Btp Valore e Btp Valore Insieme, differenze tra i due titoli di Stato quinquennali

Durata, cedole e tassazione: analogie e differenze fra i due titoli di Stato Btp Valore e Btp Valore Insieme

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Il Tesoro offrirà dal 19 al 23 ottobre due nuovi titoli di Stato quinquennali, il Btp Valore tradizionale e il Btp Valore Insieme.

Entrambi i Btp sono pensati per famiglie e piccoli risparmiatori, ma fra di loro ci sono alcune differenze. Scopriamole.

Caratteristiche e regole comuni

Prima di tutto le analogie: della identica durata (5 anni) e della data di emissione (dal 19 al 23 ottobre 2026) si è già detto.

Per il resto, come di consueto il taglio minimo è pari a 1.000 euro, alla pari e senza commissioni, e la tassazione prevede la classica aliquota agevolata al 12,5%, ben al di sotto dei guadagni derivanti dal mercato azionario che sono tassati al 26%.

C’è poi l’esenzione dall’imposta di successione e dal calcolo dell’Isee fino a 50.000 euro. Ed entrambi i titoli possono essere rivenduti in qualsiasi momento sul mercato secondario ai prezzi di mercato, opzione particolarmente semplice da compiere tramite il proprio home banking.

È forse fin troppo ovvio specificare che i due titoli di Stato sono indipendenti fra di loro e quindi cumulabili: di conseguenza, volendo, è possibile acquistarli entrambi.

Fino a qui abbiamo scoperto cos’hanno in comune il Btp Valore e il Btp Valore Insieme. Ora è il momento di passare alle differenze.

Btp Valore

Il classico Btp Valore prevede cedole trimestrali con rendimenti crescenti. Le cedole aumentano secondo questo trend:

  • primo e secondo anno – rendimento base;
  • terzo e quarto anno – scatta il primo aumento della cedola;
  • quinto anno – scatta il secondo aumento della cedola.

Tirando le somme, il Btp Valore è adatto a chi cerca un’entrata periodica o una sorta di reddito integrativo a breve termine, tramite un flusso di cassa trimestrale.

Btp Valore Insieme

Il Btp Valore Insieme, a differenza del cugino, non paga cedole periodiche ma riconosce il rendimento accumulato in un’unica soluzione alla scadenza dei cinque anni.

Per compensare il mancato incasso periodico e il valore temporale del denaro, che a causa dell’inflazione va leggermente diminuendo, il rendimento finale del Btp Valore Insieme è superiore alla semplice somma nominale delle cedole staccate dal Btp Valore tradizionale.

Tirando le somme, il Btp Valore Insieme è adatto a chi punta a dimenticarsi dell’investimento per tutti e cinque gli anni, puntando a capitalizzare l’investimento tutto alla fine.

Come partecipare alle aste dei titoli di Stato

I piccoli risparmiatori non possono partecipare direttamente alle aste dei titoli di Stato: le richieste devono essere presentate tramite banche o intermediari autorizzati, anche tramite i servizi di home banking.

Ma attenzione: non tutte le banche sono abilitate all’acquisto online in fase di collocamento, anche se il cliente ha già il suo deposito titoli ed è abituato ad acquistare e vendere prodotti finanziari tramite l’app o il sito della propria banca.

Se non si riesce ad acquistare il titolo durante il collocamento, ci si può rivolgere alla propria banca per chiedere informazioni. In alternativa, è possibile attendere la quotazione sul mercato secondario e acquistare successivamente. In questo caso, però, il prezzo potrebbe essere superiore a 100, cioè al valore nominale, e ridurre il rendimento effettivo rispetto a quello ottenibile sottoscrivendo il titolo in emissione. Al contrario, se nei mesi successivi i tassi di mercato dovessero salire molto, il prezzo del Btp reagirebbe scendendo, rendendo possibile un acquisto a condizioni più favorevoli. Non è tuttavia detto che la quotazione scenda sotto 100, né che un prezzo più basso garantisca automaticamente un rendimento migliore.