Si avvicina la prima scadenza per ottenere il rimborso Iva 2026 (relativo all’imposta del 2025). Per la presentazione dell’istanza ci sono due differenti scadenze: il 2 marzo per l’invio anticipato e il 30 aprile per quello ordinario.
Il rimborso Iva 2026 segue delle regole ormai consolidate, ma con delle scadenze e dei benefici differenziati a seconda dei punteggi Isa del singolo contribuente, così come del fatto che abbia aderito o meno al concordato preventivo biennale.
Indice
Rimborso Iva 2026, le regole e i requisiti
Il rimborso Iva 2026 non spetta semplicemente perché un contribuente ha un credito in dichiarazione. Per poterlo richiedere è necessario soddisfare una serie di requisiti specifici legati alla natura dell’attività o dello stesso credito (così come è stato stabilito dall’articolo 30 del Dpr 633/72).
Il presupposto più importante, indubbiamente, riguarda la soglia minima: il credito Iva deve essere superiore a 2.582,28 euro. Importi inferiori a questa cifra non possono essere richiesti, ma possono essere portati in detrazione nel corso dell’anno successivo o usati in compensazione.
La richiesta del rimborso Iva può essere avanzata nel momento in cui il contribuente sia in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
- l’aliquota media degli acquisti sia superiore a quella delle vendite per una percentuale che supera il 10% (è il caso di acquisti con imposta al 22% e vendita con aliquota al 10%);
- effettua principalmente delle operazioni non imponibili o esenti per oltre il 25% del volume d’affari, come chi lavora principalmente con l’estero;
- il credito deriva dall’acquisto di beni strumentali o abbia sostenuto delle spese per degli immobili;
- sia un operatore straniero identificato direttamente o con un rappresentante fiscale in Italia;
- nel caso in cui si abbia avuto un credito Iva per tre anni consecutivi – il 2023, il 2024 ed il 2025 – può chiedere il rimborso del minore dei tre importi quest’anno.
Le cause d’esclusione
Benché il contribuente abbia maturato il credito, non ha diritto a ricevere il rimborso Iva nel caso in cui:
- l’attività risulti essere stata cessata, fatti salvi i rimborsi maturati per aver chiuso la partita Iva;
- l’Agenzia delle Entrate lo abbia considerato una società di comodo;
- siano iscritti a ruolo dei debiti scaduti. L’AdE utilizzerà il credito per compensare i debiti.
Importi e soglie da monitorare
Una delle soglie spartiacque del rimborsi Iva nel 2026 sono i 30.000 euro: superare o rimanere al di sotto di questa soglia determina degli obblighi documentali e dei costi decisamente diversi.
La soglia dei 5.000 euro
Prima di arrivare a richiedere il rimborso molti contribuenti valutano la possibilità di una compensazione orizzontale: utilizzare il credito Iva per saldare altri tributi, come possono essere l’Inps o le ritenute. In questo caso:
- quando si rimane sotto i 5.000 euro la compensazione è libera e immediata attraverso il Modello F24;
- quando si superano i 5.000 euro è necessario ottenere il visto di conformità e l’invio della dichiarazione deve precedere di almeno 10 giorni l’utilizzo del credito.
La soglia dei 30.000 euro
Onde evitare potenziali frodi, quando la richiesta di rimborso supera i 30.000 euro, l’Agenzia delle Entrate chiede delle tutele specifiche.
I soggetti virtuosi, che hanno ottenuto dei punteggi Isa (Indici Sintetici di Affidabilità) pari ad almeno 8 nel 2024 e con una media di 8,5 nel biennio, la soglia dell’esonero dal visto per le compensazioni sale a 70.000 euro e a 50.000 euro per i rimborsi.
Per i soggetti non virtuosi, nel momento in cui la soglia del rimborso supera i 30.000 euro, devono obbligatoriamente presentare il visto di conformità. Se non lo presentano o se sono a rischio fiscale, devono stipulare una fideiussione bancaria o una polizza fideiussoria a favore dello Stato, con dei costi di gestione finanziaria non trascurabili.
Quando vige sempre l’obbligo di garanzia
Oltre i 30.000 euro è sempre indispensabile la garanzia nel momento in cui:
- l’attività sia stata avviata da meno di due anni;
- siano stati ricevuti degli avvisi di accertamento per delle cifre rilevanti nel corso degli ultimi due anni;
- la richiesta di rimborso viene presentata senza visto di conformità.
Il limite massimo compensabile
Il limite massimo per i crediti d’imposta compensabili è fissato in 2 milioni di euro. Nel caso in cui il credito Iva 2026 dovesse superare questa cifra, l’eccedenza deve essere necessariamente chiesta a rimborso o riportata nel corso dell’anno successivo.
Rimborso Iva 2026, le scadenze di quest’anno
Per il 2026, il calendario delle scadenze per il rimborso Iva è scandito da appuntamenti precisi che dipendono dalla tipologia di credito (annuale o trimestrale) e dalla strategia di invio della dichiarazione Iva scelta.
Il rimborso annuale per il credito maturato nel 2025
La richiesta di rimborso per l’intero anno d’imposta 2025 deve essere inoltrata tramite la Dichiarazione Iva 2026: la scadenza per evitare la Lipe è il 2 marzo 2026. Chi dovesse presentare la dichiarazione entro questa data (il 28 febbraio cade di sabato) non è obbligato ad inviare la comunicazione delle liquidazioni periodiche del quarto trimestre 2025, a patto che provveda a compilare il quadro VP.
La scadenza ordinaria, invece, è 30 aprile 2026. È il termine ultimo per l’invio del Modello Iva 2026 per richiedere il rimborso tramite il quadro VX.
Rimborsi trimestrali con Modello Iva Tr
Per i crediti superiori a 2.582,28 euro maturati nei primi tre trimestri del 2026, le scadenze del Modello Iva Tr sono:
- entro il 30 aprile 2026 per il primo trimestre 2026;
- entro il 31 luglio 2026 per il secondo Trimestre 2026;
entro il 2 novembre 2026 (poiché il 31 ottobre è sabato e il 1° novembre è festivo) per il terzo trimestre 2026.
In questa tabella raccogliamo le scadenze più importanti di quest’anno per ottenere il rimborso Iva.
| Tipologia credito | Periodo di riferimento | Scadenza invio |
| Annuale (anticipata) | Anno 2025 | 2 marzo 2026 |
| Annuale (ordinaria) | Anno 2025 | 30 aprile 2026 |
| Primo trimestre | Gennaio-marzo 2026 | 30 aprile 2026 |
| Secondo trimestre | Aprile-giugno 2026 | 31 luglio 2026 |
| Terzo trimestre | Luglio-settembre 2026 | 2 novembre 2026 |