Assegno unico, gli aumenti del 2026 e quando arrivano sul conto: tutte le novità

A partire da quest'anno sono previsti una serie di aumenti dell'assegno unico determinati dall'inflazione. Vediamo a quanto ammontano

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

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Buone notizie per le famiglie che percepiscono l’assegno unico per i figli a carico: a partire da quest’anno è più alto. L’importo viene rivalutato dell’1,4% rispetto al 2025, in linea con le previsioni che oscillavano tra l’1,4% e l’1,7%. Ufficialmente la certezza è arrivata lo scorso 28 novembre 2025, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha individuato ufficialmente il valore della rivalutazione, che è lo stesso che viene adoperato per la perequazione automatica delle pensioni, ossia l’adeguamento degli assegni previdenziali all’inflazione.

Gli adeguamenti vanno a impattare non solo sugli importi che vengono ricevuti nel corso del 2026, ma anche sulle fasce Isee che determinano l’accesso all’assegno unico.

Come funziona l’assegno unico nel 2026

Il funzionamento dell’assegno unico nel 2026, sostanzialmente, non cambia rispetto a quello dello scorso anno. È un sostegno economico che viene erogato alle famiglie nei quali ci sono dei figli a carico e viene attribuito per ogni singolo figlio:

  • fino al compimento dei 21 anni, nel caso in cui dovessero ricorrere determinate condizioni;
  • senza particolari limitazioni d’età nel caso in cui i figli avessero disabilità.

Anche nel 2026 l’importo viene erogato sulla base di alcuni parametri, tra i quali ci sono:

  • la condizione economica della famiglia attestata attraverso un Isee valido nel momento in cui viene effettuata la domanda;
  • l’età dei figli;
  • il numero dei figli;
  • la presenza di eventuali situazioni di disabilità.

Quando viene erogato il contributo nel 2026

Anche su questo fronte non devono essere segnalate particolari novità rispetto allo scorso anno.

L’Inps eroga l’assegno unico ogni mese, generalmente, tra il 20 e il 23 del mese, se sono dei pagamenti successivi al primo. La prima rata, invece, arriva sempre nel corso dell’ultima settimana del mese successivo rispetto a quello nella quale viene presentata la domanda.

Le date precise, a ogni modo, possono variare da caso a caso: per questo è sempre opportuni controllare il calendario Inps sul proprio fascicolo personale.

Cambiano le fasce di appartenenza

Fino a questo momento abbiamo visto cosa rimane sempre uguale dell’assegno unico. A cambiare sarà l’importo, che verrà aumentato per effetto dell’inflazione. A prevederlo è la normativa, che lega il valore della prestazione all’indice dei prezzi Istat.

Chi finisce in prima fascia

A partire da quest’anno la prima fascia salirà da 17.227,33 euro a 17.468,51 euro

Questo significa, molto semplicemente, che chi, fino allo scorso anno, si trovava nel secondo e nello terzo scaglione (che riguardavano rispettivamente chi aveva redditi compresi tra 17.227,34 a 17.342,19 euro e da 17.342,20 a 17.457,03 euro) si troverà in prima fascia. Sempre che nel frattempo l’Isee 2026 non sia cambiato.

Ultimo scaglione dell’assegno unico

Cambiano i parametri anche per l’ultimo scaglione, ossia quello che permette di accedere all’importo minimo dell’assegno unico.

Coinvolgerà quanti avranno un Isee superiore a 46.581,71 contro i 45.939,56 del 2025. Questo significa che quanti lo scorso anno potevano ottenere l’importo minimo, dal 2026 si ritrovano nella sest’ultima fascia, riuscendo ad ottenere un importo mensile più alto.

Importi erogati, le novità di quest’anno

A partire dal 1° gennaio la soglia massima, quindi, passa a 46.582,71. L’importo pagato per i soggetti che vi rientrano è pari a 58,30 euro, mentre nel 2025 (nella soglia corrispondente) venivano erogati solo 57,50 euro.

La prima fascia prevede un assegno unico pari a 203,80 euro, contro i 201,00 euro del 2025: un aumento di poco più di tre euro. Quindi nel 2025 rientravano nel secondo e nel terzo scaglione – ossia le fasce comprese 17.227,34 a 17.342,19 euro e da 17.342,20 a 17.457,03 euro – slittano in prima fascia, sempre che l’Isee rimanga uguale.

Le altre maggiorazioni previste per il 2026

Le novità che riguardano l’assegno unico non coinvolgono unicamente gli importi che abbiamo visto fino a questo momento. Ma ci saranno delle altre maggiorazioni, nel momento in cui ci dovessero essere delle particolari condizioni:

  • per i figli non autosufficienti l’importo erogato passa da 120,60 euro a 122,30 euro;
  • per la disabilità grave passa da 109,10 a 110,60 euro;
  • per la disabilità media passa da 97,70 a 99,10 euro;
  • per le madri con meno di 21 anni passa da 23,00 a 23,30 euro.

Sono aggiornate anche le integrazioni per i figli successivi al secondo:

  • per le famiglie che sono nella fascia minima l’importo passa da 97,70 euro a 99,10 euro;
  • per quelle che sono nella fascia più alta si passa da 17,20 euro a 17,40 euro.

Se in famiglia c’è un percettore di un secondo reddito, l’importo riconosciuto passa da 34,40 euro a 34,90 euro per chi è nella fascia Isee più bassa.

Da quando scattano gli aumenti?

Ufficialmente gli aumenti dell’assegno unico determinati dalla rivalutazione Istat per l’inflazione partono da inizio anno, ma gli importi aggiornati verranno erogati solo a partire dal mese di febbraio 2026.

Gli eventuali arretrati di gennaio dovrebbero essere pagati a marzo. Quindi è necessario attendere ancora un mese per riceverli, ma poi arriveranno anche gli arretrati.

È importante sottolineare che questi adeguamenti vengono effettuati in modo automatico e si basano sull’inflazione dell’anno precedente: non è necessario presentare nuove domande.

Quando è necessario aggiornare l’Isee

Per poter allineare l’assegno unico con la propria posizione economica, è necessario presentare la nuova Dsu entro il 28 febbraio. Nel caso in cui non lo si dovesse fare, verrà erogato l’importo minimo.

Chi dovesse aggiornare l’Isee tra il 1° marzo e il 30 giugno 2026 riceverà gli arretrati, ma deve rispettare la scadenza del 30 giugno 2026.

Dopo il 1° luglio non sarà più possibile recuperare le somme, che a questo punto sono completamente perse. L’assegno unico sarà bloccato al valore minimo, anche se si avesse diritto ad una cifra più alta.