L’assegno ordinario di invalidità civile per ridotta capacità lavorativa viene assegnato quando un lavoratore non è più in grado di svolgere il proprio impiego perché a causa delle conseguenze fisiche dello stesso o per ragioni psicologiche, la sua capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo. Questo si traduce in un’invalidità civile riconosciuta di almeno il 67%.
L’Aoi è in tutto e per tutto un assegno pensionistico e per questa ragione è soggetto alle normali tassazioni delle pensioni. Tra queste c’è anche l’Irpef, che dal 2026 subirà una modifica con la riduzione dell’aliquota centrale dal 35% al 33%. Il cambiamento avverrà da marzo per ragioni tecniche, e quindi i pensionati potranno ricevere gli arretrati di gennaio e febbraio.
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Con il 67% di invalidità civile si ha diritto alla pensione?
Normalmente, un’invalidità civile al 67% non dà diritto a nessuna pensione. I primi assegni previdenziali per l’invalidità partono dal 74%:
- l’assegno mensile viene erogato se la persona con disabilità si vede riconosciuto un punteggio tra il 74% e il 99%, con alcuni limiti di reddito e in assenza di attività lavorativa;
- la pensione di inabilità totale viene erogata solo a chi ha il 100% di invalidità civile.
La soglia del 67% è comunque importante perché rappresenta una riduzione di più di due terzi della capacità lavorativa. Da questa soglia si può ottenere l’assegno ordinario di invalidità per le persone con ridotta capacità lavorativa (Aoi). Oltre al 67% di invalidità civile, bisogna anche aver maturato almeno cinque anni di assicurazione e 260 contributi settimanali per ottenere questo trattamento.
Come funziona l’assegno ordinario di invalidità civile
L’Aoi non è una normale pensione. Non viene assegnato a vita ed è soggetto a numerose revisioni. In particolare:
- vale per tre anni e va riconfermato;
- dopo tre riconoscimenti consecutivi, viene confermato automaticamente;
- viene erogato in misura ridotta se il richiedente continua a lavorare.
Inoltre, l’Aoi si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia quando il ricevente raggiunge l’età pensionabile, ammesso che abbia tutti i requisiti per ottenere un altro assegno previdenziale.
Per richiederlo è necessario presentare domanda online sul sito dell’Inps, una volta che sono stati verificati i requisiti. L’Aoi è un trattamento previdenziale, quindi, come ogni altra pensione, ha una cifra lorda sulla quale si pagano diverse tasse, prima tra tutte l’Irpef.
Chi percepisce l’Aoi riceverà gli arretrati a marzo 2026?
Proprio l’Irpef subirà una modifica a partire da marzo 2026. La Manovra finanziaria approvata alla fine dello scorso anno prevede infatti una riduzione di questa imposta. L’aliquota dello scaglione tra i 28mila e i 50mila euro di reddito lordo passerà dal 35% al 33%. Un cambiamento valido per tutto il 2026, ma che avrà effetto soltanto da marzo per ragioni tecniche.
In questo mese però, i lavoratori e i pensionati che avrebbero ricevuto una riduzione delle tasse a gennaio e a febbraio riceveranno gli arretrati validi per quei mesi. Il risultato sarà uno stipendio o un assegno pensionistico più alto del normale.
Questo vale anche per chi percepisce l’Aoi, ma a una condizione: che abbia un imponibile lordo annuo che rientri nello scaglione tra i 28mila e i 50mila euro. Più la pensione sarà vicina a 50mila euro annui lordi, più gli arretrati saranno alti. Al contrario, con meno di 28mila euro di pensione, gli effetti di questa riforma saranno nulli.