Decreto Ristori, al via le domande per i contributi: come fare

In attesa del Decreto Ristori Ter, è possibile ora presentare la domanda per il contributo a fondo perduto “non automatico”. Ascolta il podcast

Davide Giampietri Dottore in Economia Aziendale, Ragioniere Commercialista e Revisore Legale

Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 20 novembre scorso è stato approvato il modello per la presentazione dell’Istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto dal decreto Ristori (D.L. 137/2020) e dal decreto Ristori-bis (D.L. 149/2020).

L’Agenzia ricorda che le nuove domande vanno presentate da parte dei contribuenti che non avevano inviato l’istanza per il precedente contributo previsto dal decreto Rilancio (D.L. 34/2020). Per chi invece avesse già presentato la relativa istanza e ricevuto il contributo, l’accredito delle somme sul conto corrente avverrà in maniera automatica recuperando i dati già trasmessi in precedenza.

A chi spetta il contributo

La percentuale del contributo spettante e il codice Ateco relativo all’attività prevalentemente svolta dai contribuenti aventi diritto al nuovo contributo a fondo perduto sono elencati nell’allegato n. 1 del D.L. Ristori (D.L. 137/2020) così come riscritto dal D.L. Ristori bis (D.L. 149/2020).

Rispetto al precedente, il contributo ora spetta anche ai soggetti che hanno maturato ricavi e compensi 2019 superiori ai 5 milioni di euro, sebbene sia stata mantenuta la condizione che il fatturato e i corrispettivi del mese di  aprile 2020 siano di ammontare inferiore a due terzi (2/3) del corrispondente importo maturato nel mese di aprile 2019.

Unica eccezione per i contribuenti che hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, per i quali il calo del fatturato non è richiesto.

Quando trasmettere l’istanza

La trasmissione dell’istanza può essere effettuata a partire dal giorno 20 novembre 2020 e non oltre il giorno 15 gennaio 2021. In caso di errore, è possibile presentare una nuova istanza, in sostituzione di quella precedentemente trasmessa, ma solo prima della ricezione della ricevuta che attesta l’accoglimento dell’istanza ai fini del pagamento.

Per approfondire l’argomento clicca e ascolta il podcast di QuiFinanza a cura del Dottor Davide Giampietri, Dottore Rag. Commercialista, Revisore Legale, in collaborazione con Fisco7.

 

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