A poche ore dalla scadenza del 28 febbraio per la presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), diversi utenti hanno segnalato rallentamenti e difficoltà di accesso al portale unico Isee dell’INPS. La piattaforma, utilizzata per aggiornare l’indicatore necessario al calcolo di numerose prestazioni sociali, ha registrato tempi di risposta più lunghi rispetto agli standard abituali. Secondo le segnalazioni raccolte, per ogni informazione inserita o per il caricamento di un dato sarebbero stati necessari fino a 30 minuti di attesa, contro i circa 30 secondi normalmente richiesti nelle settimane precedenti. Il rallentamento sarebbe legato all’elevato numero di accessi concentrati negli ultimi giorni utili prima della scadenza.
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Il rinnovo della Dichiarazione sostitutiva unica
Entro il 28 febbraio va presentata la Dichiarazione sostitutiva unica per ottenere subito l’Isee aggiornato e beneficiare delle nuove regole introdotte con la Legge di Bilancio 2026. L’aggiornamento dell’indicatore resta decisivo soprattutto per il calcolo dell’Assegno Unico e Universale per i figli. Ogni anno una parte consistente delle famiglie concentra l’invio della Dsu nelle ultime settimane di febbraio. Secondo i dati dell’Osservatorio statistico dell’INPS, circa il 65% dei nuclei beneficiari presenta la dichiarazione aggiornata nel primo trimestre dell’anno. Questo picco di accessi può determinare un sovraccarico temporaneo dei sistemi.
La scadenza del 28 febbraio e perché è importante
La data del 28 febbraio rappresenta un passaggio chiave per chi percepisce l’Assegno Unico. Presentare la Dsu entro questa scadenza consente di ottenere l’importo corretto fin dalle prime mensilità dell’anno, sulla base delle nuove soglie aggiornate. L’importo dell’Assegno Unico è infatti modulato in base all’Isee del nucleo familiare. Le soglie previste per il 2026 indicano che:
- con Isee fino a 17.468,51 euro si ha diritto all’importo massimo di 203,80 euro mensili per ciascun figlio minorenne;
- l’importo decresce progressivamente all’aumentare dell’Isee;
- oltre 46.582,71 euro si applica l’importo minimo di 58,30 euro al mese per figlio.
Per il 2026, complice la rivalutazione Istat dell’1,4%, l’importo minimo mensile è fissato a 58,30 euro per ciascun figlio. L’aggiornamento dell’Isee consente quindi di accedere alle fasce più alte del beneficio e alle eventuali maggiorazioni previste.
Oltre all’importo base, sono riconosciute maggiorazioni specifiche. È previsto un incremento forfettario di 150 euro al mese per le famiglie con almeno quattro figli. Per i figli fino a 1 anno di età è riconosciuta una maggiorazione del 50%. Lo stesso aumento del 50% si applica ai figli fino a 3 anni nei nuclei con almeno tre figli, a condizione che l’Isee non superi 46.582,71 euro. Queste maggiorazioni vengono riconosciute solo in presenza di una Dsu aggiornata e valida.
Cosa succede se non si aggiorna la Dsu
In assenza di una Dsu valida, l’INPS procede comunque all’erogazione dell’Assegno Unico, ma nella misura minima prevista dalla normativa, senza applicare le maggiorazioni.
Questo significa che, indipendentemente dalla reale situazione economica del nucleo familiare, l’importo riconosciuto sarà pari a 58,30 euro mensili per ciascun figlio nel 2026. L’eventuale differenza rispetto all’importo spettante in base all’Isee aggiornato potrà essere recuperata solo dopo la presentazione della nuova dichiarazione.
Il mancato aggiornamento può quindi comportare una riduzione temporanea del beneficio mensile. Per questo motivo l’aggiornamento dell’Isee resta un passaggio centrale per chi intende percepire l’assegno nella misura piena fin dall’inizio dell’anno.