Sconti online non regolari, 6 su 10 potrebbero ingannare il consumatore

L'analisi di Altroconsumo rivela che la maggior parte degli e-commerce ignora le regole su come segnalare gli sconti online

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Spesso agli sconti online è difficile resistere, soprattutto se segnalati in grande e con il colore rosso. Sembrano richiamare immediatamente l’idea di risparmio, ma non sempre è così. Altroconsumo ha condotto un’indagine su 208 siti per verificare se questi applicassero correttamente le regole in materia di sconti.

Ormai da più di due anni, infatti, è in vigore il Codice del Consumo che stabilisce come lo sconto debba essere reso il più chiaro possibile, indicando anche il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti la riduzione. Il cliente deve essere messo a conoscenza del fatto che quel prezzo sia davvero conveniente. Dall’analisi condotta emerge però che 6 portali su 10 continuano a non mostrare il periodo di riferimento e a non indicare correttamente il prezzo più basso.

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Sconti online: 6 su 10 non rispettano la legge

C’è un obbligo di legge, ricorda Altroconsumo, ma nonostante ciò il 62% dei 208 siti di e-commerce analizzati non segnala in maniera regolare le riduzioni di prezzo.

Nello specifico, il 21% non indica correttamente il prezzo di riferimento dello sconto, ma lo calcola sulla base del prezzo medio o del prezzo consigliato. Inoltre, il 41% non indica alcun dato se non il prezzo pieno sbarrato e quello scontato.

Si tratta di percentuali importanti che Altroconsumo ha deciso di inviare all’Antitrust per valutare un intervento contro queste pratiche scorrette.

Come dovrebbe essere segnalato uno sconto

L’Antitrust potrebbe effettivamente prendere in considerazione l’indagine condotta, partendo dall’obbligo dei siti di rispettare le modifiche al Codice del Consumo entrate in vigore il 1° luglio 2023.

L’articolo 17-bis specifica chiaramente come debba essere indicato lo sconto. Ogni annuncio di riduzione deve indicare il prezzo precedente applicato dal professionista per un determinato periodo di tempo prima dell’applicazione della riduzione.

Non si può quindi decidere arbitrariamente come segnalare una promozione: c’è un iter ben preciso per tutelare i consumatori ed evitare truffe basate su sconti gonfiati o prezzi aumentati poco prima della promozione per falsificare la percezione di convenienza.

L’articolo 17-bis specifica che:

  • ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti;
  • per i prodotti sul mercato da meno di 30 giorni, deve essere indicato il periodo di tempo a cui si riferisce il prezzo precedente;
  • il venditore può indicare altri prezzi (come il listino o il prezzo medio) solo in aggiunta al prezzo più basso dei 30 giorni e senza creare confusione;
  • in caso di sconti progressivi, è sufficiente indicare il prezzo antecedente alla prima riduzione, se fa parte della stessa campagna.

Esempi di sconti giusti e sconti sbagliati

Mettiamoci dalla parte del consumatore: come si capisce se uno sconto è corretto? Nella maggior parte dei casi gli sconti online mostrano il prezzo pieno sbarrato accanto a quello scontato. In questo caso spesso non viene dichiarato se il riferimento è al prezzo più basso degli ultimi 30 giorni o a quello di listino.

Molto spesso il prezzo scontato appare in rosso con la percentuale di risparmio (-7%, -24%, ecc.). La sensazione è quella di risparmiare, ma non vengono rispettati tutti i requisiti della normativa.

In altri casi viene indicato solo il “prezzo consigliato” rispetto a quello di vendita. Il prezzo scontato segnalato in maniera corretta per permettere un acquisto consapevole è invece il seguente:

18,99 euro IVA inclusa – prezzo più basso degli ultimi 30 giorni: 29,99 euro (-37%).

O ancora:

195 euro – prezzo minimo nei 30 giorni precedenti: 526,99 euro. Sconto valido per le prossime 24 ore.