Dl Aiuti bis, si sblocca il decreto: tutte le novità

Il provvedimento da 17 miliardi è stato approvato al Senato dopo il voto unanime delle commissioni Bilancio e Finanze

Via libera definitivo al Dl Aiuti bis grazie all’accordo raggiunto tra Governo e maggioranza. In attesa della conversione in legge alla Camera prima della scadenza dell’8 ottobre, il provvedimento da circa da 17 miliardi di euro è stato approvato al Senato con 182 voti favorevoli, nessuno contrario e 21 astenuti. Il semaforo verde è arrivato dopo il “voto unanime” delle commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama sull’emendamento che rivede il tanto discusso meccanismo della cessione del credito nel Superbonus.

Intanto, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, hanno firmato un nuovo decreto interministeriale che proroga ancora una volta il taglio delle accise sui carburanti (qui quanto e fino a quando costeranno meno benzina, gasolio e GPL).

Dl Aiuti bis, tutte le novità: il Superbonus

Decisiva per sbloccare il provvedimento incagliato in commissione è stata infatti l’approvazione dell’emendamento che permette di riformulare la responsabilità sui crediti fiscali ceduti per i bonus edilizi e per il superbonus 110%, che scatterà adesso solo in presenza di dolo o colpa grave (qui abbiamo riportato la novità sulla cessione del credito per il Superbonus).

Inoltre, il decreto stabilisce che “per i crediti maturati prima dell’introduzione degli obblighi di acquisizione dei visti di conformità, delle asseverazioni e delle attestazioni richieste dalla normativa (quindi prima del decreto di novembre 2021 che li ha stabiliti, ndr.), il cedente – a condizione che sia un soggetto diverso da banche e intermediari finanziari, da società appartenenti a un gruppo bancario iscritto all’albo o da imprese di assicurazione – acquisisce, ora per allora, ai fini della limitazione a favore del cessionario della responsabilità in solido ai soli casi di dolo e colpa grave, la documentazione richiesta” (qui avevamo parlato del rischio caos in vista delle scadenze sul Superbonus del 30 settembre).

Dl Aiuti bis, tutte le novità: proroga dello smart working

Una delle novità più importanti introdotte nel decreto riguarda la proroga fino a fine anno dello smart working per i lavoratori fragili e i genitori di figli fino a 14 anni. La norma scaduta il 31 luglio era rimasta finora fuori dal provvedimento per problemi di copertura (qui avevamo riportato le ultime sullo stallo sulla proroga dello smart working).

Dl Aiuti bis, tutte le novità: stabilizzazione assunzioni Pnrr

Rimanendo in ambito lavorativo il Dl Aiuti bis prevede anche la stabilizzazione dal 1 gennaio 2027 del personale assunto dalla Pa con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato per l’attuazione del Pnrr, “previo colloquio e all’esito della valutazione positiva dell’attività lavorativa svolta”.

Dl Aiuti bis, tutte le novità: il docente esperto

Altra misura controversa che ha bloccato l’approvazione del decreto è quella sulla figura del “docente esperto”, infine cancellata: i docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili saranno “stabilmente incentivati” (per un importo pari a 5.650 euro l’anno). Un sistema di progressione di carriera sarà precisato in sede di contrattazione collettiva.

Dl Aiuti bis, tutte le novità: il Copasir

Il testo definitivo del Dl Aiuti bis stabilisce inoltre l‘istituzione di un Copasir provvisorio all’inizio di ogni legislatura: fino alla nomina dei nuovi componenti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, le relative funzioni sono esercitate da un Comitato provvisorio costituito dai membri del Comitato della precedente legislatura che siano stati rieletti in una delle Camere, che termina il proprio compito venti giorni dopo il voto di fiducia al Governo.

Dl Aiuti bis, tutte le novità: le pensioni

Con l’approvazione del decreto sale il limite di impignorabilità delle pensioni. “Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro” si legge nell’emendamento approvato in merito.

Dl Aiuti bis, tutte le novità: via il tetto degli stipendi pubblici

Infine una novità che ha scatenato la polemica tra il Governo e i partiti, con Palazzo Chigi che ha manifestato il suo “disappunto” e le forze politiche che hanno rimpallato all’esecutivo la responsabilità: la deroga sul tetto massimo di 240mila euro agli stipendi pubblici.

Si tratterebbe di una norma che dà il via libera a “un trattamento economico accessorio”, per una serie di figure apicali della Pubblica amministrazione:

  • il capo della Polizia – direttore generale della Pubblica sicurezza;
  • il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri;
  • il comandante generale della Guardia di finanza;
  • il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap);
  • il capo di stato maggiore della Difesa;
  • i capi di stato maggiore di Forza armata;
  • il comandante del comando operativo di Vertice interforze;
  • il comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto;
  • i capi dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri;
  • il segretario generale della residenza del Consiglio dei ministri e i segretari generali dei ministeri.