Modello 730 per la dichiarazione dei redditi 2026, scadenza e novità per bonus e detrazioni

L'Agenzia delle Entrate ha reso noti i nuovi modelli 730 per presentare la dichiarazione dei redditi. Ecco le novità più rilevanti

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

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Dalle bozze dei modelli della dichiarazione dei redditi 2026 che l’Agenzia delle Entrate ha reso note si inizia a comprendere come si dovranno muovere i contribuenti quando dovranno presentare i nuovi modelli. I documenti recepiscono le novità che sono state introdotte dall’ultima Legge di Bilancio e della riforma fiscale che il legislatore sta portando avanti.

Le scadenze del Modello 730/2026

La dichiarazione dei redditi percepiti nel corso del 2025 deve essere effettuata attraverso il Modello 730/2026: questo documento è importante, oltre che per comunicare i proventi che sono stati percepiti lo scorso anno, per recuperare le detrazioni, come quelle relative alle spese mediche e agli interessi passivi dei mutui.

Le scadenze principali del 2026 sono:

  • il 30 aprile, che è la data nella quale l’Agenzia delle Entrate rende disponibile il 730 Precompilato sul proprio portale;
  • il 30 settembre, ossia il termine ultimo per inviare il Modello 730 (sia quello ordinario che quello precompilato).

Dichiarazione dei redditi con le nuove aliquote Irpef

Una delle principali novità di quest’anno è il consolidamento del sistema Irpef in tre scaglioni, a cui si aggiunge un’importante riduzione per la fascia media, per la quale è stato introdotto un taglio dell’aliquota di 2 punti percentuali.

Nella tabella vediamo riportiamo la situazione aggiornata ad oggi.

Fascia di reddito annua Aliquota 2025 (Redditi 2026) Variazione
Fino a 28.000 euro 23% Invariata
Da 28.001 euro a 50.000 euro 33% -2% (era 35%)
Oltre 50.000 euro 43% Invariata

Le nuove aliquote Irpef, ovviamente, hanno un impatto diretto sulle imposte che i contribuenti devono pagare: il passaggio dello scaglione intermedio dall’aliquota al 35% a quella del 32% permette di ottenere un risparmio di 440 euro annui per quanti hanno un reddito annuo pari a 50.000 euro.

Confermata e resa definitiva la fusione dei primi due scaglioni (un tempo erano al 23% e 25%) in un’unica fascia al 23% fino a 28.000 euro.

Limitazioni alle detrazioni

L’effetto positivo delle nuove aliquote, per chi ha i redditi più elevati, è mitigato dalla revisione delle detrazioni. Le nuove disposizioni fiscali, infatti, prevedono un taglio lineare delle detrazioni al 19% per quanti dovessero guadagnare più di 75.000 euro, che vanno a esaurirsi man mano che si arriva a 100.ooo euro.

Dal taglio delle detrazioni rimangono escluse le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui.

La gestione dei familiari a carico

Una delle voci più importanti da gestire all’interno della dichiarazione dei redditi riguarda i familiari a carico. La materia, in questo caso, è stata profondamente trasformata dall’introduzione dell’assegno unico. Ma vediamo nel dettaglio come deve essere gestita questa voce quest’anno.

Limiti di reddito

Per essere considerato fiscalmente a carico, un familiare deve avere un reddito complessivo inferiore a:

  • 4.000,00 euro se è un figlio con un’età pari o inferiore a 24 anni;
  • 2.840,51 euro nel caso in cui sia un figlio con un’età superiore a 24 anni o un qualsiasi altro familiare, come il coniuge, i genitori, i fratelli o le sorelle.

Assegno unico e universale per figli a carico

A partire dal 2022 la detrazione fiscale classica in busta paga o nel Modello 730 per i figli è stata quasi interamente sostituita dall’assegno unico e universale:

  • per quelli con un’età inferiore a 21 anni non si ha più diritto alla detrazione per i figli a carico, ma devono essere indicati nel prospetto dei familiari a carico per poter fruire delle detrazioni per le spese mediche, scolastiche e sportive;
  • per i figli con più di 21 anni tornano ad essere applicabili le detrazioni fiscali, purché rispettino i limiti di reddito visti in precedenza.

Ricordiamo che la detrazione per i figli a carico di età compresa tra 21 e 30 anni non è una cifra fissa, ma un importo teorico che diminuisce man mano che il reddito del genitore aumenta: la detrazione teorica è pari a 950 euro per ciascun figlio, ma non si riceverà questa cifra.

L’importo diminuisce all’aumentare del reddito secondo la formula:

950 * [(95.000 – Reddito Complessivo) / 95.000]

Detrazioni per altri familiari

Per il coniuge (non legalmente separato) e gli altri familiari conviventi (o per i quali il contribuente dovesse versare degli assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria), spettano detrazioni d’imposta, che decrescono all’aumentare del tuo reddito complessivo, fino ad azzerarsi sopra gli 80.000 euro.

Spese detraibili al 19%

Anche quando un figlio a carico ha un’età inferiore a 21 anni, benché il contribuente non abbia diritto alla detrazione teorica di 950 euro, ha pur sempre la possibilità di recuperare il 19% delle spese sostenute nel 2025 per:

  • l’istruzione, dall’asilo nido fino all’università;
  • l’attività sportiva dei ragazzi che hanno un’età compresa tra 5 e 18 anni;
  • le spese mediche e farmaceutiche;
  • gli abbonamenti al trasporto pubblico.

Welfare aziendale

Tra le novità che i nuovi modelli recepiscono ci sono anche quelle che coinvolgono il welfare aziendale. Una delle novità più rilevanti è stata la stabilizzazione, almeno per il triennio 2025-27, delle soglie più elevate per i fringe benefit esentasse, che adesso sono:

  • 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti.
  • 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.

Ricordiamo che i fringe benefit sono dei beni o dei servizi che i datori di lavoro erogano ai propri dipendenti oltre allo stipendio. Al loro interno rientrano dei beni e dei servizi classici, come possono essere i buoni spesa o carburante, ma anche i rimborsi per utenze domestiche, l’affitto dell’abitazione principale e gli interessi sul mutuo prima casa.

Agevolazioni affitti e bonus edilizi

Nei nuovi modelli della dichiarazione dei redditi trovano spazio i quadri per gestire le seguenti agevolazioni:

  • bonus affitto neoassunti;
  • detrazione affitto giovani.

Il bonus affitto neoassunti è destinato ai dipendenti che hanno trasferito la propria residenza oltre 100 chilometri. La misura prevede un rimborso esentasse dall’azienda fino a 5.000 euro per pagare il canone di locazione. La detrazione affitto giovani, ammonta invece fino a 2.000 euro per chi ha un reddito inferiore a 15.493,71 euro.

Sono state aggiornate le percentuali per il bonus ristrutturazioni (50% per la prima casa, 36% per le altre) e il bonus mobili con tetto a 5.000 euro.