Minerali critici, semiconduttori, intelligenza artificiale e sicurezza nell’approvvigionamento delle materie prime.
È su questi dossier strategici che Giorgia Meloni e il presidente della Corea del Sud Lee Jae-myung hanno costruito l’asse politico-economico emerso dal bilaterale di Seul, andato in scena nella Blue House presidenziale.
Indice
Meloni getta le basi per l’asse Italia-Corea
Un incontro dal taglio fortemente operativo, con l’obiettivo di trasformare la relazione Italia-Corea in un partenariato capace di reggere alle tensioni geopolitiche e alla concorrenza cinese.
L’intesa ruota attorno a tre priorità:
- rafforzare il partenariato economico e industriale nei settori ad alta tecnologia;
- rendere le catene di approvvigionamento più forti e sicure e
- dare maggiore sistematicità al coordinamento politico sui grandi temi internazionali a partire dalla sicurezza dell’Indo-Pacifico.
Una cornice che riflette le preoccupazioni condivise delle economie avanzate rispetto a dipendenze esterne e shock geopolitici.
Meloni ha insistito sulla necessità di “esplorare il potenziale inespresso straordinario” dei rapporti bilaterali. Un potenziale che, secondo Lee, sarebbe addirittura “illimitato”, se si riuscisse a combinare la tradizione manifatturiera italiana con la spinta tecnologica coreana. Il vertice ha anche un valore simbolico: Meloni è la prima premier italiana in visita ufficiale in Corea del Sud da 19 anni e la prima leader europea a incontrare Lee dall’inizio del suo mandato.
Memorandum sui semiconduttori
Il cuore dell’intesa è rappresentato dal memorandum sui semiconduttori, firmato tra l’associazione coreana delle industrie del settore (Ksia) e la federazione italiana Anie-Ce. Per il Governo italiano si tratta di un tassello fondamentale nella strategia di autonomia tecnologica, coerente con il Chips Act europeo e con la necessità di ridurre le dipendenze asiatiche e statunitensi nelle filiere più sensibili.
La cooperazione riguarderà
- ricerca;
- scambio di competenze;
- mobilità dei ricercatori;
con ricadute dirette su comparti come elettronica, automotive e telecomunicazioni.
Accanto ai chip, l’altro dossier chiave è quello dei minerali critici. Meloni ha richiamato l’urgenza di ripensare le catene di approvvigionamento alla luce della competizione globale per terre rare, litio e altri materiali indispensabili alla transizione digitale ed energetica. In questo quadro si inserisce anche il riferimento all’Africa, continente cruciale sia per l’Italia attraverso il Piano Mattei sia per la Corea del Sud, fortemente dipendente dall’estero per le materie prime strategiche. L’idea è sviluppare progetti congiunti che integrino tecnologie, formazione e investimenti, facendo leva anche sugli strumenti finanziari multilaterali.
L’Italia punta alle aziende coreane
Sul piano economico, ampio spazio è stato dedicato agli investimenti. Meloni ha ribadito l’interesse italiano ad attrarre grandi gruppi industriali coreani, sottolineando l’impegno del Governo nel creare un ambiente più favorevole agli investimenti esteri nei settori ad alto contenuto innovativo, dalla robotica alla microelettronica. Parallelamente, entrambi i leader hanno indicato le piccole e medie imprese come destinatari privilegiati del rafforzamento del partenariato, con l’obiettivo di sostenerne l’internazionalizzazione e superare alcune barriere non tariffarie, in particolare nel comparto agroalimentare.
Anche l’interscambio commerciale offre margini di crescita. La Corea del Sud è già il primo partner commerciale asiatico dell’Italia in termini pro capite e figura tra i Paesi ad alto potenziale nel Piano d’azione per l’export del governo. In questo contesto, Meloni ha riconosciuto esplicitamente l’efficacia del soft power coreano, citando il k-pop come leva culturale.