Tumore al pancreas, dalla Spagna una nuova speranza per la cura grazie a una tripletta di farmaci

La chiave del trattamento usato nello studio coordinato dal professor Mariano Barbacid è la combinazione di 3 farmaci. Per ora è stato sperimentato con successo sui topi, non ci sono ancora le possibilità di procedere con studi clinici sull’uomo

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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Partiamo da una buona notizia. In Italia aumentano le persone vive dopo la diagnosi di tumore del pancreas, una delle neoplasie più difficili da trattare. Nel 2024 erano 23.600, rispetto a 21.200 nel 2021, con un incremento del 10% in 3 anni. Insomma, ci sono passi avanti importanti. Ma in ogni caso si tratta di una forma tumorale potenzialmente molto grave, specie se non si arriva prestissimo con la diagnosi. Soprattutto, non non si registra ancora una diminuzione dei casi, pari a 13.585 (6.873 sono uomini e 6.712 donne) nel nostro Paese nel 2024. E solo in un paziente su 5 la malattia è identificata quando è ancora localizzata ed è possibile procedere con l’asportazione chirurgica, con maggiori possibilità di sopravvivenza.

In questo ambito, però non mancano le novità dalla ricerca come la buona notizia che viene da uno studio spagnolo coordinato da Mariano Barbacid, direttore del gruppo di Oncologia sperimentale presso il Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (Cnio) e pubblicato su PNAS.

Una tripletta di farmaci

Lo studio mostra come nei topi (quindi siamo ancora indietro nel percorso di ricerca) si sia ottenuta l’eliminazione delle cellule tumorali di adenocarcinoma duttale, il più diffuso tumore del pancreas. Il tutto con la riduzione di effetti collaterali. Alla base del trattamento pancreatico dei ricercatori spagnoli ci sono tre farmaci combinati assieme che interferiscono con i meccanismi di crescita delle unità neoplastiche. I target? Per due farmaci EGFR insieme a Stat3, proteine fondamentali per la crescita delle cellule tumorali, e l’altro sull’oncogene KRAS.

Al momento, va detto, non ci sono ancora le possibilità di procedere con studi clinici sull’uomo con queste terapie. Nell’attesa, ricordiamo che è fondamentale conoscere i fattori di rischio e i sintomi della malattia alla loro insorgenza, per ottenere una diagnosi tempestiva. Ad oggi, infatti, non esiste un test standard per la diagnosi precoce nella popolazione generale. Si stanno valutando le opportunità di diagnosi precoce, particolarmente nelle persone più a rischio, anche con l’ausilio di indagini molecolari su prelievi di sangue, i nuovi farmaci che hanno come bersaglio RAS, una delle principali alterazioni molecolari presente nel 90% dei casi di tumori del pancreas, o nuovi approcci di immunoterapia basati su vaccini terapeutici, sono alcuni esempi che fanno ben sperare per il futuro.

Recentemente, in occasione della Giornata mondiale dedicata alla malattia, si è parlato degli sviluppi negli studi ad un convegno tenutosi all’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli.

“Negli ultimi anni si è registrata una crescente vitalità nella ricerca sul tumore del pancreas, grazie soprattutto all’introduzione di nuovi farmaci quali gli inibitori di RAS. La conferma proviene in particolare dall’ultimo Congresso Europeo di Oncologia Medica (ESMO), tenutosi a Berlino lo scorso mese di ottobre, dove sono stati presentati studi clinici i cui risultati aprono nuovi orizzonti per il trattamento di questa patologia che è destinata a diventare nei prossimi trent’anni una delle neoplasie più frequenti”

ha spiegato Antonio Avallone, Direttore della S.C. di Oncologia Medica Addominale – Dipartimento di Oncologia Addominale.

Attenzione ai sintomi sospetti

Il tumore del pancreas è molto insidioso nella sua manifestazione clinica, poiché i sintomi sono spesso atipici, aspecifici e comuni a patologie di grandissima frequenza. Per una corretta e tempestiva diagnosi è fondamentale rivolgersi ad un centro specializzato, come le Pancreas Unit, con un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale predefinito e integrato, personale competente e elevati volumi di trattamento.

“Negli ultimi anni, in Italia, vi è stato un lieve miglioramento della sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi, pari al 11% negli uomini e al 12% nelle donne”

ha commentato Francesco Perrone, Presidente di Fondazione AIOM.

“Ma non basta. Il tumore del pancreas resta una delle grandi sfide per l’oncologia, nella quale abbiamo ancora molta strada da compiere sia in termini di ricerca che di prevenzione. Spesso sintomi come dolore allo stomaco e al dorso, maldigestione e dimagrimento vengono confusi con quelli di altre patologie. Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio, senza dimenticare l’obesità, la sedentarietà, il consumo di alcol e, più in generale, la dieta scorretta. Svolgono un ruolo anche il diabete, la pancreatite cronica e alcune malattie ereditarie”.

Come funziona il pancreas

Il pancreas è un organo fondamentale per il corpo. Sia perché secerne enzimi che consentono la digestione dei cibi, sia perché produce l’insulina e il glucagone, i due ormoni che con azioni opposte tengono sotto controllo il tasso di glucosio nel sangue. E per fortuna non si ammala troppo spesso. Ma se qualcosa non funziona il pancreas, che si trova nell’addome ed ha la forma di un pesce con una grande testa ed una lunga coda, può andare incontro ad infiammazioni particolarmente serie. A volte entra in “tilt” per il blocco della circolazione all’interno dei canali che portano i succhi pancreatici necessari per digerire completamente ed assimilare le proteine, gli zuccheri ed i grassi. In questo caso si può avere una pancreatite acuta, perché gli enzimi, invece che “dedicarsi” al cibo da poco passato attraverso lo stomaco, si scatenano contro le cellule pancreatiche.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.