L’ipotesi, o meglio l’immaginario caso estremo di chiusura delle scuole, il ritorno alla didattica a distanza e allo smart working, è stata messa da parte. A cancellare dal linguaggio tutto il registro più allarmistico sono stati il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. La DAD, in particolare, non è stata contemplata dal governo in alcun modo.
Ci tiene a sottolinearlo, il ministro Valditara, mettendo un freno allo scenario peggiore in caso di razionamento dei carburanti e alla necessità di ridurre al minimo i consumi energetici. Resta però aperta l’ipotesi di aggiustamenti, qualora si rendessero necessari, anche se sarebbero comunque circoscritti e proporzionali. Il ministro ci tiene a sottolineare che la scuola in presenza non è sacrificabile.
Indice
Ipotesi DAD contro la crisi energetica
Arriva a smorzare la preoccupazione in merito alla didattica a distanza il ministro dell’istruzione Valditara. Dopo le dichiarazioni di Marcello Pacifico, presidente di Anief, l’idea di un ritorno alla DAD ha fatto discutere. Da una parte chi si dice favorevole, anche se come estrema ratio, nel caso servisse diminuire i consumi; dall’altra, come la Rete nazionale per la scuola in presenza, chi si è messo di traverso non di fronte a una proposta, ma anche soltanto all’ipotesi di una chiusura della scuola.
Pacifico, ricordiamo, non ha proposto il ritorno alla didattica a distanza e allo smart working, ma ha messo sul tavolo lo scenario peggiore e quello che sarebbe potuto accadere nel caso la guerra contro l’Iran dovesse creare ancora a lungo un impatto tale sull’energia globale.
Il ministro dell’Istruzione, però, nega fortemente l’ipotesi o anche solo lo scenario del Governo che si siede per discuterla.
Cosa ha detto Valditara sulla DAD
Il ministro Giuseppe Valditara ha rilasciato le proprie dichiarazioni in merito alla didattica a distanza ad Adnkronos. Ha dichiarato con fermezza:
La DAD non è contemplata in alcun modo.
Una posizione che sembra essere confermata anche da altre figure del Governo, come il vicepremier Matteo Salvini. Durante la conferenza presso la sala stampa estera, parlando del tema del caro energia, non solo ha negato l’ipotesi di un razionamento del carburante, ma ha anche escluso la chiusura di scuole e il ritorno allo smart working.
Durante la conferenza ha infatti dichiarato:
Non c’è allo studio nessun piano sul razionamento di carburante, né sulla chiusura di scuole, uffici, fabbriche e negozi.
Il “no” alla DAD dal mondo della scuola
Il no alla DAD arriva anche dal mondo della scuola. È stata bocciata dal sindacato dei dirigenti scolastici, ma anche dagli studenti. Sul portale Skuola.net è stato creato un sondaggio che ha coinvolto oltre 1500 studenti. Il 65% degli intervistati si dice assolutamente contrario al ritorno della didattica a distanza.
Tra i commenti degli studenti c’è amarezza sul fatto che l’istruzione debba essere sempre il settore a pagare per le grandi crisi internazionali. C’è anche chi approva, ovvero il 35% dei votanti, che come motivazione mette proprio il caro-carburante e i rincari sui mezzi di trasporto. Di fronte a questi costi, c’è chi commenta che stare a casa aiuterebbe non poco l’economia familiare. Tra le altre motivazioni il poter dormire un’ora in più, perché non c’è la necessità di uscire e spostarsi con i mezzi, evitando un inquinamento inutile.
La presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, Cristina Costarelli, invece sottolinea il no parlando di un’ipotesi:
Fuori da ogni fondamento. La situazione geopolitica internazionale è sicuramente complessa, c’è una crisi energetica importante, ma non vedo connessioni con questa esigenza della DAD che andrebbe a produrre un risparmio energetico limitatissimo.
Per Costarelli il risparmio prodotto da un solo mese di scuola chiuso sarebbe ridotto rispetto ai danni che ne conseguirebbero a livello didattico, perché si tratta di uno dei periodi più importanti dell’anno.