruso e Giovanni Milazzo hanno fondato Kanèsis (una crasi tra “canapa” e “kinesis” che in greco significa “movimento”). E dall’unione di canapa e scarti vegetali, è venuta alla luce la bioplastica da canapa. L’obiettivo è quello di “Produrre prodotti industriali a partire da materie prime naturali e stimolare la ricerca sull’uso di materiali sostenibili”.

Le bioplastiche, già esistenti da tempo, sono plastiche che derivano da fonti rinnovabili di biomassa e possono essere utilizzate per oggetti usa e getta o non – come cellulari o automobili – e hanno un impatto ambientale basso. Evidenze scientifiche hanno dimostrato che le bioplastiche riducono le emissioni di anidride carbonica del 30/80% rispetto alle plastiche normali. Possono provenire ad esempio dalla canapa, una risorsa che permette l’eliminazione permanente dei gas serra CO2 dall’atmosfera.

Ed è in questo contesto che si inserisce la canapa da bioplastica, biodegradabile e riciclabile. I gambi della canapa forniscono un enorme quantitativo di cellulosa – molto abbondante sulla terra – e indispensabile per la costruzione delle materie plastiche.

L’HempBioPlastic (HBP) – dall’inglese “hemp” cioè “canapa” – risulta essere non solo più funzionale rispetto ad altre bioplastiche, ma anche più leggero (20%) e più resistente (30%). I filamenti in bioplastica da canapa sono ideali per la stampa 3D con la quale vengono realizzati gli oggetti più disparati come occhiali, vasi, giocattoli, ciotole e contenitori.

Canapa e scarti vegetali: la bioplastica che non inquina