Blocco aereo per la guerra in Iran, come ottenere il rimborso del volo cancellato

Oltre 2 milioni di passeggeri a terra per il conflitto in Iran, ma si possono ottenere i rimborsi per legge

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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In seguito all’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, il trasporto internazionale si è bloccato. Il conflitto ha innescato una crisi quasi senza precedenti per il settore aereo globale, simile a quanto accaduto durante la pandemia di coronavirus. La chiusura improvvisa delle rotte tra Europa e Asia ha lasciato nell’immediato circa 2 milioni di passeggeri a terra.

Il blocco dei cieli sopra l’Iran e le aree limitrofe, dovuto anche al rischio di possibili contatti con missili e droni, ha già generato un danno stimato per il comparto turistico di oltre 5 miliardi di dollari in pochi giorni. Oltre al blocco dei voli, tra ritardi e cancellazioni, le compagnie aeree devono gestire una mole enorme di richieste di rimborso. Da parte loro i viaggiatori, rimasti bloccati nei Paesi coinvolti nel conflitto o che dovevano transitare attraverso le rotte interessate, devono sapere in che modo muoversi per recuperare il soldi investiti nel viaggio. La guerra viene classificata però come “circostanza straordinaria” e per questo non sempre è possibile ottenere indennizzi aggiuntivi, soprattutto in assenza di specifiche polizze assicurative o altre tutele.

Blocco dei voli: danni per persone e compagnie

L’attuale situazione ha creato un blocco dei voli nell’area del Golfo. Il conflitto ha infatti cancellato o ritardato i piani di viaggio di almeno 2,3 milioni di passeggeri in soli quattro giorni. Si tratta di un costo enorme per le compagnie aeree, stimato in diversi miliardi di dollari tra mancati ricavi, costi di assistenza per sistemare i viaggiatori in hotel e minor introito dovuto al blocco del trasporto merci.

Il settore turistico rappresenta un caso a parte: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Arabia Saudita stimano una perdita di circa 5 miliardi di dollari. Non si tratta di cifre definitive, poiché il blocco dei movimenti aerei e il calo del turismo stanno proseguendo (non è ancora chiaro per quanto le operazioni andranno avanti), ma soprattutto perché anche chi viaggia verso altre direzioni con scali o rotte alternative subirà le conseguenze economiche del conflitto.

Quando si ha diritto al rimborso del biglietto aereo

Proseguono le sospensioni dei voli da e per le zone coinvolte, come ad esempio Dubai. Anche se alcuni Paesi sono riusciti ad aprire nuovi corridoi, l’intera zona resta sconsigliata almeno fino al 6 marzo, secondo quanto dichiarato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa).

Nel frattempo, molti passeggeri hanno chiesto il rimborso dopo essersi visti annullare il viaggio senza una nuova data di imbarco. Il diritto al rimborso del prezzo pagato per il biglietto scatta sempre nel momento in cui la compagnia aerea cancella il volo. È vero, però, che nel caso specifico si tratta di un evento straordinario, ovvero una causa di forza maggiore indipendente dalla volontà del vettore.

L’azienda è comunque obbligata a fornire al passeggero una scelta tra la restituzione della somma, da accreditare entro i tempi stabiliti, o la prenotazione di un nuovo volo appena possibile. Anche nel caso si scelga di viaggiare con un’altra compagnia per necessità, dopo l’annullamento del primo volo, è possibile richiedere il rimborso del titolo non goduto, ma in quel caso le tempistiche per ottenerlo potrebbero allungarsi.

La differenza tra rimborso e risarcimento

È fondamentale distinguere tra rimborso e risarcimento. Il rimborso è la restituzione di quanto pagato. Questo è sempre richiedibile in caso di cancellazione. In caso di ritardo prolungato si può ottenere una forma di rimborso, ma la quota varia a seconda dell’entità del disservizio. In genere, i ritardi permettono di ottenere rimborsi relativi alle prenotazioni a terra (mezzi, attività e hotel) perse proprio a causa dell’attesa.

Diverso è il risarcimento, che è una vera e propria compensazione pecuniaria. In questo caso specifico non è possibile richiederlo, perché la guerra è una “circostanza straordinaria”.

Attenzione: in caso di cancellazione volontaria, ovvero se il passeggero decide di annullare il viaggio prima della comunicazione ufficiale della compagnia, si perde il diritto al rimborso integrale e si rischia di dover pagare le penali previste dalla tariffa.

Come ottenere un rimborso per i biglietti aerei

La procedura per ottenere il rimborso richiede l’utilizzo dei canali digitali della compagnia o dell’intermediario. È possibile inoltrare la richiesta anche se ci si trova ancora in aeroporto tramite i portali web o le app ufficiali.

In alcuni aeroporti sono stati attivati sportelli dedicati per gestire i flussi dei passeggeri coinvolti nel blocco iraniano. È bene sempre conservare tutte le ricevute dei pagamenti effettuati per necessità (come hotel, pasti e trasporti sostitutivi), così da richiederne il rimborso totale alla compagnia insieme a quello del volo cancellato.

La situazione appare più semplice nel caso di pacchetti vacanza, se c’è un intermediario, del rimborso si occupa direttamente l’agenzia o il tour operator. Infine, rimane la questione delle polizze assicurative. Queste possono coprire eventi bellici o chiusura degli spazi aerei, ma solitamente si tratta di clausole presenti solo in polizze “Plus” o “Premium”, raramente incluse in quelle standard.