Disposta l’amministrazione giudiziaria per il marchio di abbigliamento Piazza Italia. Il provvedimento riguarda presunte irregolarità nella gestione della filiera produttiva e, in particolare, l’accusa di aver agevolato lo sfruttamento di manodopera cinese impiegata in aziende terze.
Cos’è l’amministrazione giudiziaria
L’amministrazione giudiziaria è una misura preventiva che consiste nella nomina di uno o più amministratori giudiziari incaricati di affiancare o sostituire temporaneamente il management dell’azienda, con il compito di correggere pratiche ritenute irregolari lungo la filiera produttiva. Il controllo dura fino a quando il tribunale ritiene che le criticità siano state superate.
Si tratta di un provvedimento che può essere applicato anche in assenza di una condanna penale a carico dell’azienda. L’obiettivo non è punire il marchio, ma interrompere meccanismi che favoriscono, anche indirettamente, attività illecite e prevenire la reiterazione di comportamenti dannosi. Nel caso di Piazza Italia, la richiesta è arrivata dalla procura di Prato.
Le contestazioni della procura di Prato
Secondo l’accusa, Piazza Italia, società con sede a Nola, in provincia di Napoli, avrebbe affidato una parte significativa della propria produzione, a partire dal 2022, a due aziende di Prato gestite da cittadini cinesi. Queste imprese sono ora indagate per sfruttamento della manodopera e caporalato.
La procura contesta al marchio una “mancata vigilanza” sulla filiera produttiva. In particolare, secondo gli inquirenti, l’azienda si sarebbe limitata a controllare la qualità del prodotto finito, senza verificare le condizioni di lavoro, i trattamenti retributivi, la sicurezza e gli alloggi delle persone impiegate dalle aziende appaltatrici.
I vantaggi economici contestati a Piazza Italia
Le pratiche contestate avrebbero consentito, sempre secondo la procura, di ridurre in modo significativo i costi di produzione. Questo avrebbe generato margini di guadagno stimati in “circa il 300% rispetto ai costi di produzione”. Un vantaggio economico che, stando all’impianto accusatorio, avrebbe permesso a Piazza Italia di praticare prezzi considerati anticoncorrenziali e di rafforzare la propria posizione sul mercato.
Dati camerali riferiti al 2024 indicano per Piazza Italia un fatturato annuo intorno ai 300 milioni di euro.
I precedenti delle altre aziende di abbigliamento
Negli ultimi anni sono state sottoposte ad amministrazione giudiziaria realtà riconducibili a grandi gruppi della moda, tra cui marchi dei gruppi Dior e Armani, oltre a nomi come Alviero Martini, Valentino e Loro Piana.
il caso Piazza Italia evidenzia l’importanza di sistemi di controllo strutturati lungo tutta la filiera. Non è più sufficiente verificare esclusivamente il prodotto finale. Le autorità giudiziarie richiedono un’attenzione crescente alle condizioni di lavoro, alla sicurezza e alla regolarità dei rapporti contrattuali anche presso fornitori e subfornitori.
L’amministrazione giudiziaria, in questo senso, diventa uno strumento che spinge i marchi a dotarsi di procedure di vigilanza più rigorose. L’esternalizzazione non esonera dalle responsabilità, soprattutto quando genera vantaggi economici significativi a scapito dei diritti dei lavoratori, come sembrerebbe nel caso del marchio Piazza Italia.