L’Istat ha rivisto al ribasso le stime dell’inflazione. I prezzi a febbraio variano su base mensile dello +0,7%, mentre su base annuale del +1,5%. La stima preliminare era di +1,6% su base annua e +0,8% su base mensile. In particolar modo è stato rivisto al ribasso il carrello della spesa, che passa da +2,2% a +2,0%.
L’inflazione di fondo passa invece da +1,7% a +2,4%, mentre quella per i soli beni energetici da +1,9% a +2,5%. Secondo il Codacons, però, le stime sull’inflazione di febbraio sono già “preistoria”, perché superate dall’effetto Iran sui prezzi al dettaglio. I dati di febbraio, scrivono, risentono dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, mentre la crisi in Medio Oriente si sentirà a marzo, quando per le famiglie ci sarà un aggravio delle spese annue pari a oltre 685 euro per nucleo con due figli.
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Istat conferma l’aumento dell’inflazione
Istat ha rilasciato i dati dell’inflazione registrata a febbraio. L’indice nazionale dei prezzi al consumo segna una variazione del +0,7% su base mensile e del +1,5% su base annua. Si tratta di un aumento, ma comunque rivisto al ribasso rispetto alle stime preliminari che segnavano rispettivamente +1,6% su base annua e +0,8% su base mensile.
È stato rivisto al ribasso il carrello della spesa, che ora segna +2,0% (dal +2,2% precedente), ma sono altri i dati che fanno preoccupare.
Inflazione di fondo a +2,4%
Variazione anche per l’inflazione di fondo si intende l’indicatore economico che misura l’aumento dei prezzi escludendo quelli volatili, ovvero quelli energetici e alimentari freschi. Si tratta di due comparti fortemente colpiti dalla crisi in Medio Oriente, ma secondo il Codacons l’aumento di questi è slegato dalla crisi. I dati di febbraio sarebbero relativi agli aumenti rispetto all’evento di Milano Cortina 2026. Rincari peggiori saranno invece visibili nei dati di marzo.
In ogni caso, l’inflazione di fondo aumenta e passa dal +1,7% al +2,4%. Quella al netto dei soli beni energetici passa dal +1,9% al +2,5%.
L’Istat scrive che la sensibile accelerazione è dovuta all’evoluzione dei prezzi:
- dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che segnano +4,9%;
- dei servizi relativi ai trasporti, che segnano +2,9%;
- degli alimentari non lavorati, che segnano +3,7%.
Aumenta invece la flessione dei prezzi degli energetici, che segnano un calo del -6,6%.
Quale sarà l’effetto “Iran” sulla spesa
Il Codacons, in una nota, scrive che i dati Istat sull’inflazione di febbraio sono “preistoria”. Questi infatti sarebbero stati superati dall’effetto della guerra scatenata contro l’Iran, che pesa molto di più sui prezzi al dettaglio. Sempre secondo il Codacons, questi effetti si faranno sentire soprattutto a partire da marzo.
I dati relativi a febbraio sono, invece, dovuti ai rincari in occasione dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Il dato pubblicato da Istat il 17 marzo, quindi, non presenta ancora gli effetti della crisi in Medio Oriente.
Anche così, l’inflazione al +1,5% si traduce in un aggravio di spesa pari a 496 euro annui per le famiglie “tipo” e a 685 euro per un nucleo con due figli.
I settori con i rincari maggiori
Secondo le analisi del Codacons, i settori che hanno aumentato maggiormente i prezzi sono:
- alberghi e motel +15,8% annuo (+13,3% rispetto al mese precedente);
- prezzi dei biglietti aerei per i voli nazionali +37,8% annuo (+22,6% rispetto al mese precedente);
- eventi sportivi +7,2% su base annua.
Sono tutti settori che ruotano intorno a eventi sportivi come le Olimpiadi invernali. Questi, nel mese di marzo, torneranno a scendere, mentre si faranno sentire i rincari dovuti alla crisi energetica, dai prezzi dei carburanti al settore alimentare.
Il Codacons scrive:
Insomma, il peggio deve ancora venire.