Il primo “fishing for litter” italiano: così si pescano i rifiuti

Si chiama Ogyre ed è una startup italiana, fondata da Antonio Augeri e Andrea Faldella, che ha avviato un circuito virtuoso per il recupero dei rifiuti in mare

Foto di Matteo Paolini

Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Si chiama Ogyre ed è una startup tutta italiana, fondata nel 2021, a vocazione sociale che ha l’obiettivo di ripulire i mari dai rifiuti, differenziarli e reintrodurre la plastica in un circuito virtuoso di economia circolare per donarle nuova vita. Il modello utilizzato è quello del “fishing for litter” che prevede l’aiuto di un network di pescatori, regolarmente pagati per il servizio svolto e sollevati dagli oneri di conferimento dei rifiuti, che “pescano” i rifiuti dal mare e li riportano a riva. Questi, grazie al contributo di alcune ONG vengono poi stoccati, differenziati per essere riciclati e trasformati in nuovo materiale.

Ogyre, la startup nata per salvare i mari

Come detto, Ogyre è una startup italiana innovativa a vocazione sociale ed è stata fondata da Antonio Augeri e Andrea Faldella. Il nome deriva da “ocean gyres”, ovvero le correnti oceaniche che sono fondamentali per l’ecosistema e che oggi sono purtroppo note ai più solo perché con i loro movimenti intrappolano la plastica in enormi isole di rifiuti di plastica che si trovano in mare.

L’obiettivo di Ogyre è quello che queste correnti tornino ad essere un circolo virtuoso e vitale per l’oceano. È per questo che ha creato una catena del valore sostenibile e trasparente che, grazie al coinvolgimento dei pescatori, è in grado di raccogliere la plastica dai mari. L’idea della startup italiana è quella di dare a tutti la possibilità di contribuire per il raggiungimento dell’obiettivo, direttamente, tramite la raccolta di plastica dal mare, oppure attraverso l’acquisto dei suoi prodotti realizzati con materiali riciclati.

La campagna di raccolta fondi

Ogyre ha l’ambizione di raccogliere 4 milioni di chilogrammi di plastica dal mare entro il 2025. Per farlo ha lanciato una campagna crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd, la più importante piattaforma italiana per operazioni di equity crowdfunding che permette di investire nelle migliori startup e Pmi italiane. Grazie alla partecipazione di partner istituzionali come Illumina e B-Heroes e al contributo di un pool di investitori privati, è riuscita ad ottenere un aumento di capitale di oltre 500 mila euro.

Il denaro raccolto verrà investito da Ogyre su tre diverse aree:

  • ampliamento del network di pescatori e di porti a livello internazionale, obiettivo, raggiungere entro il 2025 una flotta di 5 mila pescherecci in tutto il mondo
  • miglioramento della tecnologia della piattaforma in modo da ottimizzarla in ottica b2c, in modo da permettere a ogni individuo di contribuire attraverso il supporto diretto a uno o più pescatori, sia in ottica b2b per abilitare progetti di sostenibilità dedicati alle aziende
  • espansione del team di Ogyre

Il fishing for litter

L’attività del fishing for litter può essere declinata in diversi modi a seconda del paese. In Italia viene svolta durante la normale attività di pesca. Tutti i rifiuti che rimangono intrappolati nelle reti, o pescati accidentalmente, vengono differenziati in appositi contenitori a bordo dei pescherecci e conferiti a terra ai partner e alle ONG del circuito.

Questi si occupano poi di conferire i materiali nei vari centri di raccolta e, quando possibile, vengono riciclati per produrre nuovi prodotti. Come ad esempio giacche e i costumi realizzati grazie alla plastica recuperata in mare. In altri paesi come Brasile e Indonesia, i pescatori vengono invece pagati per uscire appositamente in mare per raccogliere rifiuti, una sorta di attività alternativa alla pesca.