Jake La Furia, nome d’arte di Francesco Vigorelli, è uno dei protagonisti della scena rap italiana. Dai successi con i Club Dogo alla carriera da solista, passando per la radio e la televisione, ha costruito un percorso professionale che gli ha permesso di affiancare alla musica diverse fonti di reddito. Giudice di X Factor dal 2024, la sua partecipazione al talent gli permette di avere un ulteriore compenso da aggiungere all’attività principale che lo ha reso famoso in tutto il Paese.
Indice
Chi è Jake La Furia e come ha iniziato la carriera
Francesco Vigorelli, conosciuto dal pubblico come Jake La Furia, è nato a Milano il 25 febbraio 1979. Si è avvicinato alla cultura hip hop negli anni Novanta, iniziando con il writing, cioè la realizzazione di graffiti, prima di dedicarsi sempre più alla musica e alla scrittura dei testi rap.
Le prime esperienze musicali sono legate alle Sacre Scuole, gruppo formato insieme a Guè e Dargen D’Amico. Nel 2001, dopo la fine di quell’esperienza, Jake e Guè danno vita ai Club Dogo con il produttore Don Joe. La formazione diventa progressivamente uno dei riferimenti del rap italiano, grazie a un linguaggio diretto e a una produzione musicale capace di raggiungere un pubblico sempre più ampio. Il successo arriva attraverso album come Mi Fist, Vile denaro, Dogocrazia e Che bello essere noi. Il gruppo contribuisce a portare l’hip hop milanese oltre la dimensione underground, costruendo nel tempo un seguito importante anche dal punto di vista commerciale.
Dopo una lunga fase di attività e il successivo allontanamento dalle scene come gruppo, i Club Dogo tornano insieme nel 2024 con un nuovo album omonimo. La reunion comprende anche una serie di concerti sold out al Forum di Assago e un evento allo stadio San Siro di Milano, confermando la forza commerciale del marchio.
La carriera da solista e i guadagni dalla musica
Parallelamente all’attività con i Club Dogo, Jake La Furia ha sviluppato una carriera individuale. Il suo primo album da solista, Musica Commerciale, è uscito nel 2013 ed è stato seguito da Fuori da qui nel 2016. Nel 2020 ha pubblicato 17 insieme a Emis Killa, mentre nel 2022 è arrivato Ferro del mestiere. Nel 2025 ha proseguito il proprio percorso con Fame.
Questa attività rappresenta una componente importante delle sue entrate. Per un artista affermato, infatti, i ricavi non derivano soltanto dalla vendita degli album o dagli ascolti sulle piattaforme digitali, ma anche dai diritti d’autore, dalle royalties, dai concerti e dalle collaborazioni con altri musicisti.
Il ritorno dei Club Dogo ha inoltre riportato il repertorio del gruppo al centro dell’attenzione del pubblico, creando nuove opportunità attraverso la musica dal vivo e la valorizzazione del catalogo storico.
Jake La Furia, quanto vale il patrimonio: i numeri della società
Per comprendere meglio la situazione economica del rapper è utile osservare i risultati della sua attività imprenditoriale. Francesco Vigorelli è infatti proprietario al 100% di LaFuria Srl, società milanese costituita nel 2018 e attiva nel settore delle edizioni musicali.
Secondo i dati riportati da Affaritaliani il 10 settembre 2026, il bilancio della società relativo al 2025 si è chiuso con ricavi pari a 871mila euro, in diminuzione rispetto agli 1,07 milioni registrati nell’esercizio precedente. Anche l’utile ha evidenziato una flessione significativa, passando dai 434mila euro del 2024 a 130mila euro nel 2025. Il bilancio evidenzia inoltre un patrimonio netto di circa 1,3 milioni di euro e debiti per 190mila euro.
Radio e televisione: le altre fonti di reddito
La musica però non è l’unico ambito in cui Jake La Furia lavora. Nel corso degli anni il rapper ha ampliato la propria presenza nel mondo dello spettacolo, affiancando ai dischi esperienze radiofoniche e televisive. È legato a Radio 105, dove ha lavorato come conduttore, e ha partecipato a diversi programmi televisivi. Nel 2017 ha condotto Carpool Karaoke nella versione italiana e ha preso parte a StraFactor. Successivamente ha lavorato anche per Sky Sport con Goal Deejay.
Dal 2024 è inoltre entrato nella giuria di X Factor, ruolo che ha contribuito a renderlo riconoscibile anche a un pubblico meno vicino alla scena rap. La partecipazione al talent rappresenta un’ulteriore attività professionale e le cifre circolate parlano di un cachet di circa 5mila euro a puntata.