Spagna, Governo va giù sui decreti casa: Sánchez scioglie il Parlamento e anticipa le elezioni

Il Primo Ministro spagnolo annuncia elezioni anticipate, previste per il 29 novembre: il Governo è caduto dopo la bocciatura di due decreti per placare la crisi abitativa.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato la convocazione di elezioni anticipate per il 29 novembre 2026, durante un discorso ufficiale al Palazzo della Moncloa.

Il Parlamento spagnolo è stato sciolto con 9 mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale, al termine di un fine settimana di intense consultazioni con i membri dell’esecutivo.

Perché Sánchez ha sciolto il Parlamento

A far cadere uno dei governi d’Europa più popolari per la sinistra del Vecchio Continente è stata la risposta all’emergenza abitativa, che ha creato una frattura insanabile con i separatisti catalani di Junts.

Nella Regione spagnola che fa capo a Barcellona, da anni le contraddizioni del turismo come voce preponderante dell’economia si riversano sulla popolazione locale. Affittare e comprare casa nella capitale catalana presenta le medesime difficoltà che si riscontrano a Milano. Il Governo avrebbe voluto contrastare il caro-affitti dall’alto per evitare il ripresentarsi di casi come quello dell’ottantaseienne Mariacarmen Abascal a Madrid, sfrattata perché non più in grado di sostenere il canone.

Le istanze d’indipendenza dal Governo centrale hanno però pesato più della crisi abitativa: i parlamentari di Junts si sono alleati con Partido Popular e Vox, bocciando i decreti d’urgenza sulla casa e mettendo in minoranza Sánchez.

Migliaia in piazza per il diritto all’abitare

Il blocco parlamentare ha innescato una vasta mobilitazione popolare a sostegno delle misure promosse dall’esecutivo. Durante le giornate del 3 e del 4 ottobre, migliaia di cittadini sono scesi in piazza nelle principali città spagnole per rivendicare il diritto all’abitare e chiedere interventi incisivi contro il carocasa.

Anche le strade di Barcellona si sono riempite di manifestanti: un segnale chiaro di come una parte consistente della popolazione stia mettendo in discussione i benefici della turistificazione e contestando la scelta dei propri rappresentanti politici in Parlamento.

Il commento di Sánchez

Nel corso dell’intervento alla Moncloa, Sánchez ha riconosciuto di aver commesso errori e di non essere riuscito a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Il Presidente del Governo ha poi rivolto un appello diretto all’elettorato, chiedendo ai cittadini di scegliere se:

aderire all’ondata di estrema destra che sta causando regressione ovunque governi […] o formare una maggioranza progressista più ampia per garantire che la Spagna rimanga un baluardo di apertura, giustizia sociale, pace e prosperità.