Torna il buono benzina da 200 euro. Come averlo e fino a quando

Prorogata la misura di aiuto già prevista dal Dl 21/2022 del governo Draghi, e ora estesa al periodo gennaio-marzo 2023.

Il Consiglio dei ministri, su proposta della premier Giorgia Meloni, del Ministro dell’economia Giorgetti e del Ministro delle imprese e del Made in Italy Urso, ha approvato un decreto, già ribattezzato Decreto benzina, che introduce disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del Garante prezzi. Fra le varie misure spicca il ritorno del bonus benzina da 200 euro, già sperimentato dal governo Draghi.

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Bonus benzina 200 euro

Rinnovati, per il primo trimestre del 2023, i buoni benzina per un valore massimo di 200 euro per lavoratore dipendente. Il governo ha deciso che i Bonus benzina da 200 euro ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, per i mesi da gennaio a marzo 2023, non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Dunque il bonus benzina di 200 euro non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente e rappresenta un’ulteriore agevolazione rispetto a quella generale già prevista dall’articolo 51 del Tuir; va quindi conteggiata in maniera separata rispetto agli altri benefit.

Bonus benzina 200 euro, come averlo

Per poter ottenere il bonus benzina da 200 euro non servono requisiti particolari o limiti di reddito, non sarà necessario presentare alcuna domanda. L’agevolazione verrà infatti assegnata in automatico dalle aziende private. La misura è comunque destinata specificatamente ai lavoratori dipendenti di aziende private, con l’erogazione del bonus che resta a discrezione del datore di lavoro.

I lavoratori destinatari del bonus devono essere titolari di reddito di lavoro dipendente. Rientrano nell’ambito di applicazione anche i soggetti che non svolgono un’attività commerciale e i lavoratori autonomi, sempre che dispongano di propri dipendenti. Sono compresi tra i beneficiari anche gli studi professionali. I buoni possono essere corrisposti dal datore di lavoro da subito, senza necessità di preventivi accordi contrattuali.

Bonus benzina 200 euro: doppio binario

I beni e i servizi erogati nel periodo d’imposta dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di 200 euro per uno o più buoni benzina e un valore di 258,23 euro per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina). I lavoratori potranno dunque usufruire dell’incentivo in due modi: attraverso buoni benzina o simili oppure ancora tramite benefit aziendali. In questo caso, se incluso nei piani sindacali, non verrà sommato al limite di non imponibilità dei benefit, pari a 258,23 euro.

In questo secondo caso, se il dipendente sceglie l’opzione del benefit aziendale per usufruire del buono carburante, si potrà usufruire di alcuni vantaggi fiscali. Nel caso in cui il dipendente chieda l’erogazione dei premi di risultato in buoni benzina, invece, il lavoratore avrà diritto all’esenzione da imposta sia per il paniere di beni e servizi offerti fino ad un valore di euro 258,23, sia per i predetti buoni benzina per un valore di 200 euro.

Sciopero benzinai in arrivo

Nel frattempo non si placano le polemiche in scia alle misure adottate martedì dall’esecutivo sul caro benzina: tolta dal tavolo la proroga del taglio delle accise, è stato avviato un percorso di maggior trasparenza e più controlli. Mossa che non è piaciuta ai gestori delle stazioni di servizio che aderiscono a Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc-Confcommercio che hanno chiesto un incontro al governo per fare il punto sulle misure ipotizzando anche uno sciopero dei benzinai per fine mese, non c’è alcuna indicazione sulle date (secondo indiscrezioni, il 25 e 26) nè – al momento – sono state prese decisioni ufficiali.