A partire dallo scorso 1° gennaio 2026 il tasso d’interesse legale è stato fissato all’1,60% annuo, più basso di quanto previsto nel 2025, quando era al 2,00%. La nuova percentuale è stata fissata attraverso un decreto del Mef datato 10 dicembre 2025 e tiene conto dell’andamento dell’inflazione e del rendimento dei Titoli di Stato.
Da un punto di vista fiscale il tasso d’interesse è una componente molto importante da tenere a mente quando si devono calcolare gli importi delle rateizzazioni fiscali, le obbligazioni pecuniarie e gli importi legati al ravvedimento operoso.
Indice
Cos’è il tasso d’interesse legale
Quando si parla di tasso d’interesse legale ci si riferisce a quel valore che un creditore ha diritto a ricevere dal debitore per legge, senza che venga sottoscritto un apposito accordo tra le parti.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi dell’articolo 1284 del Codice Civile, ha la possibilità di modificare ogni anno la misura del saggio degli interessi legali, basandosi direttamente sul rendimento annuo lordo dei Titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi e tenendo conto del tasso di inflazione che è stato registrato nel corso dell’anno precedente.
La percentuale che è stata fissata per il 2026 è dell’1,6%, più bassa rispetto a quella che era stata fissata nel 2025, quando era pari al 2,00%.
A cosa serve: la funzione di “indennizzo”
Il tasso d’interesse legale serve dunque a compensare un creditore per il ritardo di un pagamento.
Questo strumento viene utilizzato proprio per scongiurare il rischio che i pagamenti non vengano effettuati a tempo e nell’immediato. È applicato alle normali transazioni commerciali, ma anche in ambito giuridico, se associato a sentenze che hanno come oggetto il pagamento in ritardo di tasse e obbligazioni legali.
La legge prevede che gli interessi legali vengano versati in aggiunta al pagamento di una determinata somma in denaro.
In un certo senso è possibile affermare che il loro utilizzo serve a coprire il costo del denaro, come indennizzo per il creditore per non aver ricevuto il pagamento nelle tempistiche previste.
Questo è il motivo per il quale risultano essere particolarmente importanti nelle procedure relative al ravvedimento operoso, che viene utilizzato per regolarizzare il pagamento delle imposte.
Quando vengono utilizzati gli interessi legali
Gli interessi legali generalmente vengono utilizzati nelle seguenti situazioni:
- quando il contribuente ricorre al ravvedimento operoso per mancato o tardivo pagamento di imposte o tasse;
- quando vengono effettuati i calcoli per la quantificazione fiscale dell’usufrutto e delle rendite;
- nel momento in cui è necessario applicare la presunzione di fruttuosità dei capitali dati a mutuo.
La variazione degli interessi legali ha un impatto diretto nei calcoli che riguardano i crediti certi o esigibili, per i quali non siano state decise delle percentuali differenti. È bene rammentare che gli interessi legali devono essere versati quando si configurano i seguenti casi:
- il credito risulta liquido – il suo ammontare è determinato in modo certo;
- il credito è effettivamente esigibile – quando ad esempio è scaduto.
L’impato degli interessi sul ravvedimento operoso
Una delle applicazioni principe degli interessi legali e nel ravvedimento operoso: in questo caso i contribuenti devono prestare la massima attenzione al loro calcolo. Deve essere, infatti, applicato il loro giusto ammontare per ogni anno che deve essere regolarizzato.
Il calcolo quotidiano
Come è facile intuire, gli interessi legali impattano direttamente sulla cifra che i singoli contribuenti devono versare e sono calcolati come segue:
- ogni singolo giorno, adottando il metodo pro-rata temporis;
- a partire dal giorno della scadenza originaria fino al giorno dell’effettivo versamento effettuato con un Modello F24.
Complessivamente gli interessi legali che devono essere versati sono quindi condizionati dal numero di giorni di ritardo che sono stati accumulati.
Debito su più anni: cambiano i tassi
L’impatto economico degli interessi legali varia a seconda del tasso che è adottato in ogni singolo momento. Se il ritardo si dovesse estendere su più anni, saranno applicati dei tassi diversi per i vari periodi.
Questo è il motivo per il quale effettuare il calcolo manuale richiede una particolare attenzione dovuta dalla necessità di applicare il tasso corretto anno per anno.
Il codice tributo nel Modello F24
Quando si effettuano i versamenti con un Modello F24 gli interessi e le sanzioni non devono essere versati insieme all’imposta dovuta: hanno dei codici tributo specifici, che devono essere indicati separatamente. E che variano a seconda dell’imposta che si sta regolarizzando.
L’Agenzia delle Entrate ha adottato questo sistema in modo da riuscire a distinguere le diverse componenti che costituiscono il versamento. Volendo sintetizzare al massimo: più è lungo il ritardo maggiore sarà il tasso legale che il contribuente deve versare.
Come si effettua il calcolo degli interessi
Per il ravvedimento operoso il calcolo degli interessi si basa sulla capitalizzazione semplice e tiene sostanzialmente conto dei giorni effettivi di ritardo e del tasso legale in vigore in quel momento. Per determinare l’importo degli interessi da versare, si utilizza la seguente formula:
Interessi = Imposta Omessa x Tasso Legale x Giorni di Ritardo / 36.500
Dove le voci indicate sono costituite da:
- imposta omessa – il capitale non versato alla scadenza.
- tasso legale – il saggio annuo stabilito dal Mef (2,00% per il 2025; 1,60% per il 2026).
- giorni di ritardo – si contano dal giorno successivo alla scadenza originaria fino al giorno dell’effettivo pagamento (incluso).
Cosa succede ai rimborsi fiscali
Gli interessi legali costituiscono una voce molto importante anche per i rimborsi fiscali, perché si vanno ad applicare anche agli importi che l’erario deve rimborsare.
Nel 2025 tra l’altro vengono riconosciuti degli interessi più bassi rispetto a quelli che erano previsti per il 2024, andando a ridurre gli importi aggiuntivi che spettano ai contribuenti. Ma che servono a mantenere in equilibrio il bilancio pubblico.