Certificazione unica, tripla scadenza nel 2026: novità e quando arriva

Certificazione unica in arrivo: entro il 16 marzo deve essere consegnata ai lavoratori. Vediamo nel dettaglio le scadenze del 2026

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista freelance

Pierpaolo Molinengo è laureato in materie letterarie: ha avviato il suo percorso professionale nel 2002 specializzandosi in economia.

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Sono tre le date attorno a cui ruota la gestione della certificazione unica: 16 marzo, 30 aprile e 2 novembre 2026. La Cu si riferisce ai redditi percepiti dai contribuenti nel 2025. Quest’anno, tra l’altro, il documento risulta essere particolarmente importante, perché recepisce le novità introdotte dalla semplificazione degli adempimenti fiscali.

Che cos’è la certificazione unica o Cu

Prima di analizzare nel dettaglio quello che sarà il calendario della certificazione unica nel 2026, è importante ricordare che la Cu è il documento ufficiale attraverso il quale i sostituti d’imposta – come il datore di lavoro o un ente pensionistico – attestano i redditi che hanno corrisposto a un contribuente e le imposte che hanno trattenuto nel corso dell’anno dalla busta paga o dal cedolino della pensione.

Volendo sintetizzare al massimo, questo documento serve a certificare:

  • i redditi di lavoro dipendente, assimilato (come le collaborazioni coordinate e continuative) e autonomo;
  • le pensioni corrisposte dall’Inps o da qualsiasi altro ente;
  • le ritenute effettuate nel corso dell’anno, come l’Irpef e le addizionali regionali e comunali scalate dallo stipendio o dalla pensione;
  • i contributi previdenziali e assicurativi versati (Inail);
  • i corrispettivi derivanti dagli affitti brevi nel caso in cui siano stati percepiti attraverso un intermediario.

La certificazione unica è un documento importante, perché è la base intorno alla quale ruotano le imposte che si devono versare dopo aver presentato il Modello 730 o il Modello Redditi. Nel caso in cui non dovesse essere emessa, il contribuente non ha la possibilità di accedere alla dichiarazione precompilata.

La scadenza del 16 marzo

Per la certificazione unica la data del 16 marzo 2026 è un vero e proprio spartiacque: entro questa deadline devono essere completati due adempimenti obbligatori, che coinvolgono i datori di lavoro, gli enti pensionistici ed i lavoratori:

  • la trasmissione elettronica del modello ordinario;
  • la consegna al percettore del modello sintetico.

La trasmissione elettronica del modello ordinario

I sostituti d’imposta devono inviare all’Agenzia delle Entrate il flusso telematico contenente i dati di:

  • redditi di lavoro dipendente ed assimilati;
  • pensioni;
  • lavoro autonomo non abituale (come le prestazioni occasionali) e altri redditi che alimentano la dichiarazione precompilata;
  • dati relativi a ritenute, contributi previdenziali ed assicurativi Inail.

Consegna al percettore del modello sintetico

Il sostituto d’imposta, sempre entro il 16 marzo, deve consegnare al lavoratore o al pensionato la Cu sintetica. Questo è un documento fondamentale per il contribuente perché:

  • elenca in modo sintetico i redditi percepiti nel corso del 2025;
  • permette di verificare la correttezza dei dati che l’Agenzia delle Entrate inserirà all’interno del Modello 730 precompilato.

La consegna può avvenire in formato cartaceo o elettronico – tramite e-mail, per esempio – purché il destinatario abbia gli strumenti per riceverla e stamparla. Il mancato invio entro il 16 marzo comporta una sanzione da 100 euro per ogni certificazione omessa, a meno che non si provveda a una correzione entro 5 giorni.

La scadenza del 30 aprile

La deadline del 30 aprile 2026 è una novità di quest’anno, che dovrebbe servire a semplificare il calendario fiscale. A essere coinvolti da questa data non sono tutti i contribuenti, ma solo una categoria ben specifica.

La scadenza è riservata alla trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle certificazioni uniche che contengono esclusivamente dei redditi da lavoro autonomo abituale.

Entrando un po’ più nello specifico, sono coinvolti:

  • i professionisti con partita Iva iscritti a degli albi;
  • i soggetti che percepiscono provvigioni per prestazioni, anche occasionali, legate a rapporti di commissione, agenzia o mediazione.

A cosa serve questa nuova scadenza

La nuova finestra per trasmettere i dati dei professionisti serve per allineare le tempistiche di invio a quelle della dichiarazione precompilata.

I dati dei titolari di partita Iva, infatti, sono diventati parte integrante del sistema precompilato e il legislatore ha voluto concedere un lasso di tempo più ampio ai sostituti d’imposta per elaborare queste certificazioni che, spesso e volentieri, richiedono delle verifiche contabili più complesse rispetto a quelle previste per i dipendenti.

Cosa non cambia

Anche se l’invio al Fisco può avvenire entro il 30 aprile 2026, il sostituto d’imposta deve consegnare la copia sintetica al professionista entro il 16 marzo.

Quindi, da un punto di vista pratico, per chi la riceve tutto rimane invariato.

Gestione degli errori

Nel caso in cui dopo l’invio del 30 aprile il sostituto d’imposta o il percipiente dovessero accorgersi di un errore, è possibile inviare una Cu sostitutiva o un annullamento.

Se l’invio corretto dovesse avvenire entro 5 giorni dalla scadenza del 30 aprile, non vengono applicate le sanzioni di 100 euro per ogni singola certificazione.

La scadenza del 31 ottobre slitta al 2 novembre

Il 31 ottobre è un sabato, quindi la scadenza, almeno per quest’anno, è slittata al 2 novembre. La deadline è riservata esclusivamente ai flussi normativi che non incidono sulla fase immediata della dichiarazione precompilata.

In questo caso devono essere trasmesse telematicamente le certificazioni uniche che contengono i redditi esenti, stiamo parlando delle somme che non concorrono alla formazione del reddito imponibile, come possono essere alcune tipologie di borse di studio, assegni di invalidità o rimborsi relativi a specifiche spese.

Devono, inoltre, essere trasmessi i redditi non dichiarabili con la precompilata: dati che l’Agenzia delle Entrate non utilizza per l’elaborazione del Modello 730 o del Modello Redditi precompilato, come sono, per esempio, i redditi soggetti a tassazione separata non destinati alla precompilazione.

La scadenza del 31 ottobre coincide volutamente con quella del Modello 770/2026 (ossia la dichiarazione dei sostituti d’imposta).

Questa scelta permette ai professionisti e alle aziende di inviare in un unico blocco sia le certificazioni residue che il modello attraverso il quale vengono riepilogate le ritenute effettuate, in modo da ottimizzare la gestione contabile.

Attenzione alla multa

Nel caso in cui una certificazione unica dovesse contenere redditi da lavoro dipendente e redditi esenti non c’è alcun impatto per i contribuenti: l’intera Cu deve essere inviata entro il 16 marzo. Il termine di ottobre si riferisce unicamente a quelle contenenti dei dati esenti.

Anche per questa scadenza si applica la sanzione di 100 euro per ogni certificazione omessa o errata, a meno che non si corregga l’invio entro i termini di ravvedimento previsti.