Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.
La Borsa del 2 febbraio, Piazza Affari parte in quarta a febbraio e chiude a +1%
La nomina del falco Kevin Warsh alla Fed continua a scuotere i mercati. Futures sul Nasdaq pesante per le preoccupazioni legate all’IA
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Giù petrolio e metalli
L’ipotesi di un accordo tra Stati Uniti e Iran pesa sui titoli della Difesa, con Leonardo (-0,6%) e Fincantieri (-0,7%), e alimenta le vendite sul comparto energetico.
Il Brent con scadenza aprile scende del 6,58% a 66,04 dollari al barile, mentre il Wti di marzo arretra del 5% a 61,94 dollari. Forti ribassi anche per il gas, che crolla del 14,6% a 33,5 euro per megawattora. In calo infine i metalli preziosi, pur lontani dai minimi di giornata: l’oro spot scende a 4.665 dollari l’oncia (-4,7%) e l’argento a 78,32 dollari (-8,1%).
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Febbraio parte in quarta, Milano +1%
Le Borse europee partono con slancio nel mese di febbraio, segnando rialzi diffusi e nuovi massimi storici, trainate soprattutto dal comparto finanziario che sostiene Milano e Madrid. Il Ftse Mib torna sui livelli più alti dal dicembre 2000 e chiude in progresso dell’1,05% a 46.005 punti.
Il settore finanziario beneficia dell’effetto Fed, dopo che venerdì scorso il presidente statunitense Donald Trump ha nominato Kevin Warsh nuovo presidente della banca centrale americana. Warsh, considerato il candidato più “falco” tra i possibili successori di Jerome Powell, spinge i mercati a ricalibrare le aspettative verso una politica monetaria meno espansiva rispetto alle recenti previsioni, offrendo al tempo stesso rassicurazioni sull’indipendenza della Fed.
Sul fronte azionario, sono le banche a guidare gli acquisti. A Piazza Affari brillano, oltre ai bancari, anche le assicurazioni, con Unipol (+2,8%) tra i migliori titoli insieme a Bper e Popolare di Sondrio (entrambe +3,5%). Bene anche Banco Bpm (+3,3%) e Banca Mps (+3%). In rialzo anche Generali (+1,7%).
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Milano tira su la testa
Dopo un inizio in sordina, le Borse europee hanno invertito la tendenza e a metà seduta cercano di risalire la china, sostenute anche dal miglioramento dell’attività manifatturiera. Milano segna un progresso di mezzo punto percentuale, con lo spread intorno ai 62 punti.
A Piazza Affari, Intesa Sanpaolo ha ridotto il calo allo 0,27%. La banca ha diffuso i conti in rialzo per il 2025 e il piano industriale al 2029, prevedendo un risultato netto a fine piano in progresso oltre 11,5 miliardi. Tuttavia, questi numeri sono considerati senza sorprese. Tra le banche, Mps (+2,3%) è in testa, con il mercato che valuta la fusione con Mediobanca (+0,9%).
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Scendono Stm e i titoli oil
Sul fronte opposto, i peggiori cali vedono Stmicroelectronics a 22,94 (-3,73%), Tenaris a 18,165 (-3,17%), Prysmian a 97,68 (-2,76%), Eni a 16,784 (-2,57%) e Saipem a 3,034 (-2,41%).
Nome Valore Var % Stmicroelectronics 22,94 -3,73 Tenaris 18,165 -3,17 Prysmian 97,68 -2,76 Eni 16,784 -2,57 Saipem 3,034 -2,41 Intesa Sanpaolo 5,831 -2,26 Bca Pop Sondrio 16,965 -1,45 Fincantieri 15,82 -1,12 Finecobank 22,14 -0,94 Unicredit 72,83 -0,84 -
Scattano Generali e Hera
A Piazza Affari, in avvio, i migliori rialzi sono guidati da Generali a 34,88 euro (+1,42%), seguita da Hera a 4,222 (+1,34%), Inwit a 7,53 (+1,21%), Campari a 6,054 (+1,17%) e Diasorin a 72,82 (+0,89%).
Nome Valore Var % Generali 34,88 +1,42 Hera 4,222 +1,34 Inwit 7,53 +1,21 Campari 6,054 +1,17 Diasorin 72,82 +0,89 Recordati Ord 46,68 +0,73 Brunello Cucinelli 81,14 +0,67 Terna 9,186 +0,66 Snam 5,834 +0,62 A2a 2,554 +0,51 -
Come aprono le Borse
Avvio di seduta debole per le principali Borse europee: Milano apre in calo dello 0,74%. Anche Francoforte (-0,6%), Londra (-0,58%) e Parigi (-0,51%) iniziano la giornata in territorio negativo.
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Intesa Sanpaolo lancia il Piano d’impresa 2026-29
Intesa Sanpaolo imposta il nuovo piano industriale triennale all’insegna di crescita e redditività elevate. Al 2029 il gruppo stima ricavi per 30,7 miliardi, un utile netto oltre 11,5 miliardi e costi sotto controllo a 11,3 miliardi. La banca guidata da Carlo Messina prevede inoltre di distribuire circa 50 miliardi di euro agli azionisti tra il 2025 e il 2029.
Sul fronte dei risultati, Intesa ha chiuso il 2025 con un utile netto di 9,3 miliardi, in aumento del 7,6% rispetto agli 8,7 miliardi del 2024 e sopra i target del piano industriale 2022-2025. Nel quarto trimestre l’utile è stato pari a 1,7 miliardi, contro 1,5 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente.
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Europa attesa in profondo rosso
Le Borse europee sono attese in forte calo all’avvio di seduta, in linea con l’andamento dei listini asiatici: il future sull’Eurostoxx50 segna un -1,18%. In Asia, le vendite sono state guidate dai pesanti ribassi della Corea del Sud (-5,19%) e di Hong Kong (-2,8%), complice la pressione sui titoli legati all’intelligenza artificiale e i segnali di debolezza provenienti dalla Cina. A gennaio, infatti, il PMI manifatturiero è sceso ulteriormente sotto quota 50, indicando una contrazione dell’attività industriale e confermando la fragilità della domanda interna.