Dal 1° gennaio 2026, le tariffe autostradali hanno subito il consueto adeguamento all’inflazione. Il Ministero dei Trasporti ha comunicato un aumento medio dell‘1,5%, in linea con l’indice di inflazione programmata.
Tuttavia, un’analisi condotta da Altroconsumo su 38 tratte della rete nazionale restituisce un quadro diverso: l’incremento medio effettivo rilevato è dell’1,1%, con rincari distribuiti in modo disomogeneo sul territorio. Un impatto che, seppur contenuto, rischia di gravare notevolmente sulle spese di chi l’autostrada la percorre ogni giorno.
Aumenti diffusi e di entità variabile
Nella maggior parte dei casi esaminati, il rincaro si traduce concretamente in 10 o 20 centesimi in più a tratta. L’impatto percentuale risulta più marcato su alcuni collegamenti molto trafficati del Nord Italia, come Dalmine-Milano Est, Bergamo-Milano Est o Trento Nord-Bolzano Sud, dove si supera anche il 2%.
- A1 Firenze Sud-Roma Nord – 0,30 euro;
- A14 Napoli-Bari Nord – 0,30 euro;
- A14-A1 Bologna Casalecchio-Firenze Nord – 0,20 euro;
- A4 Torino Rondissone-Novara Ovest – 0,20 euro;
- A1-A24 Napoli Nord-Roma Est – 0,20 euro;
- A14 San Lazzaro di Savena-Ancona Nord – 0,20 euro;
- A4 Agrate Brianza-Milano – 0,10 euro;
- A4 Dalmine-Milano Est – 0,10 euro;
- A4 Bergamo-Milano Est – 0,10 euro;
- A22 Trento Nord-Bolzano Sud – 0,10 euro;
- A24 Valmontone-Roma Est – 0,10 euro;
- A1 Civitavecchia-Roma Sud – 0,10 euro;
- A4 Verona Est-Padova Ovest – 0,10 euro;
- A14 San Lazzaro di Savena-Ravenna – 0,10 euro;
- A22 Trento Centro-Verona Nord – 0,10 euro;
- A16 Napoli-Benevento – 0,10 euro;
- A4 Novara Est-Ghisolfa – 0,10 euro;
- A14 San Lazzaro di Savena-Rimini Nord – 0,10 euro;
- A14 Bologna Borgo Panigale-Verona Sud – 0,10 euro;
- A14 Ancona Sud-Pescara Nord – 0,10 euro;
- A7 Genova Bolzaneto-Milano Ovest – 0,10 euro;
- A4 Milano Est-Venezia Mestre – 0,10 euro.
Le seguenti tratte invece non hanno registrato aumenti:
- A14 Bologna Borgo Panigale-Modena Sud;
- A8 Malpensa T1-Milano;
- A4 Capriate-Milano Est;
- A8 Varese-Milano Nord;
- A20 Messina-Buonfornello;
- A4 Cavenago-Milano Est;
- A18 Catania Nord-Messina;
- A20 Messina-Milazzo;
- A2-A3 Napoli-Cosenza;
- A4 Venezia Mestre-Padova Est;
- A7 Pavia-Milano Est;
- A14 Pescara Nord-Roma Est;
- A1 Ponzano Romano-Roma Nord;
- A21 Torino-Asti Ovest;
- A24 Teramo-L’Aquila Est;
- A24 Tivoli-Roma Est.
L’effetto sui pendolari
Sembrano pochi centesimi, ma il problema emerge guardando al medio-lungo periodo. Per pendolari, lavoratori e piccoli operatori economici costretti a usare l’autostrada quotidianamente, quei 10, 20 o 30 centesimi a viaggio diventano una spesa annua rilevante.
Sommandoli per tutti i giorni lavorativi dell’anno, si arriva facilmente a decine, se non a un centinaio, di euro in più all’anno per famiglia. Una cifra significativa, che si aggiunge a un costo della mobilità già elevato e che spesso viene sostenuta in assenza di alternative di trasporto pubblico efficienti.
Le autostrade più care d’Italia: il costo ogni 100 km
Per avere una visione più chiara del carico reale dei pedaggi, un indicatore fondamentale è il costo ogni 100 chilometri. Questo parametro permette di confrontare tratte di lunghezza diversa e fotografa il costo strutturale della rete. L’analisi di Altroconsumo evidenzia situazioni critiche:
- A4 Novara Est-Milano Ghisolfa – 14,08 euro;
- A4 Torino Rondissone-Novara Ovest – 13,86 euro;
- A24 Tivoli-Roma Est – 10,48 euro;
- A24 Teramo-L’Aquila Est – 10,59 euro;
- A2-A3 Napoli-Cosenza – 10,45 euro;
- A14 Pescara Nord-Roma Est – 10,29 euro;
- A24 Valmontone-Roma Est – 9,55 euro;
- A21 Torino-Asti Ovest – 9,29 euro;
- A14-A1 Bologna Casalecchio-Firenze Nord – 9,18 euro;
- A4 Agrate Brianza-Milano – 8,10 euro.
L’indagine rivela anche la mancanza di uniformità del sistema. Circa un terzo delle tratte analizzate non registra alcun aumento nel 2026. Si riscontrano differenze marcate tra Nord, Centro e Sud, con il caso particolare della Sicilia, dove alcune autostrade restano a pedaggio gratuito.
Ne emerge un panorama frammentato, in cui il costo per l’utente non sempre riflette in modo chiaro e coerente la qualità del servizio o dell’infrastruttura offerta.