Partecipate statali: in primavera il valzer delle poltrone

Da Eni a Enel, passando per Leonardo, Poste e Terna: quali conferme e quali sorprese al vertice delle società "di Stato"

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Redazione

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Tornano i riflettori sulle partecipate statali, in vista del valzer delle nomine che si consumerà in primavera. Fra aprile e maggio, in occasione delle assemblee annuali, saranno infatti rinnovati i Consigli di Amministrazione delle società “di Stato” ed i vertici delle stesse, con diverse conferme e qualche sorpresa. I riflettori sono puntati soprattutto sulle cinque quotate –  Eni, Enel, Terna, Leonardo e Poste – di cui si attende una sicura conferma degli Amministratori delegati ed un possibile cambio alla Presidenza.

Non solo le partecipate statali, il rinnovo coinvolgerà anche i vertici di Enti pubblici ed Autorità: sono 64 gli incarichi direttivi da assegnare e 32 i Commissari degli Enti da rinnovare su un totale dei 106 sottoposti a vigilanza ministeriale. Una partita certo non facile per il Governo Meloni, in un momento di grande incertezza economica ed a seguito dei malumori che hanno accompagnato l’ultimo miglio della Manovra.

Le grandi partecipate in Borsa

Le società di Stato quotate in Borsa sono Eni, Enel, Terna, Leonardo e Poste. Nn sono attese novità a livello di Amministratori delegati, alcuni saldamente alla guida dell’azienda già da diversi mandati e potenzialmente soggetti a riconferma.

E’ il caso del numero uno di Eni, Claudio Descalzi, che di recente ha ribadito la sua serenità riguardo una eventuale conferma dell’incarico – ormai sarebbe al suo quinto mandato – ma anche per l’ipotesi di un cambio alla guida operativa del Cane a sei zampe. Possibile invece la sostituzione del Presidente Giuseppe Zafarana, che potrebbe essere sostituito da Elisabetta Belloni.

Anche l’Amministratrice delegata di Terna Giuseppina Di Foggia può dormire sonni tranquilli, grazie ai ripetuti massimi storici toccati dall’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale, ai buoni risultati economici ed ai generosi dividendi  distribuiti nel biennio 2022-2023.

Nuovo mandato anche per l’Amministratore delegato di Enel Flavio Cattaneo, la cui gestione è largamente apprezzata dagli analisti di mercato.

Stessa sorte per l’Amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani, mentre è probabile un cambio alla Presidenza, oggi affidata a Stefano Pontecorvo.

Rigorosamente saldi alla poltrona Matteo Del Fante e Giuseppe Lasco, rispettivamente Amministratore delegato e Direttore Generale di Poste Italiane, la cassaforte del Tesoro.

Le altre partecipate statali

Non solo le “big five” si avvicinano alla scadenza dei mandati. Nel conteggio ci sono almeno 96 incarichi dirigenziali di enti ed aziende appartenenti a diverse aree di attività: 19 incarichi nel settore ambiente; 9 per l’economia e il lavoro; 5 in ambito cultura, scienza e lo sport ed 1 nella sanità.

Autorità in scadenza

Anche diversi Commissari e Presidenti di Autorità si approssimano alla scadenza del mandato, in tutto sono 23 chiamati a rinnovare i vertici. Fra questi il presidente della Consob Paolo Savona, già piuttosto anziano, e quello dell’Antitrust Roberto Rustichelli che concluderà il suo mandato a maggio 2026, ma anche i presidenti di alcune Autorità portuali.

Resta fuori dalla partita l’Arera, il cui vertice è stato cambiato a dicembre, con l’arrivo del nuovo presidente Nicola Dell’Acqua al posto di Stefano Besseghini e la nomina dei quattro componenti del collegio.

In capo all’Autorità di vigilanza dei mercati (Consob) viene indicato insistentemente il sottosegretario al MEF Federico Freni, principale artefice del nuovo TUF, ma non totalmente condiviso a livello di maggioranza.