Sinner e Alcaraz a Seul, quanto hanno guadagnato al minuto durante la partita

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz protagonisti di un’esibizione a Seul da 2 milioni di euro a testa: quanto hanno guadagnato al minuto

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Un’ora e 48 minuti di tennis, un cachet da circa due milioni di euro a testa e un incasso che, rapportato al tempo trascorso in campo, porta a una cifra che colpisce anche fuori dal contesto sportivo. L’esibizione disputata a Seul da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si traduce infatti in un guadagno stimato di oltre 18.500 euro al minuto per ciascun giocatore. L’incontro, giocato davanti a circa 15.000 spettatori all’Incheon Arena, non aveva valore per il ranking né per le statistiche ufficiali. Proprio per questo rappresenta un esempio chiaro di come il tennis di vertice generi valore anche al di fuori dei tornei tradizionali, grazie alla forza commerciale dei suoi protagonisti.

Il calcolo del guadagno al minuto

Il match è durato complessivamente un’ora e 48 minuti, pari a 108 minuti. A fronte di un compenso stimato in circa due milioni di euro per ciascun atleta, il guadagno medio risulta pari a 18.519 euro al minuto. Una cifra che rende immediatamente l’idea del peso economico di eventi di questo tipo, pensati per mercati emergenti o strategici, dove la presenza di campioni globali diventa un potente strumento di promozione.

Questo tipo di esibizioni rientra in una logica diversa rispetto ai tornei ufficiali: il cachet non dipende dal risultato, ma dalla capacità dei giocatori di attrarre pubblico, sponsor e attenzione mediatica.

Un match pensato per lo spettacolo

In campo, Sinner e Alcaraz hanno dato priorità all’intrattenimento del pubblico. Colpi spettacolari, variazioni di gioco e sorrisi hanno caratterizzato un incontro che si è chiuso in due set a favore dello spagnolo, con il punteggio di 7-5, 7-6.

Il risultato è rimasto sullo sfondo rispetto all’obiettivo principale della serata: offrire uno show di alto livello a un pubblico che raramente può vedere dal vivo i numeri uno del tennis mondiale. L’esibizione è stato soprattutto un passaggio di avvicinamento agli Australian Open, dove inizierà ufficialmente la stagione.

Il ruolo dei biglietti e degli incassi

A rendere ancora più evidente la dimensione economica dell’evento sono stati i prezzi dei biglietti. Le esperienze più esclusive hanno superato i 2.000 euro, con cifre che in alcuni casi vanno oltre quelle richieste per le finali dei tornei Slam. L’esibizione ha ricordato il torneo Six Kings Slam, altro evento che vede coinvolti i migliori tennisti del momento. Anche i settori meno prestigiosi hanno registrato prezzi elevati, con i posti a visibilità ridotta sopra i 90 euro.

La disponibilità limitata e l’alta domanda hanno portato a un rapido esaurimento dei biglietti, confermando l’interesse del pubblico coreano per il tennis di altissimo livello. Questo contesto contribuisce a spiegare come sia possibile sostenere cachet milionari per incontri di poco meno di due ore.

Il valore mediatico di Alcaraz e Sinner

L’arrivo di Sinner e Alcaraz in Corea del Sud è stato accompagnato da un’accoglienza da star, con autografi, fiori e una folla numerosa. In un Paese privo di un torneo maschile di primo piano, la presenza dei due campioni ha assunto un valore simbolico e promozionale. L’evento ha funzionato come una vetrina per il tennis internazionale e come un’occasione per ampliare la base di tifosi, in un periodo in cui il tennis sta raggiungendo anche in Italia record incredibili che gli hanno permesso di superare il calcio.