Pensione anticipata a 64 anni, come lasciare il lavoro nel 2026: nuove regole

Nel 2026 la pensione a 64 anni è possibile, ma solo per contributivi puri con assegno minimo elevato. Requisiti, soglie e cosa cambia nel 2026

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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La pensione anticipata a 64 anni rimane un traguardo raggiungibile anche nel 2026, ma la strada si fa sempre più impervia. Gli ultimi interventi normativi hanno infatti inasprito i requisiti. Questa possibilità è ora riservata a una platea più ristretta di lavoratori

Il principale requisito per andare in pensione prima resta il sistema contributivo puro. Ciò significa che l’importo viene calcolata solo sui contributi versati, senza alcuna quota legata alle ultime retribuzioni.

Chi rientra in questa categoria

Sono i lavoratori che non hanno versato nemmeno un giorno di contributi prima del 1° gennaio 1996, data di entrata in vigore della Riforma Dini. Anche un solo contributo precedente a quella fatidica data fa scattare il sistema “misto”, che prevede una quota retributiva, e preclude questa strada.

Fanno eccezione gli iscritti alla Gestione Separata Inps: per loro, la pensione a 64 anni con il sistema contributivo puro resta un’opzione valida anche con contributi pre-1996.

Per accedere all’anticipo nel 2026, non basta essere “contributivi puri“. Occorre soddisfare un triplo requisito:

  • avere almeno 64 anni compiuti;
  • aver maturato almeno 20 anni di contributi effettivi (non valgono contributi figurativi, volontari o di riscatto per questo specifico requisito);
  • l’assegno pensionistico calcolato deve essere pari ad almeno tre volte l’importo di quello sociale.

Quest’ultimo punto è il più selettivo, in quanto rischia di escludere tutti quei lavoratori che, pur avendo l’età e i contributi, hanno avuto carriere discontinue o retribuzioni medio-basse. Considerando che per il 2026 l’assegno sociale è fissato a 546,24 euro lordi al mese, la soglia da superare è di 1.638,72 euro lordi mensili.

Agevolazioni per le donne

La normativa prevede soglie ridotte dell’importo minimo per le donne con figli:

  • con un figlio, la pensione deve essere almeno 2,8 volte l’assegno sociale (1.529,47 euro).
  • con due o più figli, la soglia scende a 2,6 volte l’assegno sociale (1.420,22 euro).

La novità più significativa e restrittiva introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda la previdenza complementare. Fino al 2025, era possibile sommare la rendita del fondo pensione integrativo all’importo Inps per raggiungere i 1.638 euro. Dal 1° gennaio 2026, questa possibilità viene meno. L’importo minimo dovrà essere garantito esclusivamente dalla pensione pubblica, rendendo l’accesso all’anticipo ancora più difficile per molti.

Cosa fare ora

Il 2026 potrebbe essere uno degli ultimi anni relativamente più favorevoli per la pensione a 64 anni. Il sistema, infatti, è destinato a inasprirsi ulteriormente. Già dal 2027, l’età minima salirà a 64 anni e 1 mese, per poi crescere progressivamente. Inoltre, dal 2030, gli anni di contributi richiesti passeranno dagli attuali 20 a ben 30.

Per chi guarda a questo anno come quello del possibile pensionamento anticipato, l’azione prioritaria è una sola: richiedere il preventivo di pensione all’Inps. Solo conoscendo l’esatto ammontare dell’assegno si può capire se si supera la soglia dell’importo minimo.

In caso di mancato raggiungimento, le opzioni si riducono:

  • posticipare l’uscita, accumulando altri mesi o anni di contributi per aumentare l’assegno;
  • valutare l’accesso ad altre forme di ritiro dal lavoro anticipato;
  • attendere la pensione di vecchiaia, fissata a 67 anni per il 2026.

L’uscita a 64 anni nel 2026 non è un miraggio, ma un traguardo che richiede un profilo contributivo preciso e un assegno pensionistico di tutto rispetto. La stretta normativa segna un deciso cambio di passo, spostando l’asticella più in alto e rendendo la pianificazione previdenziale, anche integrativa, più cruciale che mai.