Piano di pace per l’Ucraina, Trump apre alla proposta europea in 24 punti

La controproposta europea elaborata a Ginevra per il piano di pace in Ucraina piace a Trump e Marco Rubio sembra ottimista per una soluzione rapida dell'accordo

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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I colloqui tra Ucraina, Unione europea, Regno Unito e Usa, per raggiungere un accordo di pace che ponga fine all’invasione della Russia avviata contro Kiev nel 2022, sembrano aver ottenuto ottimi risultati. Nonostante l’ostilità social di Donald Trump, i diplomatici europei e americani avrebbero elaborato un piano di 24 punti, che esclude alcune delle misure più a favore di Mosca dagli originali 28.

L’Ucraina si sarebbe dimostrata particolarmente collaborativa, con Zelensky che non ha reagito agli attacchi del presidente americano, mentre i suoi diplomatici ottenevano il favore del Segretario di Stato americano Marco Rubio. Tra gli statunitensi, a spingere per la soluzione filorussa ci sarebbe principalmente il vicepresidente J.D. Vance.

Ucraina, i passi avanti dei Paesi europei

Durante la giornata di domenica 23 novembre, le delegazioni diplomatiche dei Paesi Ue, del Regno Unito, dell’Ucraina e degli Usa si sono incontrate a Ginevra per discutere di un piano di pace alternativo a quello elaborato da Washington insieme alla Russia. Mentre alcuni senatori repubblicani accusavano la Casa Bianca di aver accettato senza modifiche un piano dettato da Mosca, la mediazione dei Paesi europei si è rivelata cruciale per l’elaborazione di un’alternativa.

Francia, Regno Unito e Germania hanno preso l’iniziativa, dando forza alla controproposta di Kiev. L’agenzia di stampa Reuters ha visionato una bozza che esclude alcuni dei punti più favorevoli alla Russia dell’originale piano americano. Il nuovo accordo sarebbe da 24 punti e includerebbe:

  • il rispetto della sovranità di Kiev;
  • un dialogo tra Nato e Russia;
  • una capacità massima dell’esercito ucraino a 800mila effettivi in tempo di pace;
  • un percorso per la riammissione della Russia nell’economia globale.

A spingere in particolare per il nuovo accordo sarebbe stato il cancelliere tedesco Merz, che punta a un cessate il fuoco immediato. Continua però ad avere come obiettivo principale il mantenimento dell’integrità territoriale di Kiev. Resta problematica la questione dei territori della regione di Donetsk, che la Russia non ha mai conquistato e che il piano americano designava come zona demilitarizzata.

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Trump attacca via social, Zelensky resiste alla pressione

Mentre i negoziati procedevano, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha continuato ad attaccare il suo omologo ucraino Zelensky sui social, con toni molto simili a quelli del primo incontro alla Casa Bianca tra i due. Potus ha parlato di mancanza di gratitudine da parte degli ucraini, ma le sue parole non sembrano aver influenzato in alcun modo le trattative.

Zelensky ha risposto mantenendo un atteggiamento conciliante e aperto nei confronti del presidente americano, dichiarando:

Sono grato a tutti quelli che stanno offrendo questo aiuto a noi, all’Ucraina. È importante garantire che i passi per porre fine alla guerra siano efficaci e che tutto sia fattibile. L’Ucraina non ha mai voluto la guerra e non saremo mai un ostacolo alla pace.

Al di là delle dichiarazioni sui social, dalla Casa Bianca sarebbero arrivati chiari segnali di apertura sulle modifiche al piano.

La soddisfazione di Rubio, ma Vance spinge per soddisfare la Russia

L’ottimismo americano è stato rappresentato soprattutto dalle dichiarazioni del Segretario di Stato Marco Rubio, tornato al centro della diplomazia dopo che l’inviato speciale Steve Witkoff lo avrebbe largamente scavalcato nelle trattative con Mosca per l’elaborazione del piano in 28 punti. Rubio ha parlato di “enormi passi avanti” nelle negoziazioni e ha affermato di avere speranze per un accordo rapido.

A spingere invece per la soluzione filorussa ci sarebbe, all’interno dell’amministrazione Trump, principalmente il vicepresidente J.D. Vance. La sua figura sarebbe stata chiave nell’elaborazione del piano in 28 punti e il suo obiettivo sarebbe quello di far passare le richieste di Mosca come un piano americano a tutti gli effetti, riporta il quotidiano La Stampa.