L’Istat registra una fiducia dei consumatori in lieve, quasi impercettibile, aumento. Tra i consumatori, si evidenzia un miglioramento delle opinioni sul quadro economico nazionale e sulla situazione futura. Ma le valutazioni sul presente sono improntate ad una maggior cautela.
Lo afferma l’Istituto di Statistica; l’aumento è da 96,6 a 96,8; per le imprese aumenta da 96,6 a 97,6.
Indice
Consumatori, il presente resta incerto
Il lieve avanzamento della fiducia dei consumatori è sostenuto principalmente da due fattori:
- il miglioramento delle attese sulla situazione economica generale, inclusa la disoccupazione;
- giudizi più positivi sulla situazione economica personale e sulle opportunità di risparmio.
Nel dettaglio:
- il clima economico sale da 97,0 a 97,4;
- il clima futuro migliora da 91,6 a 92,3;
- il clima personale cresce leggermente da 96,4 a 96,6;
- il clima corrente rimane invece sostanzialmente stabile, segno di una percezione ancora cauta della situazione attuale.
Questi dati riflettono una diffusa prudenza. Gli italiani guardano al futuro con cauto ottimismo, ma restano guardinghi sul presente, in un contesto segnato da incertezze macroeconomiche.
Imprese, trainano i servizi ma frena il commercio
Il quadro delle imprese appare più dinamico, ma fortemente disomogeneo tra i diversi settori. La spinta principale arriva dai servizi di mercato, il cui indice balza da 100,2 a 103,4. Un contributo positivo, seppur più contenuto, viene anche dal settore manifatturiero, che passa da 88,5 a 89,2.
In controtendenza, due comparti mostrano segni di difficoltà:
- le costruzioni scendono da 101,0 a 99,8, con un peggioramento dei giudizi sugli ordini e sui piani di costruzione;
- il commercio al dettaglio registra un calo significativo da 106,9 a 102,5, sia nella grande distribuzione che in quella tradizionale.
Nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini e le attese sulla produzione, ma si osserva un accumulo di scorte, segnale di possibili squilibri tra domanda e offerta.
Consumatori divisi
Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, il rialzo della fiducia dei cittadini è inadeguato:
È positivo che la fiducia salga, ma il problema è che resta sempre sotto il livello di ottobre 2025, quando era pari a 97,6. […] Anche le componenti registrano dati contrastanti: se sale il giudizio sulla situazione della famiglia, restano ferme le attese; se aumentano le attese sulla situazione economica dell’Italia, peggiorano i giudizi; se migliorano le opinioni sull’opportunità e possibilità di risparmiare, precipitano le opportunità di acquistare beni durevoli. Insomma, non possiamo certo esprimere soddisfazione per questi dati.
Più clemente il Codacons, che giudica l’incremento della fiducia delle famiglie e delle imprese come un segnale positivo. Secondo l’associazione, l’aumento incide sulla propensione alla spesa delle famiglie e sulle aspettative per il futuro, e contribuisce a sostenere l’economia italiana. Continua il Codacons:
L’indice sulla fiducia registra la seconda crescita consecutiva sia per imprese che per i consumatori, un tesoretto che il governo deve sfruttare al meglio e con misure di sostegno a redditi e potere d’acquisto, perché il maggiore ottimismo di famiglie e imprese si traduce in maggiori consumi, investimenti, assunzioni, ecc. Su tali dati, tuttavia, pesa la scure dei rincari dei prezzi che stanno accompagnando l’avvio del 2026, e che nelle prossime settimane potrebbero avere un effetto negativo sul clima generale di fiducia nel nostro Paese.