Il bonus caldaie 2026 non c’è, ma è possibile sostituirlo con altre agevolazioni

Il bonus caldaie vero e proprio nel 2026 non c'è, ma è possibile utilizzare altre misure per sostituire i generatori di calore in casa

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

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Stop alle agevolazioni per gli impianti che funzionano esclusivamente a gas, ma via libera agli incentivi per chi adotta delle tecnologie più efficienti come sistemi ibridi, pompe di calore elettriche: possiamo sintetizzare in questo modo il nuovo volto che ha assunto il bonus caldaie lo scorso anno.

Una misura che, andando a ben vedere, non esiste come a se stante, ma a cui è possibile accedere passando da altre agevolazioni, come il bonus ristrutturazioni, l’Ecobonus e il Conto Termico 3.0. Queste permettono di accedere ad aliquote di detrazioni differenti, a seconda dell’intervento che viene effettuato e dell’immobile coinvolto nel lavoro.

Bonus caldaie sì, ma stop agli incentivi per quelle a gas

L’Italia, a partire dal 1° gennaio 2025, ha recepito le indicazioni contenute all’interno della Direttiva Europea Case Green. Ha dunque abolito le agevolazioni fiscali per le caldaie a condensazione, che sono alimentate esclusivamente a gas metano o Gpl.

Le famiglie non hanno più la possibilità di accedere agli incentivi per i modelli stand-alone a combustibile fossile. Nel dettaglio lo stop coinvolge:

  • le caldaie a condensazione a gas semplici, che in precedenza erano incentivate al 50% o al 65%;
  • le caldaie a camera stagna o aperta;
  • qualsiasi generatore di calore che si basi solo e soltanto sul gas fossile.

Cosa è possibile incentivare nel 2026

L’intento del legislatore europeo è stato quello di incentivare delle tecnologie che contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale o che utilizzino delle fonti rinnovabili. Se da un lato lo stop alle caldaie a gas ha chiuso la porta su molti modelli, è pur vero che le alternative non mancano.

Sistemi Ibridi

Incentivabili con i vari bonus caldaie, i sistemi ibridi costituiscono la più importante soluzione di transizione prevista per il 2026. Sono composti da una pompa di calore elettrica e da una caldaia a condensazione.

Per ottenere le agevolazioni è necessario ricorrere all’Ecobonus e al Conto Termico 3.0.

Pompe di calore (aria-acqua, geotermiche).

La sostituzione di un vecchio impianto con una pompa di calore permette di ottenere una serie di incentivi fiscali.

Anche in questo caso è necessario ricorrere al Conto Termico 3.0 e all’Ecobonus.

Caldaie a biomassa, alimentate a legna o a pellet

Le caldaie a biomassa e le stufe permettono di ottenere alcuni incentivi, ma devono rispettare dei requisiti di emissione particolarmente severi: devono essere a 5 stelle ambientali.

L’accesso alle agevolazioni passa attraverso il bonus ristrutturazioni e il Conto Termico 3.0.

Solare termico e scaldacqua a pompa di calore

Quando si tratta della semplice produzione di acqua calda sanitaria:

  • per l’installazione dei pannelli solari termici è prevista una detrazione al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili;
  • per i scaldacqua a pompa di calore, con i quali vengono sostituiti i vecchi boiler elettrici, il Conto Termico 3.0 riconosce un incentivo fisso che oscilla tra i 400 e i 700 euro, a seconda della capacità.

Caldaie Hydrogen-Ready e biometano

Alcune agevolazioni sono previste per la sostituzione delle caldaie a gas con modelli certificati per funzionare con gas verdi, come biometano e miscele di idrogeno. Nel caso in cui si dovesse adottare questa soluzione, è bene ricordare che queste tecnologie devono rispondere ai nuovi standard europei per non essere considerati fossili.

Il bonus caldaie può essere ottenuto attraverso l’Ecobonus, il Conto termico 3.0 e il bonus ristrutturazioni.

Come ottenere il bonus caldaie con le altre agevolazioni

Come abbiamo visto per accedere al bonus caldaie è necessario passare attraverso tre diversi incentivi:

  • il conto Termico 3.0;
  • l’Ecobonus;
  • il bonus ristrutturazioni.

Conto Termico 3.0

Ad introdurre il Conto Termico 3.0 è stato il Decreto Ministeriale del 7 agosto 2025: la misura è entrata ufficialmente in vigore il 25 dicembre 2025 e, in un certo senso, costituisce una nuova era per gli incentivi che sono gestiti direttamente dal Gse per quest’anno.

Questa misura si differenzia dalle detrazioni fiscali che si riescono ad ottenere con le altre agevolazioni – che si recuperano nell’arco di 10 anni -, perché è un contributo a fondo perduto, il quale viene erogato direttamente sul conto corrente del richiedente.

Nel 2026, con il passaggio alla versione 3.0, sono stati introdotti alcuni importanti cambiamenti, che hanno permesso di ampliare le tecnologie incentivate e semplificato l’accesso:

  • è stata innalzata la soglia della rata unica, che adesso permette di ricevere dei contributi fino a 15.000 euro in un’unica soluzione (il limite, in precedenza, era a 5.000 euro);
  • vengono incentivati in modo specifico i sistemi ibridi e le soluzioni add-on, che sono delle pompe di calore integrate su impianti esistenti;
  • è stata ampliata la platea dei potenziali beneficiari, che comprende, oltre ai privati e alla Pubblica amministrazione, gli enti del terzo settore e le comunità energetiche rinnovabili.

Ecobonus

Per favorire il raggiungimento degli obiettivi europei fissati dalla direttiva Case Green, l’Ecobonus nel 2026 ha subito una profonda trasformazione. Sono state cambiate le aliquote:

  • per gli interventi effettuati sulla prima casa è stata fissata al 50%;
  • per le seconde case è fissata al 30%.

Il limite di spesa massimo varia a seconda dell’intervento che viene effettuato: per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, generalmente, è fissato a 30.000 euro.

Per non perdere l’incentivo è necessario trasmettere i dati dell’intervento all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori (è necessario effettuare una trasmissione telematica attraverso il Portale Enea Detrazioni Fiscali).

Bonus ristrutturazioni

Da un punto di vista strettamente formale il bonus ristrutturazioni permette di accedere alle stesse detrazioni dell’Ecobonus (aliquota al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili).

A differenza della precedente misura, sostituire il generatore di calore risulta più semplice, perché è sufficiente effettuare un intervento di manutenzione straordinaria: la sostituzione di una caldaia con una di tipo diverso rientra in questa tipologia di lavoro.

Continua ad essere obbligatorio effettuare la comunicazione all’Enea per il monitoraggio del risparmio energetico, ma non sono previste delle complicate asseverazioni tecniche complesse come per l’Ecobonus.

Per le spese sostenute nel 2026 con il bonus ristrutturazioni (e anche per l’Ecobonus) valgono le seguenti regole:

  • la detrazione Irpef viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo;
  • lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili, ma sarà necessario pagare quanto dovuto e recuperare gli importi n dichiarazione dei redditi;
  • è obbligatorio effettuare il bonifico parlante.