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La Borsa del 9 febbraio, Milano chiude a +2% con le ottime prove di UniCredit e Stm
Il rally del Nikkei tocca nuovi massimi dopo la vittoria schiacciante di Sanae Takaichi in Giappone. Unicredit e Ferrari presentano i conti
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Milano corre e va sui massimi
Il rally di UniCredit e STMicroelectronics spinge Milano in una corsa solitaria: in una seduta moderatamente positiva per le Borse europee, Piazza Affari chiude in rialzo del 2,06% e torna sui massimi dal dicembre 2000, a quota 46.822 punti. Anche gli altri listini del Vecchio Continente archiviano la giornata in territorio positivo, seppur con progressi più contenuti, sostenuti dai segnali incoraggianti della stagione delle trimestrali e dall’intonazione favorevole di Wall Street.
Tornando a Piazza Affari, il comparto bancario chiude sugli scudi grazie alla spinta di UniCredit (+6,36%). Il titolo beneficia dei conti record del 2025, chiusi con un utile netto di 10,6 miliardi di euro, e delle indicazioni fornite dall’amministratore delegato Andrea Orcel, che ha confermato prospettive di crescita e l’intenzione di distribuire 50 miliardi di euro agli azionisti nei prossimi cinque anni. A catalizzare l’attenzione è anche il forte rialzo di STMicroelectronics (+9,85%), dopo il rafforzamento dell’accordo con Amazon Web Services nel settore dei chip per cloud e intelligenza artificiale.
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Piazza Affari ancora avanti
Le Borse europee procedono in ordine sparso a metà seduta, mentre entra nel vivo la stagione delle trimestrali, che continua a movimentare i principali listini. Parigi oscilla intorno alla parità, mentre Amsterdam e Londra mostrano debolezza, con ribassi rispettivamente dello 0,14% e dello 0,19%. Madrid si distingue in positivo con un progresso dello 0,5%, mentre Milano guida i rialzi con un +1,17%, accompagnato da uno spread in area 61 punti base.
Piazza Affari beneficia del forte rialzo di STMicroelectronics (+8%) e di UniCredit (+6,6%). Il gruppo italo-francese dei semiconduttori ha annunciato il rafforzamento dell’accordo con Amazon Web Services, diventando fornitore strategico di chip per il cloud e l’AI, ambiti in cui finora la sua presenza era più limitata. UniCredit, invece, è sostenuta dai conti record del 2025.
Dopo il crollo di oltre il 25% di venerdì, Stellantis tenta un rimbalzo (+1,2%). Tra i titoli più acquistati figurano anche Telecom Italia (+2%), Fincantieri (+2,7%) e Leonardo (+1,8%). Mediobanca, invece, arretra dello 0,6% nel giorno della pubblicazione dei conti 2025.
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UniCredit, +13,6% a 10,6 mld utile 2025
UniCredit ha chiuso il 2025 con un utile netto di 10,6 miliardi, in crescita del 13,6% rispetto al 2024 dopo aver assorbito 1,4 miliardi di poste straordinarie per rafforzare e proteggere ulteriormente la traiettoria di medio periodo futura.
La banca di Andrea Orcel ha chiuso il quarto trimestre del 2025 con un utile netto di 1,8 miliardi, in crescita del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. L'utile netto contabile e' salito del 10% a 2,2 miliardi.
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Spread a 61 punti
Apertura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund. A inizio seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 61 punti base, dai 62 punti del closing di venerdi' scorso. In leggera flessione anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,46%, dal 3,47% della chiusura di venerdi' 6 febbraio.
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Piazza Affari apre a +1%
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Europa in rialzo
I mercati azionari europei si preparano a un’apertura in territorio positivo nella giornata di lunedì, estendendo i rialzi della seduta precedente. Il clima favorevole coinvolge anche i mercati globali, con progressi per azioni, metalli preziosi e criptovalute per il secondo giorno consecutivo, dopo una fase caratterizzata da forti vendite e marcata volatilità. I futures sull’Eurostoxx 600 registrano un aumento dello 0,4% intorno alle 8:20 italiane.
Gli investitori restano cauti in attesa di dati chiave dagli Stati Uniti su occupazione e inflazione, previsti nel corso della settimana, oltre a una nuova serie di trimestrali societarie. In Europa l’attenzione sarà rivolta a un ricco calendario di indicatori macroeconomici, tra cui il Pil del Regno Unito, le vendite all’ingrosso in Germania e i dati sulla disoccupazione in Francia.