Spread Btp Bund a 97 punti base, rendimenti oltre il 4% a pochi giorni dalle aste

Nuovo balzo dello spread tra Btp e Bund, che sfiora i 100 punti mentre tutti i rendimenti europei salgono: è l'impatto della crisi energetica sui mercati obbligazionari

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è ulteriormente aumentato in apertura del 23 marzo. Il differenziale è arrivato a 97 punti, con i rendimenti dei buoni del Tesoro a 10 anni a una media del 4,02%. È l’effetto dell’instabilità causata dalla guerra in Medio Oriente e dalla crisi energetica che ne è emersa, a cui il nostro Paese è particolarmente esposto.

Il resto d’Europa infatti, pur in difficoltà, risulta meno colpito da questo aumento della volatilità dei mercati finanziari. A partire da mercoledì, inoltre, il Tesoro inizierà a mettere all’asta Btp e Bot nelle emissioni di fine mese, mentre i rendimenti rischiano di essere i più alti del 2026.

Spread Btp-Bund a 97, rischio ritorno oltre i 100 punti base

L’aumento dello spread fatto segnare tra l’apertura di venerdì 20 e quella di lunedì 23 dai Btp benchmark italiani a 10 anni è di 17 punti base. Un picco avvenuto in gran parte nella giornata di venerdì, che è però continuato in apertura della settimana, con un ulteriore rialzo di cinque punti. Tutti i progressi fatti nell’ultimo anno dai titoli di Stato italiani per avvicinarsi ai rendimenti di quelli tedeschi sono stati vanificati. Rispetto a marzo scorso, lo spread è calato solo dell’8%.

Il motivo principale per cui i mercati hanno reagito così improvvisamente alla guerra in Iran, specialmente sui titoli di debito del nostro Paese, è l’esposizione dell’Italia alla crisi energetica. Rispetto agli altri Paesi europei, il mix energetico italiano è molto più dipendente dal gas. Ogni variazione del prezzo di questa materia prima ha quindi un impatto più sensibile sulla nostra economica. Anche i rincari del petrolio si sentono maggiormente: l’Italia è uno dei Paesi europei in cui la mobilità elettrica è meno sviluppata.

Spagna e Francia reggono: perché soffrono meno dell’Italia

Per queste stesse ragioni, i titoli di Stato Spagna e Francia non stanno reagendo nello stesso modo di quelli italiani a questa crisi energetica. I Bonos di Madrid, pur in rialzo nei rendimenti, hanno mantenuto uno spread di 56, solo sei punti più alto di quello fatto segnare nella giornata di venerdì. Il governo Sánchez ha annunciato un piano da 5 miliardi per contenere i rincari, basato sullo sfruttamento della rete rinnovabile del Paese.

Rendimenti all’apertura del 23 marzo
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,06%
Btp italiani 4,02% 97
Oat francesi 3,79% 74
Bonos spagnoli 3,61% 56

Gli Oat francesi, allo stesso modo, hanno subito un aumento di sette punti, dieci in meno di quelli italiani. La Francia, nonostante stia attraversando un momento turbolento dal punto di vista politico per i risultati delle elezioni locali, può difendersi dalla crisi energetica grazie al proprio vasto sistema di centrali nucleari.

Le aste di fine marzo e i rendimenti dei Btp

Il picco dello spread ha spinto i rendimenti dei titoli di Stato italiani oltre il 4% proprio pochi giorni prima delle aste che metteranno sul mercato Btp Short, Btp€i, Bot e Btp a medio e lungo termine. Le date sono:

  • il 25 marzo l’asta dei Btp Short-Btp€i;
  • il 26 marzo l’asta dei Bot;
  • il 27 marzo l’asta dei Btp a medio-lungo termine.

Cedole così elevate potrebbero rappresentare un’occasione interessante per gli investitori, ma anche un problema per lo Stato, che si troverebbe a pagare di più il debito pubblico.

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