Euro 2024 e infortuni con la nazionale, quanto incassano i club

Dal 2012 esiste un programma assicurativo per i club che prestano i giocatori per le competizioni con le nazionali, con la Fifa che si impegna a garantire un risarcimento in caso di infortuni

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Luca Bucceri

Giornalista economico-sportivo

Giornalista pubblicista esperto di sport e politica, scrive di cronaca, economia ed attualità. Collabora con diverse testate giornalistiche e redazioni editoriali.

Euro 2024 può essere una fonte di reddito importante per i club, con i giocatori “prestati” che, nel bene o nel male, assicurano alle proprie società dei guadagni. Questo perché più avanti va una nazionale più i club incassano dalla Uefa, ma non solo. Anche in caso di problemi, leggasi infortuni, i club sono assicurati. Un ko fisico, quindi, può fare disperare fino a un certo punto, perché grazie al Fifa Club Protection Programme da anni è ormai attivo un programma di protezione per le società che rilasciano giocatori per le partite della nazionale A elencate nel calendario delle partite internazionali, comprese anche le Olimpiadi. Ma come funziona?

Euro 2024, gioie e dolori

Vi abbiamo già parlato dei guadagni dei club per i giocatori convocati in nazionale per Euro 2024, ma non tutti sanno il meccanismo che c’è dietro. Il calciatore che viene selezionato per giocare per il proprio Paese, che sia per una competizione internazionale o per semplici partite amichevoli, non riceve alcun gettone (compenso) dalla Federazione di riferimento, in quanto l’unica fonte di reddito arriva dal club che lo ha tesserato. Impegni in più, quasi obbligatori a eccezione di condizioni fisiche precarie che possono portare il giocatore o la società proprietaria stessa a declinare l’invito a unirsi alla nazionale.

Di casi di rifiuto di convocazione, ambo le parti, ce ne sono stati tanti e la storia del calcio ne è ricca. Così come è ricca la storia di giocatori partiti alla volta dei ritiri delle proprie nazionali e rientrati in stampelle o incerottati.

E già per Euro 2024 ci sono stati i primi casi. Milik, attaccante della Juventus prestato alla Polonia, si è fermato ancor prima di prendere il volo per la Germania per un grave infortunio al menisco. Sempre per restare a Torino, agli Europei si sono fermati il bianconero Filip Kostic (ko alla prima della Serbia) e il granata Nikola Vlasic. Senza dimenticare il brutto infortunio di Kylian Mbappé con la Francia, con la neo stella del Real Madrid che ha subito la frattura del naso, anche se resterà ancora a disposizione dei transalpini per il prosieguo del torneo.

Insomma, gioie e dolori, soprattutto fisici per i giocatori. Ma nel male, per i club c’è comunque modo di “esultare”.

Come funziona il programma assicurativo

Il Fifa Club Protection Programme, infatti, è di fatto una polizza assicurativa della Fifa che copre il rischio di infortunio dei giocatori durante gare e allenamenti con le squadre nazionali. Entrato in vigore nel 2012 in occasione degli Europei in Polonia e Ucraina, il programma copre tutte le società che rilasciano giocatori per le partite della azionale A elencate nel calendario delle partite internazionali, compresi i Giochi Olimpici.

Come funziona? In pratica la Fifa garantisce un risarcimento ai club nel caso in cui i giocatori della squadra nazionale subiscano una disabilità totale temporanea (TTD) a causa di lesioni fisiche causate da un infortunio. Tra le casistiche, però, non rientrano risarcimenti per malattie, disabilità totale permanente o morte, o qualsiasi costo legato a trattamenti medici. Non rientrano nemmeno l’acutizzarsi di infortuni pregressi o già esistenti, anche se esistono delle eccezioni. Se un giocatore infortunato viene convocato per la fase finale di un torneo, infatti, l’infortunio è coperto se il medico della squadra nazionale e il medico del club concordano per iscritto e provano tramite documentazione medica che il giocatore ha terminato il suo trattamento ed è in grado di riprendere la sua attività.

Il risarcimento spettante al club è per un massimo di 7 milioni di euro, cifra calcolata su base “pro rata” giornaliera (circa 20.000 euro), pagabile per un massimo di 365 giorni dopo i primi 28 giorni di infortunio (i primi 28 giorni non sono coperti). Il risarcimento pagabile si basa sul salario fisso che il club versa direttamente al giocatore.