Sì, la multa per targa illeggibile può scattare anche se la targa è solo sporca. La legge richiede che la targa sia chiaramente e integralmente leggibile: se non lo è, la violazione è integrata. Non c’è differenza tra fango, neve, scolorimento o una copertura parziale. Conta solo la possibilità di identificare subito il veicolo.
Una targa non leggibile, anche solo in parte, può quindi giustificare la sanzione. Ma tra sporco occasionale, targa deteriorata e alterazione volontaria esistono differenze giuridiche rilevanti, che incidono sulla legittimità della multa, sulla possibilità di ricorso e, in alcuni casi, sull’obbligo di sostituzione.
Indice
Quando la targa è “non leggibile” secondo il Codice della Strada?
L’articolo 102, co. 7, del Codice della Strada, stabilisce che:
«Chiunque circola con targa non chiaramente e integralmente leggibile è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria…».
La norma non richiede che la targa sia assente o completamente coperta. È sufficiente che anche un solo carattere non sia immediatamente riconoscibile. Se la combinazione alfanumerica non può essere ricostruita senza incertezza, la targa è considerata illeggibile ai fini sanzionatori.
In concreto, rientra nell’ipotesi di targa non leggibile sia il caso in cui il fango copra parzialmente una cifra, sia quello in cui il fondo rifrangente sia consumato e renda ambigua una lettera, sia ancora l’ipotesi di scolorimento che alteri la nitidezza dei caratteri.
È diverso il piano dell’art. 100 del Codice della Strada, che disciplina le caratteristiche costruttive, il formato e l’esposizione della targa, riguardando, cioè come deve essere realizzata e posizionata. L’art. 102 CdS interviene invece sulla conservazione e sulla leggibilità nel tempo. Una targa deteriorata, sbiadita o non più rifrangente può essere formalmente corretta per modello e posizione, ma comunque irregolare se non consente una lettura chiara.
Se la targa non è leggibile, la violazione è integrata. La valutazione avviene al momento dell’accertamento, sulla base della concreta possibilità di identificare il veicolo.
Qual è la multa per una targa non leggibile o deteriorata?
Chi circola con targa “non chiaramente e integralmente leggibile” è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria da 42 a 173 euro.
È una violazione che, di regola, resta sul piano amministrativo, non comporta decurtazione di punti, perché la perdita punti opera solo per le infrazioni richiamate nella tabella collegata all’art. 126-bis CdS.
Per le multe è ammesso il pagamento in misura ridotta e l’importo è ridotto del 30% se pagato entro cinque giorni dalla contestazione o notificazione (art. 202 CdS).
Se la targa è sporca ma torna leggibile con una pulizia immediata, la contestazione resta ancorata all’accertamento. Se invece la targa è deteriorata e i dati non sono più leggibili, l’intestatario deve attivarsi per la richiesta di duplicato o per la reimmatricolazione secondo l’art. 102, comma 4, CdS.
| Condotta | Sanzione / Effetti |
|---|---|
| Targa non chiaramente leggibile (sporco, usura) – art. 102 CdS | 42–173 euro; – nessuna perdita punti |
| Targa deteriorata stabile – art. 102 CdS | 42–173 euro; – obbligo duplicato |
| Targa coperta o alterata volontariamente – art. 100 CdS | 2.046–8.186 euro; – ritiro carta |
| Targa contraffatta o manipolata dolosamente – art. 469 c.p. | Reclusione fino a 3 anni + multa fino a 2.065 euro; |
Come fare ricorso e quando conviene?
Il ricorso avverso una multa per targa illeggibile può essere proposto entro 60 giorni al Prefetto(art. 203 CdS) oppure entro 30 giorni al Giudice di Pace (art. 204-bis CdS). Le due strade sono alternative: scelta l’una, l’altra non è più esperibile.
“Prima di decidere se fare ricorso occorre verificare la tenuta probatoria del verbale. La legittimità della sanzione dipende dalla dimostrazione che la targa non fosse identificabile”.
Il verbale deve indicare quali caratteri risultavano non leggibili e perché. La generica formula “targa sporca” è più fragile di una descrizione puntuale: “copertura della seconda cifra da fango, sequenza non identificabile”. In sede di opposizione, l’amministrazione deve provare la difficoltà nell’identificazione del veicolo.
Il ricorso può avere margini quando:
- la descrizione nel verbale è generica o contraddittoria;
- manca documentazione fotografica, specie nei casi di rilevazione automatica (autovelox);
- la leggibilità può essere dimostrata con immagini scattate in prossimità del controllo;
- vi è un errore materiale nella trascrizione della sequenza alfanumerica.
Al contrario, conviene meno quando la targa appare oggettivamente deteriorata o coperta in modo evidente e la non leggibilità risulta documentata.
Prima di decidere se fare un ricorso per una multa all’auto è utile controllare:
- se la contestazione è immediata o differita e se la motivazione del verbale è specifica;
- quali prove concrete sono state prodotte;
- se i costi dell’opposizione sono proporzionati all’importo della sanzione.
Quando è obbligatorio sostituire la targa e quanto costa il duplicato?
La sostituzione della targa deteriorata è obbligatoria se il fondo rifrangente consumato, i caratteri sono scoloriti, la sequenza alfanumerica è alterata dall’usura. Non è consentito intervenire sui numeri o sulle lettere. Ritoccare i caratteri con vernice, applicare pellicole o adesivi riflettenti integra una modifica non autorizzata di un elemento identificativo pubblico.
Se la targa è presente ma danneggiata, si procede con il duplicato della targa auto, mantenendo la stessa combinazione alfanumerica. La richiesta può essere presentata alla Motorizzazione o tramite agenzia abilitata, con aggiornamento della carta di circolazione.
Quanto costa rifare la targa? Il costo del duplicato comprende diritti di motorizzazione, imposta di bollo e produzione materiale delle targhe. In via indicativa si colloca tra 90 e 150 euro, variabile in base alla modalità di presentazione della pratica.
Diverso è il caso di distruzione, smarrimento o furto: qui si procede alla reimmatricolazione del veicolo con assegnazione di nuove targhe. Non si tratta di semplice duplicato. I costi sono più elevati e possono oscillare indicativamente tra 150 e 250 euro, includendo nuove targhe, diritti amministrativi e aggiornamento completo dei documenti.
Un’ultima conseguenza pratica riguarda la revisione periodica, una targa scolorita o non più rifrangente può determinare esito negativo del controllo, imponendo la regolarizzazione prima di poter continuare a circolare.