Matrimoni stranieri in Italia in aumento: 1,1 mld di spesa, +3 mln di pernottamenti

Il turismo dei matrimoni vola : 16.700 eventi stranieri e 1,1 miliardi di fatturato, con gli USA primo mercato e la Toscana meta regina.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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L’Italia si conferma la meta più scelta per i matrimoni stranieri, diventati un potente motore di crescita per l’economia turistica. Non sono più eventi organizzati da una nicchia glamour, ma un segmento strutturale, capace di attivare filiere ad alto valore aggiunto, distribuire ricchezza sui territori e sostenere la destagionalizzazione dei flussi.

Matrimoni stranieri in Italia: cosa dicono i dati

Nel 2025 le celebrazioni di coppie straniere in Italia hanno raggiunto quota 16.700 eventi, generando oltre 1,1 miliardi di euro di fatturato e più di 3 milioni di pernottamenti.  È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy, commissionato da Convention Bureau Italia e presentato a Roma.

Gli eventi sono cresciuti del 9,8% rispetto all’anno precedente, così come gli incassi generati (+19,6% nel 2025), coinvolgendo altri comparti come hospitality di fascia alta, catering, location storiche, trasporti, servizi fotografici, flower designer, musicisti, artigiani, noleggi e professionisti della pianificazione.

Quanto spendono gli stranieri per sposarsi in Italia

La spesa media per evento si attesta a 67mila euro (+8,9%). Si tratta quindi di un turismo ad alta capacità di spesa e con un impatto moltiplicatore significativo, basti pensare agli oltre 3 milioni di pernottamenti generati tra invitati, familiari e staff organizzativo. Questo significa riempire camere in resort, ville, agriturismi di charme e hotel cinque stelle, ma anche alimentare l’indotto della ristorazione e dei servizi locali.

Stati Uniti leader, ma crescono i mercati long haul

La domanda estera resta estremamente solida. Gli Stati Uniti guidano il mercato con il 31,7% delle richieste complessive, confermandosi il primo bacino di provenienza. Seguono Regno Unito e Germania, mercati storicamente legati alla destinazione Italia. Tuttavia, anche i mercati a lungo raggio, come Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi, India e Cina mostrano segnali estremamente positivi.

Il mercato domestico: 369 milioni e 800mila persone coinvolte

Accanto al segmento internazionale, cresce anche il domestic destination wedding, ovvero i matrimoni celebrati da coppie italiane fuori dalla propria regione di residenza. Nel 2025 questo comparto ha generato 369 milioni di euro (+6,5%), con circa 8.500 eventi e il coinvolgimento di 800mila persone.

Il budget medio si attesta a 43.400 euro, inferiore rispetto a quello delle coppie straniere ma comunque significativo. Anche in questo caso emerge la riscoperta di borghi, dimore storiche e destinazioni di prossimità.

 Le mete preferite

Se la Toscana rimane la regione più ambita, seguita da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia, è interessante osservare la mappa dettagliata delle preferenze. Il podio delle location più richieste vede protagonisti il Lago di Como, la Costiera Amalfitana e il Chianti.

Queste aree rappresentano l’essenza dell’immaginario internazionale sull’Italia: paesaggi iconici, patrimonio storico, eccellenze enogastronomiche, scenari cinematografici. Ma il fenomeno non si esaurisce nelle mete più celebri. Il destination wedding sta diventando uno strumento di decentralizzazione turistica.

Borghi medievali, ville storiche in campagna, masserie pugliesi, vigneti e dimore storiche vengono preferiti ai centri urbani affollati. Questo comporta una redistribuzione della spesa verso territori secondari, spesso lontani dai circuiti del turismo di massa. In termini economici, significa attivare economie locali, sostenere occupazione qualificata e valorizzare il patrimonio diffuso.

Sebbene i mesi estivi restino predominanti, cresce infatti la quota di celebrazioni nell’ultimo trimestre dell’anno. Questo dimostra che l’Italia è percepita come attrattiva dodici mesi l’anno e che il wedding può contribuire a riempire le spalle stagionali, stabilizzando i ricavi delle imprese turistiche.