Il Dl Bollette (Dl 21/2026) mette nel mirino il telemarketing selvaggio, nel tentativo di porvi rimedio una volta per tutte.
Le nuove norme approvate in Commissione alla Camera introducono una novità: senza consenso esplicito preventivo il telefono non può più essere usato per vendere contratti di luce e gas. Il testo sarà all’esame dell’Aula a Montecitorio lunedì 30 marzo e poi ci sarà il passaggio in Senato.
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Telemarketing, cosa cambia davvero con il Dl Bollette
La stretta, l’ennesima, punta a colpire il fenomeno delle chiamate indesiderate e delle vendite aggressive, spesso ai limiti della legalità, che hanno trasformato il teleselling energetico in uno dei comparti più critici per la tutela dei consumatori.
Per il settore telecomunicazioni (telefonia e internet) non c’è lo stesso divieto e continuano a valere le norme generali su privacy e consenso a partire da Gdpr e Registro pubblico delle opposizioni. Anche nel settore bancario non cambia nulla: è noto che oggi avere poca liquidità sul conto corrente espone l’utente a una proliferazione di telefonate con proposte di prestiti. Lo stesso accade quando la liquidità supera una certa soglia: dal proprio operatore bancario arrivano telefonate con la proposta di stipulare contratti e investimenti di varia natura. E non sempre si tratta delle soluzioni migliori per l’utente.
Per quanto riguarda i contratti di luce e gas questo significa che:
- le aziende non potranno più contattare utenti senza un consenso preventivo chiaro e verificabile;
- i contratti conclusi telefonicamente senza autorizzazione saranno automaticamente nulli;
- il venditore dovrà dimostrare di aver ottenuto il consenso (inversione dell’onere della prova).
Il quadro è stato ribaltato: finora era il consumatore a dover dimostrare di non aver accettato un’offerta. Ora la responsabilità si sposta sulle aziende.
Addio al telemarketing selvaggio
Le nuove regole introducono anche strumenti operativi molto concreti per colpire gli abusi:
- numero identificabile obbligatorio con ogni chiamata commerciale che dovrà provenire da un’utenza riconoscibile;
- possibilità per l’Agcom di bloccare immediatamente le linee utilizzate per chiamate illegali;
- segnalazioni dirette da parte degli utenti al Garante per la protezione dei dati personali e alla stessa Agcom.
Questo sistema crea una filiera di controllo più stringente che combina prevenzione, tracciabilità e sanzione.
Quando il telemarketing resta legale
Con le novità del Dl Bollette il telemarketing non scompare del tutto ma viene profondamente ridefinito, con le chiamate commerciali degli operatori di call center restano consentite solo in due casi:
- richiesta esplicita dell’utente ad esempio tramite un sito web o un form;
- rapporto commerciale già esistente ma solo se il cliente ha dato uno specifico consenso a ricevere offerte telefoniche.
In tutti gli altri casi il contatto telefonico diventa illegittimo.
Come cambia il mercato del teleselling
Secondo le associazioni dei consumatori, le nuove norme rappresentano una sorta di “tsunami” per il settore del telemarketing energetico. Il copyright di tale affermazione è dell’Associazione Consumatori Consumerismo no profit.
Le conseguenze attese sono:
- riduzione drastica delle chiamate indesiderate;
- maggiore trasparenza nelle offerte;
- fine delle pratiche commerciali aggressive o ingannevoli;
- ristrutturazione delle reti di vendita telefonica.
Ora le aziende dovranno utilizzare sistemi certificati di raccolta del consenso e una revisione completa delle strategie commerciali.
Il Dl Bollette
Il giro di vite sul telemarketing arriva all’interno di un provvedimento più ampio sulle bollette, che include anche misure energetiche come la proroga delle centrali a carbone. Ma per quanto riguarda la quotidianità dei cittadini è proprio la parte sulle chiamate commerciali a segnare il punto di svolta nei rapporti tra grandi aziende, cittadini ed eventuali intermediari.