Rottamazione quinquies per chi ha pagato la quater, la proposta di FdI

L'emendamento FdI al Milleproroghe punta ad allargare la rottamazione quinquies ai contribuenti in regola con la quater. Scadenze e regole

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento al decreto Milleproroghe per estendere la platea della cosiddetta rottamazione quinquies, la nuova sanatoria dei debiti fiscali e contributivi. La proposta del deputato Andrea Volpi mira a includere anche i contribuenti che risultano in regola con i pagamenti della precedente rottamazione quater, una categoria ora esclusa.

Intanto, la quinquies è già partita: dal 20 gennaio l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha aperto il portale per le domande, che dovranno essere presentate entro il 30 aprile 2026.

Cosa dice l’emendamento

Secondo l’emendamento, Fratelli d’Italia chiede di allargare la rottamazione anche a coloro che hanno pagato quanto dovuto nella quater, ma che attualmente non possono usufruire della nuova agevolazione.

Anche durante la discussione sulla legge di bilancio FdI e Lega avevano avanzato proposte simili, ma si erano scontrati con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che aveva detto no. La proposta è sul tavolo, ma l’iter legislativo è ancora lungo: l’emendamento dovrà passare alle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, per poi essere votato in Aula.

Chi è escluso dalla rottamazione quinquies

Mentre si attende l’esito della proposta di FdI, la rottamazione quinquies è già operativa dal 20 gennaio scorso, con un portale dedicato gestito dall’Agenzia. Tuttavia, l’accesso alla misura presenta limitazioni significative.

Sono attualmente esclusi:

  • i contribuenti che hanno rispettato il piano di rateizzazione della quater;
  • i debiti derivanti da accertamenti (avvisi per redditi non dichiarati, atti di registro, successioni);
  • i tributi locali come Imu, Tasi e Tari, a meno che il Comune non aderisca volontariamente;
  • le multe della polizia locale (municipale o provinciale);
  • i contributi a casse professionali (Inarcassa, Cassa Forense, Inpgi);
  • il bollo auto.

Una nota a parte meritano i tributi locali: alcuni Comuni, come Gioia Tauro e Nardò, hanno già annunciato l’adesione volontaria alla rottamazione. Gli enti locali hanno tempo fino al 28 febbraio per deliberare l’adesione attraverso il Bilancio di previsione, ma i grandi centri urbani sono riluttanti a partecipare.

Come funziona la misura

La rottamazione quinquies consente di sanare i debiti affidati all’Agenzia tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, presentando domanda entro il 30 aprile 2026. Il vantaggio principale consiste nell’azzeramento di sanzioni e interessi di mora: si paga solo il capitale originario, più le spese di notifica e procedure esecutive.

Le opzioni di pagamento sono due:

  • soluzione unica entro il 31 luglio 2026, senza interessi aggiuntivi;
  • rateizzazione fino a 9 anni (54 rate bimestrali), con il primo pagamento il 31 luglio 2026 e l’ultimo il 31 maggio 2035. In questo caso si applica un interesse annuo del 3%.

Non solo ogni rata non può essere inferiore a 100 euro, ma la misura si dimostra più rigida della quater per quanto riguarda le decadenze. Basta il mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) per perdere tutti i benefici, con conseguente ripristino del debito originario completo di sanzioni e interessi.

L’adesione avviene solo online, attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Chi dispone di Spid, Cie o Cns può accedere all’area personale, visualizzare l’intera posizione debitoria e selezionare i carichi da sanare. Per gli sprovvisti di identità digitale è disponibile una procedura semplificata tramite area pubblica, con conferma della domanda entro 72 ore via email.