Italia come la Germania: mercati lavoro tengono nonostante timori recessione

I tassi di disoccupazione dell’Eurozona calano o restano stabili, con il mercato del lavoro ancora in salute, nonostante preoccupazioni maggiori per i prossimi mesi

L’inverno si preannuncia molto difficile per le imprese europee, con i costi dell’energia destinati a salire ulteriormente e che metteranno a dura prova i loro bilanci. Il timore di una recessione è concreto, anche se per ora l’economia (a parte l’inflazione che si attesta su nuovi record dall’introduzione della moneta unica) si mostra in salute. Ad esempio, i mercati del lavoro di Italia e Germania, che venerdì hanno diffuso rispettivamente i dati riferiti ad agosto e settembre, stanno dimostrando una tenuta superiore alle attese.

Disoccupazione ai minimi

Il numero di disoccupati tedeschi è aumentato di 14.000 unità, circa la metà dell’aumento del mese precedente e al di sotto dei 20.000 previsti dagli analisti. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 5,5% della forza lavoro, dopo marginali aumenti nei mesi precedenti.

Il tasso di disoccupazione italiano è invece sceso al 7,8% ad agosto (-0,1 punti rispetto al mese precedente), contro attese per un tasso fermo al 7,9%. Con l’eccezione di giugno 2020 (mese distorto dalla pandemia), questa è la disoccupazione più bassa che l’Italia abbia visto in 13 anni, ovvero da luglio 2009 quando era al 7,7%. Nella fascia di età 15-24 anni il tasso di disoccupazione – ovvero l’incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro – è sceso al 21,2% dal 23,1%.

Allargando lo sguardo, si può inoltre notare che la disoccupazione nella zona euro è rimasta invariata al minimo storico del 6,6% ad agosto, in linea con le aspettative degli analisti. Secondo i dati di Eurostat, in termini assoluti il numero di persone senza lavoro nei 19 Paesi che condividono l’euro è sceso ulteriormente a 10,966 milioni in agosto.

Rallenta l’occupazione in Italia

L’ottavo mese dell’anno in Italia ha visto proseguire il calo dell’occupazione (-74 mila unità) registrato a luglio, anche se il numero di occupati si mantiene sopra i 23 milioni. Inoltre, il numero di occupati ad agosto 2022 supera quello di agosto 2021 di oltre 400 mila unità.

Futuro denso di incertezze

La forza relativa del mercato del lavoro è uno dei fattori che danno ai politici e ai banchieri centrali un certo ottimismo per l’economia dell’Eurozona, mentre l’area economica si dirige verso un inverno contraddistinto dalla peggiore crisi energetica degli ultimi 40 anni.

Una fonte di preoccupazione, però, può arrivare dal fatto che buona parte della forza degli ultimi mesi è dovuta all’eccezionale stagione turistica estiva, con le persone che sono tornate a viaggiare appieno dopo due anni di slalom tra restrizioni e regole di ingresso diverse tra i vari paesi, spingendo consumi e occupazione.